Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOFIA OET;LA RIVOLUZIONE 95 CAPITOLO II. ,_., CRITICA DELLE DIMOSTRAZIONI DELL'ESISTENZA DI DIO. Tutte le dimostrazioni dell'esistenza di Dio riduconsi a tre : ·provasi Dio o per le idee, o per le cause, o per l'ordine della natura. La migliore delle prove, quella che si fonda sulle idee, riducesi al seguente ragionamento: « B possibile « di -concepire un essere perfetto, e nessuno può rifiu- « tare questa faicoltà alla nostra intelligenza. In pre- " senza d'ogni oggetto io concepisco un oggetto supe- " riore in forza, in grandezza, in bellezza; io• posso « sempre oltrepassare ogni perfezione finita; !)Urepas- « sando il finito, posso concepire un essere di cui la cc p~rfezione è infinita. Ora l'e.ssere che si suppone per- " fetto deve riunire tutte le perfezioni; l'esistenza è « una perfezione; ed io debbo ag.giunger-e la perfezione ,tdell'esistenza all'essere che conc-episco eccelsamente cc p~rfetto: dunqu,e l'ess-ere perfetto esiste :realmente. » Qui gli ostacoli sono scaltramente schivati. La dimostrazio11etrova -le su.e premesse nell'i-q.ea della perfezione, nè richiede altro dato che il mio pensiero, vero o falso, e la nozione ipotètica della divinità. Era mestieri di passare dalla idea di Dio all'esistenza di Dio, e il passaggio si attua ,col mezzo òi un'equazione. Si dice: io concepisco un essere che riunisce tutte le perfezioni; l'una di esse è l'esistenza, dunque l'essere eminentemente perfetto esiste; dunque al colmo 'della 'Perfezione si trova l'eguagliam,a tra il concetto e l'esistenza, tra il parer,e e l'essere: dunque, innalzandosi alla più alta perfezione, il pensiero ·sempre immanente al suo oggetto, senza mai toccarlo, finisce per uscire di sè, per confondersi oolla realtà. Esaminiamo questa prova. Essa dipende dall'idea di perfezione, che già con-

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