I . t.' U N I V F. R S I T À I. I 8 ERA" 176 la v1s10ne dell'organizzazione avvenire delle nazioni e dell'umanità possono essere, e sono infatti per gran parie di noi, assolutamente diversi e sotto certi aspetti avversi ai propositi, programmi, idee e visioni che animarono nell'apostolato e nell'azione i grandi agitatori e i pensatori delle rivoluzioni repubblicane e nazionali ed in genere dei movimenti sociali della metà del secolo scorso. Le nostre aspirazioni oggi non sono le stesse di quelle di Mazzini o cli Cattaneo, di Quinet o di Blanc, di Garibaldi o di Kossuth. Anche se molte cli esse continuano sulla direttiva della traiettoria da questi tracciala, anche se noi non ripudiamo affatto le conquiste che essi fecero, noi oggi vogliamo qualche altra 'cosa, noi vogliamo di più. La nostra critica investe gran partt dei loro programmi, noi neghiamo certe loro formule religiose o politiche, siamo fuori o contro i loro schemi determinali o quelli dei partili che da essi derivano. Eppure, quando torniamo col ricordo o con lo studio ad alcune di quelle figure della storia, quando pensiamo all'esempio che esse ci hanno lascialo, quando - come in queste pagine di Giuseppe Mazzini - noi riviviamo, non i freddi programmi e le aride formule più o meno sorpassale, ma la loro vita cli lotta e cli sacrificio, il sentimento profondo d'umanità da cui erano mossi, il desiderio di libertà che li infiammava, lutto l'amore e la bontà di cui traboccava il loro cuore, allora .li sentiamo vicinissimi a noi, più che contemporanei, e Maestri. Sentiamo cli poter cioè sempre imparare qualche cosa da essi, di poter attingere in essi ancora di che appagare la nostra sete d'ideale e di miglioramento morale, cli potervi trovare un conforto ed un incoraggiamento a non piegarci sotto le sconfitte più dolorose, a resistere perchè contro tutte le bufere l'anima resti serena e diritia ed il cuore fedele a tutto quanto crediamo vero e giusto ed a cui abbiamo giuralo amore fin dalla prima giovinezza. Noi possiamo discutere le teorie di questi Maestri; ed infatti le soluzioni ch'essi davano ai prob emi che pii, ci preoccupano non ci persuadono, e preferiamo altre soluzioni che crediamo migliori, pii, giuste, pii, vicine alla verilù. Ma il desiderio di bene da cui essi erano animali è simile al nostro; e come Educatori essi esercitano ancora una innuenza elevatrice cd un'alta "funzione d'incivilimento. L'esempio della loro vita ed il loro ardente apostolato costituiscono tuttora una scuola di digt;1ità umana e di carattere, che può utilmente e nobilmente reagire contro i mali insegnamenti dell'opportunismo, dell'egoismo e della menzogna, che corrompono l'età nostra e minacciano precipitarla in una decadenza irrimediabile. LUIGI FABBRI.
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