L' U N I V E Il S I T l L I H E RA 189 deva la proclamazione e gli statuti nuovi di una repubblica ad una assemblea o Costituente italiana liberamente eletta, così patrocinava la convocazione d'un grande Concilio dei credenti, i· quali deliberassero una riforma ed una nuova organizzazione religiosa non pii, basala, come il Papato, sull'immobilità e l'obbedienza passiva, ma sul mutuo consenso ed- il libero ossequio nel vincolo puramente spirituale delle comuni credenze Noi siamo oggi troppo lontani, per tempo e per idee e sentimenti, da questo spiritualismo deista, e ne vediamo di pii, il vuoto, le contraddizioni ed anche il pericolo grave di rinascenti tirannidi, cui certe afTermazioni e costruzioni religiose di i\fazzini potevano. dar luogo (1); ma riportandoci ai tempi d'allora comprendiamo come esse potessero esercitare una forte suggestione su quegli spiriti in cui il sentimento mistico si accompagnava all'ardente desiderio di libertà. Ciò ci aiuta a comprendere il sacrificio dei sacerdoti Andreoli, Ugo Bassi, Gdoli, Grazioli, Tazzoli, ccc. D'altra parte queste idee e aspirazioni mazziniane ad una riforma religiosa non mancavano di suscitare nei cattolici pii, fedeli alla Chiesa la paura dell'eresia; e questo deve aver contribuito non poco ad acuire le ostilità cattoliche contro la Repubblica di Roma, dove al posto d'un pontefice fug-· gito si vedeva sorgere ed afTermarsi sempre pii, la figura pericolosa non solo d'un rivoluzionario politico, ma d'un eresiarca. Lo scritto di questo volume che meno mantiene le promes-· se racchiuse nel titolo è La Santa Alleanza dei Popoli. V'è sempre, certamente, il medesimo sentimento d'entusiasmo e lo slancio in avanti, l'aspirazione ad un migliore e più degno avvenire dell'umanità, che è in lutti gli altri scritti mazziniani; ma la visione di questo avvenire è assai 1neno chiara. Non vi si con1prendc con precisione 1:ome Giuseppe i\lazzini concepisca la organizzazione della vasta 'federazione dei popoli, che sarebbe nei suoi voti. Vi sono altri scritti di lui sullo stesso argomeuto assai (1) li deismo e la concezione nco-sacerdotale della dottrina religiosa di G. ~lazzini costituiscono la parte più caduca di tutte le sue teorie. Michele Bakunin ne ha scritta una critica cd una confutazione delle • più esaurienti, sopratutto lumeggiandone le co11tr:1e1clizionie i pericoli dal punto di vista della causa della li~ertù e del progresso umano. Alcuni dati scientifici su cui Bnkuuin si basa~•a forse oggi appaiono meno sicuri, e certe ipotesi non h,rnuo più ora quell'aspetto di t·crtczza sollo cui si JH'csenlavano ai tempi in cui Biil'ltncr, Molcscholt, Vogt, ccc., le affacciavano. ~la indipendc11tcmc11te eia ciò, la confutazione del deismo mazziniano fatta da B:1kunin conserva c111.asinl completo il suo vnlorc :ippunto pcrchè, trnsportata dalle sl'icnze naturali sul terreno prntico politico e sociale, essa rivendica alla libcrn iniziativa unrnna il progredire delle società e cl:\ un punto di partenza tutto umano e sociale ,dia concezione del dovere, della lolla e del sacrificio per ln conqubla d'un migliore avvènirc dei J>O• poli (L. Fabbri).
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