L' u N I V E n s I T À LI e E Il A Rabbrividl vedendosi contemplato da una lugubre e sc,1era figura. Quel corpo che imputridisce e manda effluvi immondi, bisogna allontanarlo al più presto, sia che lo si getti nel fiume o in una palude, sia che ,lo si porti nella foresta o nella macchia, o che lo si bruci, o che si scavi ull' buco nella terra o nella sabbia_, che è ancora il mezzo più spiccio e più pratico di sbarazzarsene. Numerose e varie sono le precauzioni prese nel trasporto della spoglia. I Cinesi, gli Inotis groenlandesi, i Siamesi, i montanari dell'India, i Boschi mani - e quanti altri! - credono opportuno di far passare il cadavere per un'aperlma apposita, praticala attraverso il tetto o la parete; ma molli credono che la finestra possa bastare. Interrogate sul• perchè, quelle brave persone vi dicono ben chiaramente che è per fare maggior onore al defun lo. Ma vi confessano sottovoce di aver voluto far perdere le tracce alla Morte, e che se le venisse il capriccio di ripassare, troverebbe / un volto di pietra, una figura di legno. Spesso, si accompagna il corteo funebre con un baccano di fischi, gongs e tamburini, di lance e spade vivacemente brandite: è per intimorire la demonaglia che accorre da lutti i punti dell'orizzonte per far conoscenza col nuovo arrivante e fargli forse una brutta accoglienza; specialmente se arrivasse dopo mezzogiorno sonato, il che sarebbe contrario alle convenienze macabre, almeno presso gli Sloveni. Secondo una leggenda talmudica, l'Angelo della morte segue il convoglio funebre, con la spada nuda in mano, cbl permesso di servirsene. Ciò che farebbe assai volentieri, colpendo di preferenza le donne, eterne pec- • catrici, figlie dell'Eva che nel mondo introdusse morte e peccato. Era frequente, e lo è ancora, l'usanza di pitturare il viso pallido col carminio. In ciò doppio vantaggio: il pitturato sarà lusingato di mostrare sulla sua persona il colore ufficiale degli dei; •sarà meno ripugnante a vedersi e non guarderà la gente col suo occhio malvagio. Nei casi ordinari, le popolazioni cristiane si contentano di aspergere i loro defunti con acqua benedetta, di provvederli del crocefisso, di agnus dei e di medaglie miracolose. Queste precauzioni non sarebbero sufficienti per i Carinzi, che legano il corpo, dal capo ai piedi, lo circondano con un filo in tre posti importanti, annodato a candele rosse, disposte in croce. Qu:rndo la bara passa la porla, la scuotono vivamente, di qua e di là, per tre volte, poi, con palme benedette, barricano l'entrata dietro di loro. - Prima di caricarla sul carro, gli Estoni fanno risuonare la bara sollo tre vigorose pedale; gesto irriverente, che interpretiamo cosi: « Ehi voi! noi non vi conosciamo piìt. Tenetevelo per dello! » Un'usanza ancora frequente nell'Eu-ropa centrale è di ammucchiare sulla tomba 'delle pesanti pietre: - Se
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