L'università libera - 1925 - Anno I - n. 2

L'UN I V E R S I T À LI H ERA 61 Tanto il diritto canonico che il diritto civile comandano secca· mente e chiaramente: « Obbedisci o ti uccido! » La morte è il miglior loro argomento; essi minacciano, l'uno con la spada O con la forca, e l'altro brandisce la chiave che apre e chiude le fornaci ardenti. Il gendarme e il diavolo, l'inferno e la ghigliottina, ecco le loro prove. Di questo diritto di vita e di morte, il potere temporale e il potere spirituale si sono talmente inorgogliti, che pretendono vivere da sè stessi e per sè stessi, ,e se cosi piace loro, al di fuori della morale, della giustizia, e anche del buon senso, col quale dichiarano categoricamente di non volere esser confusi. La •religione fa valere assai il suo Credo quia absurdum: « Pura assurdità è ciò che v'insegno, ma voi lo crederete! » E l'argomento preferito dei tiranni, quello ch'essi accarezzano, forbiscono e ostentano, è quello della ragion di Stato. Il primo atto del Dittato~e sarà sempre di gettare il suo mantello listato d'oro sulla testa della Giustizia, affinchè non veda, non dica più nulla ... Corrucciata, l'augusta dea protesta sotto il drappo che Ili cela agli occhi, freme nel suo corpo di marmo: « Parlano di ragion di Stato? Non sono io l'unica ragion d'es· sere degli uomini e delle nazioni? Ignorano, dunque, codesti di· sgraziati, che il mondo sussiste solo per la giustizia! » E quella cosa che si chiama la Coscienza cogita e medita in noi. Pensa che gli Stati, le religioni, non possono distinguersi dalla morale che per mettersi dalla parte del torto. Le religioni, in ispecial modo, sono vere solo per la quantità di morale che contengono. È falso, tutto ciò che le religioni sono sole ad affermare. È vero, tutto ciò che la morale dice egualmente come loro, e diceva prima di loro. E quanto agli Stati, la loro vitalità è proporzionata alla loro giustizia. Checchè ne dicano Manù e tutti i giuristi o teologi, le pene e i castighi non sono argomenti, l'inferno non è una ragione! Fermiamoci qui per scegliere le nostre vie e sondare i nostri cuori. Qui ognuno saprà se appartiene al popolo bianco o al po· polo negro, alla falange degli uomini liberi o alla moltitudine degli schiavi. Bisogna schierarsi a destra o a sinistra. Si ha - o non si ha - la coscienza delicata e il vigore virile? Da una parte, ecco la morale corrente, la cosiddetta morale le· gaie, la morale che non sempre si distingue dal vizio. Dall'altra parte, c'è la morale che si confonde con la virtù, e che molti chiamano semplicemente la Verità. E si rassicurino coloro che non l'amano: non la conosceranno mai! È questione di tempera•

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