L'università libera - 1925 - Anno I - n. 1

L1 UNIVERSITÀ l,IBERA Pure il linguaggio della natura, che quivi si sprigiona dalle cose, sembra più forte ancora di quello umano. E se la voce umana ad esso si unisce - sia un grido di richiamo da un lontano casolare, sia il canto d'una villanella nei campi, - essa è 'fii armonia con l'ambiente, accompagnata dal sussurrò del vento tra gli alberi e dal gorgogliare tra i sassi del fiumicello che sgorga poco lungi, ricco già delle sue acque primaverili. Risaliamo, lungo la riva, il corso delle limpide acque. Se pur queste non sono precisamente l'antico Clitumno sacro a Giove, gli. occhi ne cercano, nonostante, le sorgenti cosi celebrat.e; ed i versi della nota ode barbara cli Giosuè Carducci ritornano spontanei alla memoria, e dalla memoria alle labbra. Ancora una volta sul loro forte ritmo sonoro la mente risale il corso dei tempi ... : Ancor dal monte, che di foschi ondeggia frassini al vento mormoranti ... , mentre la musica del verso accompagna ed anima di più forti vibrazioni tutto il sentimento che la visione delle circostanti bellezze naturali ridesta. Sì, questi luoghi clebbon essere oggi all'incirca gli stessi che sono stati per secoli e secoli nel passato. Il lavoro umano ha coltivato queste terre, ma non può aYerne cangiati i caratteri nè mutato l'aspetto grandioso esteriore. Fu distrutto il tempio di .Giove, ed in mezzo alla robusta vegetazione del paese. fnronò • importale piante con essa meno in nrn10Ì1ia; ed, ancor peggio, un vandalico utilitarismo ba diradate qua e là cli alberi alcune vette. Ma i caratteri speciali del luogo rimangono, e così pure molte costumanze cli vita e di lavoro agreste. Scendono ancora, come un tempo, da] monte fino al fiume le greggi; ancora la contadina, abbronzata dal sole, sta sulla soglia ed allatta l'ultimo nato: ancora il villano, coperte !'anche di pelli di capra, spinge innanzi il « pio bove » trascinante il carro o l'aratro; anche oggi il pastorello deve tirare a forza la riluttante pecora nell'acqua, per lavarla, come ai tempi cli Virgilio pei giovenchi (l). (1) F/eclere lucl{mfes inter vinela juvencos (Virgilio, Georgica II, 357) « spingere i riluttanti vitelli tra i vigneti».

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