14 L' U N I V E R S I T À • I. I B E R A Ma le valli ritornano pacifiche e tranquille al quieto lavoro; è tali le vede, anche oggi, dopo tanti secoli, il Poeta. Nella' calma contemplazione d'ogni particolare delJa scena che ha sotto gli occhi, e ch'egli descrive con tanta finezza nelle tre strofe (1) seguenti la rievocazione della vittoria di Spoleto, il Carducci riaf-. ferma la sua idea che, per l'Italia, la fonte d'ogni poesia è nelle sue bellezze naturali, nei suoi Qumi e nelle sue foreste, nei suoi monti e nei suoi· campi, nel verde delle sue foglie e nei vivi colori dei suoi fiori. Di questo ci avverte non solo la tradizione letteraria dei latini, da Virgilio a Lucrezio, ma anche la tradizione mitologica popolare, da cui quei poeti tolsero tanti motivi di belleFa. Carducci, a proposito d'altro argomento (2), chiamò il popolo « poeta eterno, quando non guasto da' maestri ». Ed è infatti di natura· squisitamente poetica quell'animare tutte le cose inanimate, che si estrinsecò nel culto degli dèi lari e dei penati e nella im- • maginazione attorno a questi di una infinità di genii: non gli dèi superbi e aristocratici. dei patrizi, ma divinità fraterne e modeste ed umili, colle quali i pastori e i boscaioli vivevano in dimestichezza. Questi non si sentivano soli, quando si allontanavano pasturando o a far legna, dacchè nelle fontane, negli alberi, nei ruscelli vedevano e sentivano l'anima delle ninfe e dei fauni, ron cui s'intrattenevano traendo dolci suoni dalle loro zampogne. Essi di quanti la Natura in cielo e in terra e nell'aria e nel mar produce effetti tanti numi creàro . . . . . . • . , . . . . . . . . Entro la buccia. di quella pianta palpitav~ il petto d'una saltante Dri'ade . . . . . . Quella limpida fonte uscia dall'urna cl'un'iunocente Naiade . . . . (3) E a questi versi musicali del Monti, che esclamava « Tutto avea vita ·al/or!» (4) fanno riscontro gli altri del severo e dubi- (1) Da Tullo ora tace ... fino a . , . i silenzi del verde fondo. Questi ver~i, secondo un commento del Mazzoni e Picciola, richiamano la descrizione che del paesaggio e della. fonte ci ha lasciala Plinio il giovane in una. lettera all'amico Romano. (2) Nella breve notn alla sua poesia La Moglie del Gigante (Rime e Bit.mi). (3) Vincenzo Monti, sermone Sulla Mitologia. (4) Idem.
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