- I nostri genitori - continuavo - me delle scoperte apparenti. ma gotto vi fors,e non hanno capito che facendoci en, come risultalo Wl n0$tro modo di studiare cl avviavano verso un'altra vi- incominciare a capire e di adattarci a ta. Ora non pouono più richlamarct In- Rosario. dietro. Ma il cualo , che ('i troviamo a - e davvero ('Uri0$0 - d1~va JOU - met• strada e dipendiamo da loro. t che non solo non abbiamo mal cer('ato strano, sono I loro stessi sacr1f\cl, per- di vedere l'altra gponda del Paranà, ma mettendoci dl studiar., che ci allonta- non c1 abbiamo mal nemmeno pensato. nano da loro. Quando saremo dottori !n Perche facevo io - cl fermaqualche eo&a, potremmo dlrci arrivati. vamo al porto, $Olu J)f:nsando al paesi - A che CON? - iputò Ramòn. lontani. Da tutti gli altri lati, la città - No a che c,»a. A Rosario. C-1 en- dirada e al dilegua nella pianura. Pare trer.mo. . di andare nel niente, gli onuonti IOnO - Uffl lo avevo quattro anni quando ,ruu:entl, Il cielo è troppo alto. So\Umto sono arrivato a Rosario, sono stufo di dal lato del fiume, Rosai , 1! alza un starci e vorrei andannene via ~ una po' .sul porto, \un,o la fllJ. del tran.sadi queste navi. tlantici. Questi fanno dl~nucare eh, Lungo Il molo di travi. I Pir'OIIC.ifel.ra- dall'altra parte dt'l ti.urne la lt'rra am,- no In tua per J>'IN:«1li chilometri. Ce rlc.:ana contmua; .si pensa aolo al paesi n'era qualcuno, fermo, anche in meuo lontani. al ti.urne. Dai capannoni e dalle stive A poco a poco, cosi, • l'altra riva• veniva odore d1 arano. Tra le (es.aure era divt"ntata pe:r noi una esprU$IOne delle travi si vedeva l'a«iua, sotto, e I piena di senso indeftnibile, una promesp&ffl a.ul lea:no facevano un rulllQre quei• u. da avere soddlstana, un mistero da a.I armonico, sotto le cru mon1ate rulle svt"lare; soprattutto quPIC05.8di cui IOrotaie. gnare. Ci eravamo detto che, dov,ndo - Que5to - disse J~, aettMando cercare Il modo di entrare a R01Sario. ad un vapott - cl portuebbe a ()!lo. dovevamo UKirne e ritornarci per vie Qu,euo IA è di Napoli, c'è •crltto; appo-, che nori fouero quelle seguite dal no- •ta per te, Matleo - dia.se rivolto• me Stri 1enltorl. Allora, l'altra rtva fu l'A- - Ci 1arà qualche altro piroscafo sp;11nolo, per me e Ramòn. Andremmo a conoa.cere I nostri paesi, tor.se a starci. - Li abbiamo abbandonali che eravamo in fasce, ora ci sentiremmo estranei. - Fone cl parrebbe d'euere tornati nel passato. - lo - dlss,e Ramòn - andrei :!ovunque, purcM in Europa. - Però - feoe JCIISt,dopo un.i paus.a - sarebbe curioso tornare dove si.amo nati, 1010 per :scoprire che Il nostro paese non è più la11iù, ma qui, a Rosario. Quando fummo suinchi di cammina•· re, sedemmo 10tto una 1ru, vicino a un vecchio veliero 1reco malandato. Alcuni marinai facevano domenica sopra cop("rta, dove avevano diltni I loro panni lavati. Enno •ul conftne deUa città e ,uardavano 1!ù la banchina: un 1ruppetto stava Intorno ad una ftsannonica che sualva. Spesso, plù tardi, ricordai con an.cosda, e quasi con un ,ens.o di colpa, quel momento. Ramòn e JOH: erano rimuti •llendoal ace,,nto a me. JOR aveva tirato fuori la sua piccola agenda, e doPO avtrla sfogllata MnU intereue, l'aveva riposta. R.amòn dimenava le 1ambt Pffl- :wlonl dal molo. A me venlv:ano del pen• sieri e li dicevo; ma ml rimaneva seml>tt, ln fondo, la cosa più Importante, lnespreMa. f"orff era una tonna di presentimento.. Almeno, ml parve d0p0. - Ml pare - dicevo - di av,r vissuto sempre aolt.anto nel porto, e di accor,:trml del fiume appena ora. No: me ne accorsi ieri sera, al • Savoia •. Infatti, l'ahra riva non .: vede. Ci saranno dve chilometri ti.no alla prima isola: poi ci 18ranno •ltre l50le, canali, un altro braccio di f\ume forse 1ar10 come qvest.o. Le Isole sembrano deserte. Avete not.ato che noi, nel mom,ntl crtllcl.-oorrlamo alla stazione o veniamo nel porto? i:. come un Istinto di andarcene. Pf,rchè noi viviamo sempre rome se fos.,lmo wltanto ln un porto o In una s01flone ~rò. non arriviamo nè partl•mo. Veniamo qua e attacchl•mo l'anima alle rotte delle navi che caricano I bll!nl di quest.a terra. Vorremmo che una di queste navi cl riportasse In Europa; ma ormai, lor.se, J)f:r noi l'Europa non è che un temJ)O \onta.no. Faremmo meglio a Prendere una barca a remi e traverNre Il ti.urne. Smaniava più di no.i, Ramòn, poichè a lui non bastava fantattJoare o pensare. Se non fOUt" atato per lul, IO avrei parlato della coH. per vn po' di .ctoml, !nftne me ne s.ar.l stancato: e Joli s.are-bbll!stato a vedere. Ma Ramòn, un altro s.abato sera. al ~ Savoia •• disse che all'indomani bl•ocnava prendere una barca e andare Andare almeno ti.no alle Isole, a \11edcre. Lo d!ue con la s._.a aolita vlolenu, Era COii: per lui, le coge dovevano avveraN,i, altrimenti scoppiava. Quello che non ho mal capito è come le mie inven:d0t1l sull'altra riva e via dicendo avessero potuto convincerlo ti.no a tal punto. Non moatr1va di accettarle 1ran che. Avevo più JUSIO II parlarne con JCI«, Il quale .ml accompa1nava usai pe.r questa ,trada, e facevamo i.n•iemt'rica nostn!I. Dovev,mo andarci. conoscerla: lmma1!navamo una terra .st:m• pllce. una capanna, i paucho1 seduti 1u bianchi teschi di vaecht' a Ingranare 1 loro lacci; un mondo primitivo e passato, da fame il p,.,nto di partenza per il nostro ritorno in c!Uà, e da ricorda• re invece dei nostri sconosciuti pani tranaoceanicl. Discorrevamo di queste cose, allorchè R.amòn pose ti.ne alle nostre chiacchiere. Infatti, andammo l'Indomani mattina all'eatrnno IIObborgo nord della CilÙI, Albe«H, dove Il porto non arrivava; vi era la ripa alta di terra franata e una breve aptauia naturale, qualche circolo di vo,:atorl, pesca.tori. Noi noleggiammo una barca da pesca, piccola ma pe$811\e. Sapevamo come sa fa a remare, perchè av,vamo vl110, ma non cl eravamo mal provati. Imparammo nel primo quarto d'ora. s-calmanandoci ,vlla bare.a che 11rava •u .e ste111, ubbidiva alla eor!'fflte e 11 riempiva d! spruu.i. Dopo di che, riuscimmo a puntare In direi.Ione delle lsol,. ~si dallo sforw e dall'lmpesno, uavamo allegri ed mtu.lalll, cl provammo a canta.re; ma per momenti tacevamo, per sentire la strana voce limpida dell'acqua e il sordo rumore di 1e1_nodel r,ml. La corrente cl J)Ortav.~; ci ntrovammo a cento metri dalla riva. ma almeno a clnq~ento in 1lù. Notando Il fatto, J~ dine che, anche 1uardando dal molo, alla fantal-la stessa rlu,c1v, più naturale lt'lulre Il ftvme che traverNrlo. E Infatti era difftclle traversarlo - 1'rav,rsarlo i, una questione di volontà - disse Ramòn .- noi vogliamo traver,,ar)o. Forza! - gridò, sbattendo Il remo e as:itandosi In modo da far sobbalzare la barca. - Ce ne vuole! - dissi io - dobbiamo Puntare oontro rorrente, In senso diagonale lnoltr.indoci, la correntt' diventava piv forte e le acque si increspavano m onde eorte e iro.se, per effetto del vento. Avevamo ormat le mani doloranti, ci .sentivamo la M:hiena 1onfta, non potevamo smettere un minuto di remare se-nza. essere tra5e1natl dalla corrente. Ma p!U che la stancheu.P e l'impegno, ci vinceva qvel senso di spazio, librati tra arla e a«1ua ,vl nostro mezzo gu• i-eLO d'uovo. La sponda dell'isola. però, aveva acqui•tato rilievo; a fior d'acqua la riga della terra: poi la copertura verde degli alberi ba"1i e rigonfi.; tra la terra e le fronde si Indovinava vna zona intermedia rada, d"una certa trasparen· i.a; si capiva che l'isola non doveva e.s• lt're molto larga. Erano trucorse almeno tre ore dalla partfflll Quando ;ipprodammo. La tt"rra. ricoperta d'erba umida 50110 .Cli alberi, era spugnosa e inzuppata; I piedi affondavano dolcemente, con vn rumore ten,ro, e le orme.si rìemplvano subito di aCQua. A&lic.,.rat.i la barca, cl lnoltrammo sotto a:11alberi selvaggi. ftncht un altro braccio del ti.urne ci fermò. Dall'altra parte, c'era ancora un'isola. Seguimmo la nostra sponda, per arrivar. alla fine de\1"1sola di fronlt', e vedett che cou. c·,ra più !n là. $c()prlmmo che Il fiume 1! Insinuava In mezzo ad altre I.sole, UitUalmente basse e dlstes,e, ugualmente alberate: m• non Vfflemmo nulla che potesse sembratt l"altra riva, e l'im• mfflsilà del fiume ci stupi. Oove-mmo riconoscere el'le l'isola sulla quale ci trovavamo era trappo luna:a, non potevamo a;lrarla con la bar<:a per entrare ne.I canali tra le altre ìtole. E poi, lt'nttndo fame. tornammo alla barca, a man,lare le provviste. Nel tardo pomer1u10 eravamo di ritorno, disfatti d.11.llastanchena Per parecchi giorni ci nutrimmo di questa avventura. Ripetemmo la traverUta, con minore sforzo, ma anche con minor stupore, e Intanto fantasticavamo di ottenere un motOScafo.... na txirca a vt'la, chl: ci pe:rmelteue di fare la vera travef'l'aO,. lo e José cedevamo, semplicemente, alla pauione del flume, e ormai cl Importava poro dì acoprlre l'altra riva; cl bastava andare In barca. Ma Ramòn se n'er.i fatto Wl'OSSl"-ssionev, oleva l'altra riva, e la ,ua vlolen:c.a c~ s«-va. M>:;~~o, s 1 :anrr;!a eea~: ~~1::a"e~~!; /~ meuo al fossi ,cavati ~ le fOfldamenta delle altre stanze. Il 11ard1no era dlventato un cantlt"re, c'erano mucdll di calce, sabbia, mattoni, tavole per P,:,ntl Sull"impos;ta d·una finestra, mio padr_e aveva di.segnato la pianta, 11 ta1llo, 1I pro11)C1to della casa ln1r_andlt.i. Io ero K<1mbUS10lato d., tanto disordine, e appena fuori ml dovevo pulire le scarpe c,ol fazzoletto e spvtare la polvere e la calce che a\levo respirato. ma ~vo con piacere a quando la nostra casa, ti.· nit.a, sarebbe parsa una casa signorile Vedevo la famiglia trasformarsi eon la ca.sa, e mi pareva che 51 avviclnaue a me; Immaginavo mio padtt col veatlto lisciato come il m!o da studente, e mia madre metteni U cappe.Ilo, I miei fra• telli piccoli diventare bambini m.amerosl. Attraverso questa tn1sforma1.1on,. rnl 1>4.'ntivoentrare nella vita di Ra&ario, tale come la soanavo lo; e con ciò, davvero, la scopert.i dt"ll'altra riva mi ~- reva ormai inutlle pe:r me. Ma, per 10tanlo. non c'era che trambu:sto, e ubbia nella mine-stra e nelle len2uola. e m1 5enlivo guardato dal miei ron un non velato rimprovero, e»cndo io Il solo che non .si SJ)Orcava le mani; perchè mto PI· dre non poteva certo pagare capomagtri e muratori, e lavorava lui. aiutato da .ilcunl rompaesani che venivano la domenica a dar una mano, , perfino da mia madre e dai pico;:)11D. ovetti anch'Io rimboccarmi le maniche, e aiutare. Pt-rclò, con proteste dei mie1 amici, per un paio di domeniche sospendemmo le traveraate. Un 1!omo v,nne a trovannl Ramòn. Strano, non era violento, pareva anz.i mallnconlro, parlava J)OChlsslmo e 11 a1• lirava, vn po' di.costo da me, tra i muri appena Incominciati, guardando ogni cos.a e noi della famì1lia con assorta lnslstenz.a: t'd eravamo entrambi lmbarau.ati. Olue: - Questa domenica ritentiamo. Tu, certo, non puoi venire. Mackenzie è 10do del Club di canottaggio. Verrà eon noi, e prenderemo un canotto lea:1erls1imo, del Club, di quelli che ftlano sen:ui sforzo. Gireremo l'isola, e chiSN ... Be', addio. Il sabato, al pomeriulo, stavo davanti alla vetrina dt"I libraio Alvaru, Quando ml sentii toccare sulla spalla. Mi voltai, ed l',ra JO&è, con la tonda taccia sorridente. Mi dis.se; - Sai, domanl andremo. Sì. andremo all'altra riva. Sai, è inutile, Ramòn cl vuol andart" ... Sono contento di avtrtl incontrato, così ti .saluto. Torno al lavoro, ciao. Non so perchè. forse perché ml aveva lfto~rrotto quando ero trOPPO asaor10, io non r;eppi risp,ondergli, e rimasi, col mio gesto di saluto, a v-1.'derlo ~rdersi tra la 1ente. L'Indomani, dOJ)Ola matllnata di n.t· moro«, lavoro, ,u,vamo man('iti.ndo, ron I compaesani, Intorno al t.wolo messo di fuori, tra i muri alti vn metro. Il cibo aveva sapore di calcina Il d• polvere di mattoni. avevamo le tac« •porche, I capelli Imbiancati, e men1re mia madre e mio padre facevano i complimenti ai compaesani per farli mana:iare più del solito, lo i,en.savo ai ml,I amici, che forse erano arrivati all'altra riva. E 81• lora apparve, sopra I muri 1noomlneiatl. Macken:ti,. stralunato. Non ml meravl· cllal di vederlo. ma ml .sentii lo stomaco rlnchludenl, e subito ebbi vn &enso d1 nau.sea. Mì alzai. e gli andai lneontro E,.:11parlò come una mac<:hlnetta, con una voce che non pareva più la sua - Il canotto s·e rovesciato - dl.sse. - Il ft.,.me era m01UO,c'era vento forte, e Il canotto s'è rovesciato. Sai, RamOO, dl- ~~~:~fe~r'~~e~~ae~1f'r!!1~~~\~ !ora Il can~to s'è rovHClato. In meuo •I ftume. lo_, nuotare. e Poi ml 10no aggrappato )1 canotto roves-clalo, f\nchè sono venuti a salvarmi. Ma loro aono spariti, erano .spariti iiu~ho. lo, Quando Il canotto si rovesciò, toecal ls, tnta di JOS(', ma ,·era fatto tagliare t capelli, non ho potuto f.ir presa, vedi - e ml mostrò la mano tremante -, COl-l m'è ,tuutto •. lo avevo detto: voghiamo lungo la riva, _contro c<arrcnte, poi é bello tornar. Indietro senza ttmare Ma loro volevano traversatt, aal, andare oltre 1, Isole, per i canali. ftno all'altra riva. Non cap\500 perch@.~ ATTIUO DAIIHI w,_.., '' l>OMF\IC() CANTATONRI
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