LAVILLADEL FALSARIO In quel pane la ville&alatura ,1 faceva in ville e In villini percM albttahl non ce n'erano. Le ville più antiche alavano In fondo a parchi ombroal cinti da alte mur• maw1cce. VIiie che rlsahvano a due, tre e anche quattro lleCOIIaddietro e tacevano la celebrità del luogo. Ma occupavano tutte ~e pendici intorno il paese; cosi che le non molte passt-gglate si svol1evano In gran parie tra muri serpe-fl\anù, 1rou! e scalcinati. roronatl di bosco. Pa.ueulate più pco,rla fantasia che immaamava ch.i,q.à quali milterl al di là delle muraghe, che per 1ll occht. Perchè anche 1 cancelll niQlnrllli e sormontati da atemmi lndeclfrabll! nul19 concedevano alla curiosità, euendo tunl acce<:atl da a,.. ciaini 1chttml di bandone. Ogni tanto, tra villa e villa, 11 spalancavano 1p1ra1II sulla pianura tottOlitsnte e parevano, quelle fenditure di ritmoto azzurro, addirittura finntre, tanto era ço&tante quttto 5tnSO di ail!Pra.nl ira mura come di un solo immenso labiMnto c<>-- atn.uto sulla collina. fidente della donna, una bruna non plù 1!ovanlulma, ma bella e lan,ulda di Incipiente maturità. Questo andaao durò circa un anno, per Perottl, ('()ffie compresi, Il più Intenso e li più avventuroso della sua vita. Poi una mattina, un pelo di automobili venute apposta dalla cltt.à erano entrate ntl patt0, ne erano acesi uno stuolo d1 pol!UOtti e h·evano portato v~a Il tiovane, la donna e I due sed!«-ntl servitori ammanettati. Il lloYanotto fabbricava monete false e anche b!tllettl, come mi disse ~rolli. Tutto era ftnlto ~n tre condanne; la donna eurndo riuscita, In qualche modo, a pro,.,are la prO()ria tnnocenia. Da allora, J)er tutti 111ultimi vent'anni, la villa era rimasta compie tame-nte disabitata e chiusa. Fin qui, l'amico. E tutta questa faccenda a dirla cosi può sembrare nulla più che un ('()mune fatto di c-ronaca; ma per Pef'Ottl era chiaro che rlvHtlva un·1mportan:i:a partl('()lare. E&II non raveva mal, come si dice In gerao ftlo,oftco, superata. Era rimasta ne11a sua memorta come un mito lmPOU!blle a atat,nl, come il vertice e Il coronamento di un 1uo personale sviluppo; e dopo di essa e&II non aveva fatto che de• cadt-tt. Che cosi tosse, lo proYava la diftlcoltà che In• con1rava ntn'esprimere Il Mnllmento che tuttora gli bplrava quella 1ua lontana avventura. Dlftlcoltà In lo solevo, In quello scorcio d'estate andare aovente a $passo con un tale del luogo• nome Perottl. In tali rusl non manca mal quello che .si pot~bbe chiamare I 'onatnale del vlllaff\o. SI tratta quasi sempre dell'ultimo dl.tcen<k'nte di una taml&lla d-duta o più M'mpllcemente dt qualche celibe provvisto di una m1nim.JI rendita che gli penneue di vivere In ouo uppure m una maldlss!muJata Indigena. Tait peraonagl, 1ioeti e pittori a tempo perso, capaci di di.lcorrere d1let1ant~amente di qual1lasi araomento. annoiati e ~~>nvlntl di non avere avuto dalla sorte le fortune dle s1 meritavano, ma facilmente consolati da un'illusoria fama locale, dopo una aloventù vivace pasaata a ora.ninare balletti e fe.tlccluole e sc:-ampa_gnate, ove non sopravvenga un matrimonio provv,deru.la1e, cro\- la,io lmprovvl$1mtnte In una squallida età più simile alla ve«hl.ala che ella maturità, fatta di a1ri rim~ pianti, di ltN,tteue crescenti. e di sprt"gevoli superbie. A tale eta. era pervenuto appunto Perotu. Di»lpata la gioventù nell'ormai lontano dopoguerra, Perotti viveva alla metilo di vl.llea;1atura In vllleff\8,tura, rii ~';!,~~"n~fq~~~~~n~e'rr; a : i 1 ~~ ~~ai;.: n:!!8~ °' aapulO autornare. All'occor-tt'f'lza. nelle riunioni e duran1e le tite, poteva an«ll'tl, aaJ.vanlu.andosi con sforzo. far ridere e mC\lriosire. Ma due ni.ahe profonde ed esaU5te., che Jtli partivano dagll oc<:hi e &lun,evano ftno al collo In un viso spiritato e un p0· storto. ,.,ere ruJthe di affamato, rivelavano tulll I 1,1crifk1 ehe au toc<:av• fare )>f'r conservare quel suo dubl>lo decoro di brillante oi1()(1()I,n ttaltà Peroni, da anni, non rhaclva • 1te,np1u! lo stomaco a dovere. Egli conosttva a menadito. naturalmente, tutti I fat• u e le storte antiche e recenti del paese e dri dintorni; e questo era Il suo aspetto più lntereaanl't. molto più che le 1ue Idee ~:,Otiche ed ertlstlche, tutte p!etOH. PrHI l'abltudme di pa_!,5t'Qlare CO!\ lui durante I pom('r\UI; poi, a 1era, l'invitavo a cena. Cotl la <-onftd('nta tra noi due crebbe a tal punto che Ptrotti, messo da p.arte Il ('()MUeto repertorio di facule e di falJIEl lmprovvlA:donl, ml svelò con 1incerilà l'anlmo 1uo più "intimo. Non c'era, a d!re Il vero nulla di molto prege• vole in quel polveroso maaaulno di 11an,herali rl- <-ordl e di tarlate noatala:le; ma semptt meJllo che sentirlo parlare dl Jetleratura o recitare le .olite bariellrtte Ora un a:1omo che discorrendo passavamo :-otto il muro di dnta di una delle tante ville del paeu. <"gn si fermò ed esdamò indicando U muro cOn la punta del bastone: • Vedi questa villa ... se ti raccontaul quel che è •~ là dentro tu non d credere,ti ... avevo V\'nt·annl allora. eh bel tempi~. Ml affrettai a chit'dergll che <'OS3 vi fosse accaduto. J-:11:li non 11 ltce pregare e ml raccontò che quella era una villa wtte<-entffC'B appartenut.a sempre alla medNima famiglia. Abbandonata completamente nt-1primi anni del secolo, .subito dopo la rrande suerra era venuto a viverci l'ultimo discendente di quella famiglia, un ,iovanoUo allora sul trent'anni. F,ili aveva portato con H una donna, la sua amante, e due spe,cle di servitori. La famiglia era dis$e3tatialma; ma poco dopo l'arrivo del i1ovane. era lncomlnctata alla villa una vita altrettanto disordinata che rute.a. Le .ollte 005(', intendiamoci: pranzi, liquori, ricevimenti, bal_ll, gite in automobile, lusso. prod!aal\U.; ma tutto ciò. c;ome mi sembrò di capire. con una straordinaria profusione, M,nt.a spenslerateu.a reale, ant! In una aria tffl e oacura, piena di taciuti contrHII e di preoccu· patloni maldlNimulate,: e, soprattutto, tra ~hl, m un uolamento e In una Intimità che sapevano d1 sotterfu1io, In una società p!ù aegrcta che arlstO<'ratic-a. Tra I pochi eletti a ,i:odere di quella tetra cu<-caina era stato Perottl. Il quale. al può dire che In quell'ambiente e In q~l'esper'\enta ,1 rosse, fallo le ossa. E,cli era. di• ventato il miJllore amico del proprietario della villa, un ,rto\•ane che egli ml descrisse alto, biondo, lntati• cab;le ne&II ecceMi, e sempre padrone di sè; e il ('()nlntan.lo eravamo giun.11 ol cancello della i.iillo. tutto simile a quella dl un poeta inesperto che non trovi I metri per cantare la passione <-hc gli turb:1 J'anlmo. E che lo costringeva ad una quantità di balbettamenti, di smorfie e di Impotenti reticenze c-he contrastano con la parlantina tln troPPo sdolta del suol normali dlsconl. Due cose sembravano aV\'rlll fallo una particolare Impressione: la donna e la clandesUna att1v!là del falsarlo. Della prima non sapeva dare altra descrizione, ,e non che era belllulma, 1ifliunrendo però certi 1nU come a Indicare maestà, lndolenta, rl«heua d! forme. Ma più che con la sua prnenza flslcP la donna era rimasta nella tua memoria invaghita con '.I 1uo destino; che ,11 pareva di avere Intravveduto, o meallo spiato, per 111 spirai!! del suol discorsi e dl quelli che teneva con l'amante. Era un destino alto, superbo, spietato; di sicura e mlsterlo,i;;i nobiltà; ma ln d seesa, e1II soggiunse facendo un gesto come a indicare un precipizio, non In sallta. SuQerii la parola fatal,là, ed egli ml approvò si aarebbe detto con le lagrime agli occhi. SI, f•talltà, continua. Ininterrotta, ir'TM1!tlbile fatalltà; s!ml!c, ~dispiegare con paragone nuovo, ad un vento forte che si faccia sempre più forte. che non cessi di euere forte, e spinga una barca a N>rn• peni su.gli ICO(II più noti e l('Onlatl. Insomma la nobiltà di questo destino veniva prOl)rlo dal fatto c-he ella ne era consapevole e tuttavia vi •i rassegn;,,va In anticipo si-n:ia far nulla per evitarlo. A questo punto Perottl si commosse e ml lasciò Intendere cht ,;-11! aveva avuto per quella donna uno ,lancio, torse il aolo della sua vila; proponendole di salvarla dal peri• colo che ~ramente percept\·a; di sposarla; ma ella avJ:",varltlutato. Quanto al ra11ar10: qui Perott1 annasJN11vaph1 che mal nello 1forw d1 tOICilere al dehtto di quell'uomo ogni apparenta di volgare cr!niinalità e di çonferirgl! una tal quale nobiltà. Non che lo &cu3U5t'; ma c'erano &tate, secondo lui. In quell'uomo, piutt0<11toironica di• ,perai.ione ed t"Strt-ma rl,.,olta che basso dnideno di rl«hn.ze; prova ne erano quella sua freddezza e quel suol dl~rdlnl. Come la donna, anche Il giovane aveva obbedito al NO fato; ~rotti ne era sicuro aebbene &li r!U5clue estremamente dlftlcllc provarlo. Osservai a questo purtto che potevo ammettere una tale .:usante per la donna, forte Innocente e comunque dominata dal suo compagno, ma non per quest'ulUmo. Ma e11ll SC'OSSe la testa dicendo senta rancore che non lo ca· p!vo. In realtà ml pareva che nel suo gludiuo 1ul falsarlo, Perottt si laxlasse suld.are soprauutto da una ammirazione antiquata per Il dehnquente.lnteto come uomo di e«et!one; e Inoltre forse da qualC011·a1trodi ancor meno chiaro: fon.e da\1'1nvidia per eh!, tutto sommato, aveva saputo perdersi completamente; tor.e da un astio contro l'esisten:ia meschma e 101ora c-he gli toccava vivere. M'tche la faccenda del denari falsi pareva aver fatto a Perotll una 1rande seppure (,ICI.Ira tmpresslOM. • Pacchetti di biglietti da mllle • non «saav.:l di ripetermi con un suo rl~!no breve e contratto• • pen1a ... lui ,1 <-he l'aveva risolto 11problema . •· D! quale problema poi si trattaflè, non ebbi li coraggio di dom,ndaralloelo. • Tutti lo prendevano per un 1iovanotto spenslrrato ... rideva. sc:hen:ava. beveva ... e lui Invece di noue fabbricava carta moneta •· Gli chiesi che C'QI.I trovasse di cosl straordinario In tutto questo. E&ll fece una smorfia e di nuovo rii<!! !n quella maniera strangolata. • Non so se m1 c11ptsc-.1. lui stava tra noi... e Intanto ... paccheul di bl1thett1 da mille ... •· Gli risposi c-he era azione assai volgare, e c-he, In sostanza, quelli eran pacchetti d! carta straccia: lo vidi KUoter la te,ta. • Si è vero - canhlenò - ma tu non ml capl&cl lo stesso. non mi capl!,cL • Ma ,;orachl;;iro che Il primo a non capire era proprio lu!. Quell'avventura gli lna:ombrava tutto II pass,ato come un saaso enorme nel meuo <li un misero prallcello; con quell'avventura in 1ola come un boccone che non vada nè su nè aiù egli a\•rebbe vissuto ancora tutti 111 anni cne &Il restavano da vivere e sarebbe morto. Ripeteva • pacchetti dl blghr>UI <la mllle •; e ml Ispirò ad un trauo una companione torte seppure tutb mescolata di di1prttt0; petthl- era ve,stLto hso hso, con un·e1c11:ania straziante dt dicitore di ponte da circoli provinclall; e quelle due ru,1the storte al due lati della bocca più che mal parevano la amorf\A involontaria d! un affamato. Intanto eravamo 1uuntl al cancello della villa. Un can«llo ruqinosiulmo, in cui la rugjt!ne. appassendo q\lale un flore. attra\-~rto gli anni, da fulva 1i era falla nera. ma cl;;iborato e 1razloso come una trina. con tutti I 1uol riccioli e t suol ricaml di ferro che onnunziavano lo s:llle rococò della villa. Il cancello era socchiuso. • Deve ff.l('rcl Il fattore • disse Perotti •ub1t11mente ajtitato • vuoi che entriamo! .. vieni ... vo11:lio mostrarti la vtlla .. non c't nt'95uno, tr lo aule-uro .. entriamo, v!a... fammi Il piacere•· Compresi che quella per lui non e.ra una vbita, ben$l addirittura un pelletrlnataio. E lo secuil oltre il canC't'llo. Era il tempo della glomata In cui l'afa, come ,tabilita, umbra rendere più .clalbo Il cielo e più J)l'Sllnte l'aria; l'ora pomeridiana. tarda e stanca, che di POC'O precede la chlarità e la frescura del tramonto. Appena entrato, un viale dlrllto, tirato a squadra in veloce p~ttiva ml tra~cinò lo sguardo sorpreso fino alla facciata lontana della villa. Al dut- lat! del viale al drluava un arruffio di alberi e arbusti thto si chinavano In avanti come a Impedire 11 pauo o ,1 tltrarvano Indietro come per fuggirne. Lafflù In cima al viale In leu:era penden:z.a, la villa levava h facciata come un pendolo n NO quadrante !n fondo ad un corridoio. Tre plani di lar1hezza deçresce-nte fino ad un pinnacolo sormontato da una statua; e P'l'f" oicnl piano tutto un minuto e 1Campallt'llante lusso dl amminlcoll decorativi, nicchie, balconi. comici, s1atue, palle. Jtrllc. riccioli; e tutto QUC'!IIaOl'tumoto, anntrito. tetro, ,crostato come i margini del muri Intorno le bo«he del forni. Rill:ltHmmo 11viale e se,mpre più. come cl avvldnrivamo, •i prec!.sava 11 nerume senile che offuscava la J,;-iu)sa co&trut1one. AllUl:lO MORAVIA up,1,a1.50
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