LA SCELTA DELLA CRAVATTA Hon avevo mai fatto CAIO ai dllN;. e _quando ne in_- contravo uno, piceolino, agro, giallino. d1 quelh d1• veodono lfl l'r&v&Ue, i calzini, J,. cmghie e non IO eh& altro, ~navo oltre un po' infutid1to, come Quando ai 10pravanu. la ciotola del auonatore arnbulanui, pe.r non a\'tr l'ana d1 ammHtere che avrei a.oche potuto cornprue un oigcuo m muio d1 ,trada E-cco • una porte.11to1a cravatta Ma era p()11ibi\a, d.iUl, ch'io non varc&ni la toglia d'un nei;:oz.iod'un certo luno pu sceghett ci6 cht v•~ d1 più impe.gn1.tivo nel• l'abbigliamento d"un uomo, anche n"n frivolo, di più leit~••<lro, d1 più femruinile' Quakhe volu, in uauoria avevo visto avanu.re uno d1 quei ci.ne,i con le cravalle Entrato, utcit-O. Egli era M:ll'.lprenrnand.11.0 indietro da ciaa.:un tavolino o,c- ~~f~•to neuuno &\'tVI mai volut.> una atupeoda era• Più in10ft'ere11~ dell'h altri. io 1w..,o 10Cchh1to ll'li oet'hi J)fr nor. vt<ltN C'era un KnltO d1 ripugnanz.a io. quu10 immtdi110, tempe11ivo, ll'eloto e fin tmat1<:flrot0 ritrtui • E c'era ehi n,m do.·tott 1vvi,:,io.1ui • nOi. alla mitttrioit noatra .en,ibihtà. 1111 chn,11,1noaira personalità <.hfeaa come d• acuiti. eol pretuto dei calzini e delle cra\·ttte ~ Le cose ,t.a,·ano a quetto punto ,1111ndo11 vita. o n11n '° quale tpiritello g1ro.-110. creò un prece.Jenu Ero a Uindra, or IOD due o tre a11ni. e un amieo mi di~ eon una 1tr1n1 e1prt11ione d1 ..eritlll.. C<lme ammonendo, e cont1nu1,•1 a (l,l&rJarrr,i 11egh occhi - Non d1menlir1re d, comprare una cravotta I.I per li non capii. Penhl dovevo, prima d1 parure. rl"to\verm1 • quel piccolo acquaio• E ..e rue ne fooi rl,menticato1 Per qutnto i,-unde la fama delle cravatte, dei butoni e deih ombrelli britannici, m1 rii\ .11,,.0 di credere che 11 c<ltl poteue aver qualche utile 1nffu~10. e t.anto meno ch"en-1 pote•te mutarmi, una volta per tempre, in uomo elecao.te Uomo elec,nte era inTece l'amico mio, tanto ch'io pen11vo (o f1nt111oumente temevo) che di cr1v1t1.e ne 1vu11 almeno un due<:ent.o. Certo, un cr1,1naio dov•va ,unurrarJli nell'ombra COM molto JratiOMI che ecli laceva poi 1u1 con mondano profitto, qua. e Il, e ci<M<.he una cr1•1tt1 non t'indo11a. mai • cato, non euendo e n• un numero di lotteria n~ la pallina della ruolette , e che ,i de•e uner co11to, 1ee1liendol1, oltre che dell'1bi1.0, dello ttato d"111imo del momento e 1,0pr1 lutto dei tempo che fa Ancora una puolina e Non portate due iiorni di 1eguito la ,teua cravatta Solo co,l co11tinucrete ad amide tulle , Per me. icnaro eJ 111c1u10,era t1Uuto un lincu•i1io btn poco compun1ib1le. Tanta ditinvoltura non e.en_l.e da lu1otità m, ricordava con un ct:rto d111ut10 il VH• tuo1i1mo di a.lcuni tcrinori ehe impie11v1no - ora non '° più quando - .tre o quattro Patine, o •o.che cinque, Pfr detcnvere il co!Me e U d1.erno e 1d,lm1, tura per rl()('Qntare le perlJ)ftlt del nodo d'una cr,.,.,tta E tuttavia non ero • Llindra per nulla. Non ttu• pii quindi> l'tmico m"mdicò !1 11r1,!1 do,.e avrei trovato il mio bene. Regtnl Stl"fft i, qualco~• di 11m1_le. Rioir1ii1i del eon111ho. _Protlllll eh, lo avrei H&"UltG 1 puntmo. C1p1t1, per p,rri111, d1 todd11fare puntu1!- 111ent,equalcuno Sulle pnnie, ecco. io d1eJi al eon,iclio un'int.erpre• tu1one del tuuo bonaria, al che mi parve eh~ 1ull1 ll<!ll della più raffinata cr1va11, 1h _RereM 8treet fo• ae Knllo, oome tu un orirenmo-ncordo d1 net1lllll p~1ett., e riC(lrJo di l.ondra , .ht,·o t0rto. La _1edt1 della cravatta 1u11er111mi d, perton• d'mdubb10 111• ,10. quesla ,·olta era un timbolo o un rie.o. E que1te era.n coae che capivo un po' meno. Ta.nto l vero che, l11eltndo la brumou c11\l in una iiom111 di tplen• dido azzurro, apritn• Il l?eno ti moHe, mi bat~ei 11 mano ,ull1 fronte, poi la tetta lu per cou1re 11 ,·etro del fine.trino. Avevo dimtn~icato. Partivo. ahi, aen11 ,1mbolo Ho pen1110 I queato tra1eurabile epilOdio d'un tem: po de1J1 llhl \'Ìtl in diverte_ occ111om e 1ttmpr$ m, punw il rammar,eo dtlla w11 11npre,·iden11 quando uno dei miei f1m1b1n ebbe l'aria d1 nmproverarmi - Tu noo hai mai po1~uto una ,•era bella cravatta, - ed era come ee diCHM e tu non ha.i tcntto un vero bel hbro • Io non 11pevo ae avflvo 1.. ci110 pauar l'occ .. ione di pavGnfttiumi per aver indono •lcunchl di pr&- iiotO o per l\'er •icura fama d'ara:uto tcnllore C'l 1n1lo1i1 fra una cr1v1t11 d1 heve, ,e att.enlo diwino I !'Irte di tcriYtrl con lflfCreua~ Non t(I. Qu&- ,10 '°, che Ja lincu• b&tt.e dove 11 dente dui,la di quoto, 1\merio, •iam tutti ce:rll. E l'alu-o giorno, 10tto quei portici, i ponici de~l• p 01 ta, m'acco,ta ftnalroeot.e un cinue. Era_ in venù il primi> cinue che 0111&11abborduml, fn11~tendo e nell'i11s.i1tere. nell'in1inutrtf, nel mettere 10mlmen1t • prova la mi11 p11ien11 d'0tiot0 che 1i ferma con un 1iorn1le in mano a livello della colonna, 1ve1:ta.gli1 con una mosu abile il inauo delle cravatte mull.l.colori da.ndo •i miei occhi una cioia repeotin, come dj ,serica lucida. maaLca 1bblc1111n~ opulem.a L'efl'etto è irrui1t1bile. Cht altro du~ono 11.i.occlu d'un 1rti1t.1 M non I.a rapida i!lu»ione I eh@ è l'illu' sione ae non un r111io d1 tuui i c<1lori P Que110 raggio mi \orh• 11 po11ib11itl d'1Uootan1re il cinese. Lo iuudo. Non ha il cotlino. Vut,to come me e come te. ::'enz.1 cappello e .enz.a codino. Una povera crtttura lll61illifictlllt che di c1neae ha a:h ooclu obliqui fl 11 l)u(,O po,to d,e d1 te 1teuo llllliCO newpie 11vut1tucc10 europeo. Creatura m1t1eri0i1 late.o coal d1 nulla che qu111 IIOll 1·1n.:rt.e il tuo lll'fOrl, 11 ,ua lllt11n1hcani1 e brutuu:i, perd1è arnv, UH cru.• w.ra da un mondo dove 11 bello noo ,\ 11110 ancora. ..ep1raw dal brutto e neppure la luce dalle tenebre \'1e11e, cou le ,ue Ul\llle, da UDO tirano limbo p(>- polltO J·111111u1a1111d1èd1 bl1ubini t; che hna.ia parla? Qual l 11 ,ua ,·oce 1 Qu .. , non ha parola, non ha voce, non ha lor.e b1• 10guo J·~_.pnmeu1 . .se 1n..iite, 111 chiede, cb1eJe 1roppv ~ per 1borue ('()11 I• 1ua Pkihllrl l"llto COU<.eUO t.:he noi 1lib11mo dell"uw1ltà e, del re,,to, quando tl io meno che um1b, non .i è uwa.h. \"1en1 dal hrubo o ùal nulla, wa dietro d, lui, oon 10 come, .\ 11pane pii.I.vuto e brulicante del moodo, • la (;ma oentm111 d.i 101ho111d'ab11.&uu, IHte che rotolano, ilqelli b1bhc1, tormentate trudrurazion1, Lrl• ,n111rai1on1 e •upph1.1. E Ju1, quuto om1Do, potrebbe anche aver 1·1111 d1 uno tcampato a.ll'ultirua inondazione del flumfl Oiallo • ora neppur 11 n<»rd• d1 qua.ndo ti uova" alla mero:4 del ùlon1 1 dei terremoti. For&e ech era 111to un .emphee contadino cq.r• vo 11.1ll1riHJI IOUO UD ampio cappello di PIiii• O anc!Je un ,·end1tore di petce wcco o ancht un uomoda-tlro che andava 1u I Ciù col tuo carrou.ino vuotO o anche un rh•enducholo che chit.1111v1le cinume 111@ llnutra battendo un tamburello di metallo o m1i1rt uno che 0111v1 11l'in1rc110 della casa da. ,~ ro,icchian• do umi d1 ciratole, o quello che fl~ll'lifl•·• nel paniere cli t1crcmcnti da vendere nei villa,11. Dopo di chci ti ~err:~~d:u::i,: 1 c~~ ~~1uf~r~e~,d~ru~~ :.·~~:~ 1 ~ tuoi occhi vedoni, unta. ndere ,tatui e opeTe d'artt, la Giuditta di Oonllcllo o il PefltO del Ctllim, fl cercano mvano 11 biuarr1 ftagiliti. dtllt inMine dei nti0t.1 d1 11t1d1li, di lanterne, d'ombtelli di fibre o di ctrta, ciò che forte ancora rii p,ace. Chi gh ha dito 11 vut.ituocio borgheMI perchl almeno, nella no,ua armoniosa civilù, non muoia di !rcddoP Chi eh h• deUo e ,urge et 1mbul1 ,, tori1 fl \'(Ddi cravatte, Non che io 11'f'Ul piell di lui, non che io foui CU• riot0.di lui, ma in q.iel momento, non ,io come, m, mille◊ l'1n1mo d'1llont1n1rlo da me con un re1to, m1 man• cl> 11 fona di •olgue le ,palle, di C(lnhnuare la ,1rad1 Il fatto ch'egli avene lnieao 1bba.cin1rmi con l'arcoba• leno delle 1ue cra,·atte non m'rDdi1peu1.-1 come per t<1hto c1 1'indi1pcnitce q111ndo taluno, ne, ,uoi rozzi 1pprocci con la no~tr• 1qu,1it1 p1icolo,i1, c<1mme11 IU• bilo col toccare 11punto dolente. - Non url mai detto - intervenni - eh( uoo Nme me facci• il più tenue acqui,to in meno fh 1tr1d, Venite , trovarmi. potendo, Ira· venti minuti. E«:o il mio b1glieuo da vi1it1. e qui troverete .il 1nio mdmu.o. f-'1achiò la urena d1 mu.z.o,iorno Allori m1 tovvennl che fra una ventina dì minu:, 1.-re1 dovuto, per do,·ere d'otpitahà, irauenue il Ci• nue a C(l!n1one. l-li 1G•·venn, che ue«ndi> di ct.11 avevo chietC.O bonariamente alla di>nna accona per porrermi premuro11rutntfl buto11e fl cappello • che col.fil c·Ìl da mangiare a menog1omo ,. _On• sola parola d1 ri1po1t1, una. modula tmtetl - R1t0. - E ora 11pevo che aveva.mo a C(li11ione, n11nte111eoo,del n10. Era, mi pareva, una ra,tone di più per trauenert I men11 ur: clnue ch"era ,iato 11nto curvo 1ull1 n1111 Perb avre, do.-ulo 1cu11rmi d'offrir le po11tfl corouru e non le ~i:m:'i~~ i~~~ 111 :rac~~i•~:: 0 c1~,~~• ,:C!:;;;:e. 1 : vederlo manJl)&re «ime un uccellino. E' btllo tpellui1.icau e tun1vi1 nempir11 11 ventre allo ttetto modo che H t'infUrcitaue come un eroa omerico. E' bello, • tu•ola non l\'er niente da dire. E' bella la oon.,er ... 1.ione ~Il un cinue, perchè, ci ••mtenda o non cl 1'1n1end1, c'è poco o nieo\e da dire _ No, no, - feci 1triu1ndo l'OC1lhlo1ll'omlno delle cravat~. - Credete, non ti pub. E' proibito Era prnibito eh@eosa • Il cine.e non capi, ma non occorreva certo ch'tili capine E' riut11ment.e proibito • un oceidentale tedeui a men11 con un cineee E lo ero un occidentale (talYOlta <1,u._.ime ne dimentic,.,o) fl hli .olo uno 1paruti11irno gìallo. - Non venite fra ,·enti minuti. Più tardi, molto più t.t.rrli. Nel pomeriggio, verto le cinque Salutai cord!aJm-ente I con un ieato fermai un iaul. Non m'era ma.i accaduto di tomart I c111, òi:cldt.nlllment.e, io ta11J. Ora confuso ch'io non ll'fl"f'Omai penuto che l'oroino delle cravatt.e pote•~ riflulare la ,ua ftduci'I I un• carta da riaita co,1 poelicamenlt aciup111 per lui. Poi, nell'atte.1. 10prnalut1i quella Vilita e d~, fra l'un• e l'altra faccenda, temetti ch'erh non venine, ch'e1li non 1ve•w, come uno di noi. tempo ,la perdere. Stupii quando, 11.li'oragiu111, chi per 10hto apre la p0rt1 d1 CHI non YU0:1 lasc,1r pa.u.an,. qualcuno, tcmplicemenle po~bl co1tu1 è un povero dia•·olo, un venditore &Dl• bul1n1e, un clntM' Streno -- nevvnot - • non •olu laaciar pa11t1r1.. • come M i.I padron@ di cua !oaae u11 perllOnlfrio con cariche, titoli e onori e c<1nCerbero aolennfl alla pc>rta, e non - come io t<1no- un labile lrtlilll dl'III pro,·•i1MHietà fl dtlll felice inco•t1n11 Benvenuto nella mia casa clltadina, tel.llporanea 1nch'eu1, o di>lcinimo ,e prudl'n1ini,no flitho del Sol Ltvanie. Accou,odalevi, eìcnore E fui per ind1c1r1li una pohroDI, rn1 1ub1to mi pe.nlii del ie1to ltiOC<.Oe 1<»11- •ider110 (c'era da Yerio1nar1i I pot.edere uo, poltrona. ma era tempor111u 1nch'en1. tran1itorio mtto il mobilio) e imposi brutcamcrllt una pi(! umile lt.dì11 Ech accettò di M<leni, Kmpre ~nendo il latcio delle cravlllfl tipieaatfl 1u11'1v1mbr1ccio. - Vi cl1iun111 ~ Da.e come ti chiamava, e fu come .e 10rn, .. e Il nome d'un ftore di campo e ne dhperdt•te 11 delicata lat1u1ine ili pa.rve di capir-e, e Wanc Lune,. .\la forM avevo torto, ed era 1010 per Il ricordo del• l'epopea dell, e buona terra, t della lunga morte del vecchio Wang Luna. ti che m'accollai 11 ta\·olmo, indicai uno di quei libri fl tni \·enne l•tto di lu1in11u U mio o,pite: - Pumio :Sobel 193&. Il mio 01pi1t non aorrlte e non capi, t- Q.UHto mi piacque. ,nch'io, anch'io Torrei non capire quando qualcuno d1<:fl,Premii, Nobel 193a, Premio Not.61 19M. Allora per di1perdcre quel lttl--0 dl diuiio tenta.i lo tcheno veo,to di bonomia. clle diminuint la di11anz.a intercorrtnte, nello steuo vino, ha I matti dut .eglJi. - Ante VltCIIO la mia IOflil. Wln([ Luni :Son vi 1arcte 1tupito, credo, di non veder dipinto 111!11toilia della mia c.. , (d'alntto) gh Oei della Porta per d1• fenderrm dai cattivi spiriti. lo e ,·oi non abbiamo nep. pure bitogno d'euere difeti. Fatemi dunque vederfl !t vo11re cr1v111.e Eue mi :licoro, non ,o per qual maa:11 di colori, che ,·oi «iete un v:-,·enditOrfl di 1ìoc1ttoli variopinti di cart1vtlin1, di Ieioo dolce o di pa.111 di rito Ech non dil.k n~ 11 n~ uo, m1 1lhm1ò n braccio con mu11 dolcezza per me\lere il fatcio delle cravatte a mia cowpleta di1po111ione. E ,ùb,to mi t(lvvenni dtl 1m\e rimprovero e Tu non hai mai po1aeduto una vua ~Ila cravatta t e poi del vieggio in lnchilltrrl e d1l c<1n111hdell'amico ele111111che propende•u. per_Hegent Strec1 e dellt u,jenie delle cravute che vorhono armoniuare non 11010col coloN dell'abito ma anche col colore del tempo e col colore della 111eu1 1 col c<>lor• della malinconia F'u allora che avvenne la tcelta della cr1v1t11. lo ch!u11 gli occhi, alluria•I la mino, ra,riwui con que~t• br1ncol1nt1 i lembi di tela pendili, sfilai cotl (a occhi chiu1i) una cr1v111-1• ua (quando 1peu1 11'11 occhi) vioi•«•. eo1t1 tre e lilfl, fl •·aleva per mfl la cravatta d1 Regent Street, era l1 cr1vot11 d1 Keaelll Sueet, l'tleg1n11 di cui po11aoancora fl eon, &e Dio vuole, una punla d'arcutia, IYY&nlt,jll'ilrmi e vant•r• ml. Poi m'1ll11 • cercar danaro per il dole.i W1n1 Lung e tr111i da una cntettina alcuni ,cellmi r1011• atimi da ~uel mio Via.nio in Anilia ed ivi 1ttr_b~1i• ricordi> di quel brevl .. lmo aoarlomo in Londm1um. Wang Luna. che chl(deva 90)0 1re • lile ,, rlcevl un po' J•ariento e ,i mottrò IO'ldi1l1tto. Erli non do•eva 111pere dtl re,io, ch'io pag1wo uattameute il p~no d'una buona cravatta di Re,ent Etreet. E COI\,dopo ••·trio Ptll'lto, l,1ei11 andar( Wang Lnng Ma, ,u I• pot11, prima ch'egli 111tei11ta, li dini qualcosa a ,,o« baniHiroa, e cioio. che avrei un itomo voluto acrivert un hbro o dipingere un qu,dro bello come Il m1uo delle eufl cravatte. (lUUto avrei voluto, d'ora in poi, chiedere perentoriamente a me 111110. Wang Luni 10rri111 non capi, e qnnta volta fece bene. War,i Lung, • noo capir-e. MARINO MOAlTTI
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