Tempo - anno IV - n. 46 - 11 aprile 1940

~mM!1~ LlTIU ► I.Amtrrnu" ... _, GaJ$U'Pl tonAI • GfOIGIO vtCCHIIETTI --· CK>olQOCAKLU.. lif•~-~l!Cf'Ulidi: r..111~-1-0.--- 0--•~Dooi--~ p,oo...t•----·OW,,,,.S.h- -·..._._... ..~.oa.,-.....,.. Owlat ....... ..,_ -- • .,._ ..,._ . Olonaa! TIW, --- UH NWilLltO \. 2 Il CIICIISI l T[MPO m li PIIILICITl La pre,,.ùu:ione dei mui dj Febbr-aio e Mano •· ,,-u • ..ai._,.. ""U'A.P,I I.I.~ -~--~· ... · ...,-....111-.u..---........-.-i ,.._._...lapllW!l,U_,... --rn~ ............,.._ ...... ,.......ai. .. , ...... --. Dopo citknlo Uitmt! ddk 1.>Gric tavok pubbltcitari4 in compc1it.One, la C~ Ilo d~ClflQ di ~r~ ..,._,.. .. ~!8 ~ tf,!~t!!,/~ Lcttovalo,-,,OOtollff'l"d,....witoMMUri,-,mtotoMtm0ddpro. 1>m,i ,n.mcri di TE■PO. A_,_ di e°"°""° rA.P.I. ho -,noto i #gWttdÌ 10 obb,ono.- menli IMff11QU G TE ■ PO fro c,olo,o che honno lt~to lo IO• v,olo~to. IIICIZIUl um I.ego, ia una t'Ol'Ti.q,ondeM& udi,neM del 5 aprilf,, t:he uoa mi.11tfflON moria aW>Ya oolplto per qualche ~po i p\ti di LaliNna. Si • poi ac,operto chi Dfl Ml• da"'• fa.e,endo rauia, e a quali IIOOpi; m, non qut..to m'import&. Vi ha bftli,,_t,o che tutti • iNI I giomali cha d...-at1.o 11 noti1.ia, leCM-1.... ro come IUt.no O faUo cheqllf:i catli epuinno OCIIWIO,lblla aua c... né • n• rit«IHY• trMlC'la. Ora, ci tell(O • f•r notan:, a chi non tt ne r- ■-a a,e,oono, dMI lo (IUMto aoo c"l n.ente di 1tnno. Di tutti (l\lelli tn I n'li~ leUorl eh• hanno H\lto e poi perduto un ,-uo. pochlniml, - ceno, po,t,- IOOO rlcord1111 di aYerlo ftduto mort.o (tranne in cui di mort.e Yiolfflta). Tutti, o l• gran magsioransa, doYrann.o rlC()IM). -re che il loro ratto un giomo l eoo,n.. parao. Il ratto, creatura d'indole riaerrata a pudiciMima, ba una (flllde yu•rorn• di _,.. «duto mori-,,e; e qu~ aente an'icinarsi la mort.e (nella quale con• giuntura, come io tante altre. ha una aenaili'ntl flni .. ima e 1ìcura) cauto 1'.Uontao.a • .,. • morire lonu.Do o.,e D6Mtlno lo ~• nè PMM per luogo kmpo ri\~ vare I auoi aYanl.i Q\lel&a nrgopa l nobili .. ima. Potlf' il 1atto non ne CCMJ01oCe l'origine oc,c,,ilta. ma ben lo anno 1li uomini di rlttrrata natura. I quali tutti - ho potuto IC(IUi• atan\t' la «ne=a - dM.idtN!N!bbero pote. re in ,.,.ual modo, arrinti all'ult.imo fior• no, allorl\.ana-,,edac:h 11gUanfialtnil la propna fine eorpor1le. Gli uomini, per c.u• a., dei legami, lllOltepUci di cui hanno doYuto l.nteuere la loro Tita di animali aociuoU, mal o beo ran.i:nente J)ONOrlOal.- tual'I q~to Ideale che ai ratti l molto facile racJlunlJV"t. )Ca sii uomini NDI\O la ragione della loro ~rgognL Sanno dtfl la morte l il poria1o di Wll debole:ua de). la 'l'Olontl, ootl come per o«nl Yi'ffl UD atto di eoe,cico YOie,. l mto la cauaa dalle .ua nMCi\a. Quette - non ,. ho innnU\e io' e L'\IOlDO ~ e UlUOredi ,ua 'l"Olootà• ha acrili.o un au!Of'e d'an• tica aapieD.la. CIIIU IEIOOII Se.gli la prima pietre - come ripeta non ao più quale riomale umor11tko - chi DOD ha mai prNO parie a ttN curio,, .. ICffle di tiptolOfia che han luogo quaJ. cha ..-oh.a in chi abita al piaoo di aoOo e chi abita al piano di IOJH'•, apeclalmonte ae q11dla di•ie.ione muraria, che all'uno fa da aoffttto e all'ahm d.. i-ri• mento, l alq\laoto aottile come u• neUa labbricutODe 1aodema. altro eh, per con,umaUOrie della cQa La ntth1a aoena h• avuto gi.omi aono una YIUiaote ~nitliaima. In una cau. di QOl'ldominio, • Milano. uno che abiUn al quarto piaoo, di,t.wbato da «rt1 colpi di quello di aopr• (clol quello del qumto) batte il proprio aof6Uo. ma in• ...,no. Allon I• di lui moelie ebbe una lroYata tanto auurrla che dobbiamo chi► marla «eoiale; IDYeoflche butere lo alto eominei.b a battere in tia.o. a quelli del terT.O; poi a'aff-.ee!O alla flnntra e li chi► mo, e 1pìef0 loro l'o~oe della co.a, ag. g,~do cbe aYttbbe eonUnuato a battfre tolto fin che quelli rii aopra conti• nuan.no. Le idM uaurde aono le piil pronte ad afferrarai e a .-ere imitata (ci6 aplega molti fatti atorlcl): -.-oslio di• n che quelli del teno INu:ti.uo -em'altro • MtW,tt in gtù, "rao il NCOndo, e,iQJil• mente 1pieg•ndo la eo.a; e quelli del .e.- condo • batteN a loro 'ffllta in siia "'"° il primo,~ qunti del primo In 1\i:I vtrao l'inquilino del pi11M;t1c,rreao. Il quale, al penN,re eh11 IIOtlO lui non aono che le cantine di11bit•le. •veY• tul1o II diritto d1 im~ire per la umiliuione d'eNere vit,. tima ln ...iendicabile d1 una eo.l perfetu uttna d1 rap!)l'Nllli, lllllllllll I IICIUIIIIIIIII Un.a ai«n,ora. o ai,norio,, che firma Maria Ra., mi 11trhe una lettera per dir• rni che k dà au.i nervi ch'io, come ho f•Uo l'uUima ..oha. ■etnlli quui hl ogni peno In che 1ioroo e perf\oo in che (ioro,le ho kUo il fatto d1 eui diacono. ),li aa,.icura che quei"■ è perlanteria. li cui i- dim.inu,_ molto Il fucino dei miei =~n?era:!:,i:~. fl1!*f~it~)~I:! ho fatto a q~l modo, J)@tth6 qu.akht (iomo prima un'altra let~.-. (q...uta con la firma per d1IIHO e perci6 non la ridico) mi u•eya ate\laato <ii io'l'f!n\art1 i r.ui di cui f~io !.I commento, ehe l mera e nera calunnia. • Cocoe la.odo ad -.c,contentarle tutte e duf', Q{lelia YOlta IOòO lt.ato pita pareo di indicuioni; ho wcnato la data tol .. mente per I «•Ut di Lali■-na; fol'M', d(), vndone ~liere una, urei fat1.o rneclio a mettere quelb dei bu-lorì. Laaclam6 aodare-. Comunque, rin,rai.io quHlfl due lfttricl (anche la c,l.lu.nniatrice luna don- :i~~ : :!i .:~:~:;.:c::~WJ.~ ... , non aolamente av-,,ebbe papi.o il quadro. ma ,.,rebbe dato al duca ~nditore uno ~vettacolo eccft,ion,le · a•rebbe io pr&- "'ou J1 lui man1i•lo una l.nlera pianta d1 c..-tua. li duca JHcnM che queata l m,a lpa«,O{ltt& ,e -ua. il patto: Il mili'• chaw man,i la pianta, e a-.-rt. il quMfro !:luna i.erraua del m•rch- erano d\M piaote di cact11a molto belle; il much• M affttra una-, e comincia a man,ia-rla Morde.,,, mutica"•· iqhio«iva. poi ri• prendeYa a mordeN!, dannti al duca t'he lo guuda,ra oon e■ten~fuione. CrMOtnW'. Quando il matth- ebbe finito, e ttnu •forw. lo 1ttano paato, il duca ,i coof"" "'6 Yinto. Non gli rimane,,. che mandare a prendt:re il quadro. Allora et:li tenlb un meuo Htttmo. Diue al vincitore. M•rchfft, il quadro l YOl\ro; ma Lulk> me De diapiace, ch11 o.o proponi di reaciodere il fl.Olltl'Qoontratto: M voi ri• nuneia-Le al quadro. io 9000 di1poato a maniiatt l'altra pianta. di eactu,. J1 marchue aceetta. Il duca afferra la pi1nt.a auper'111itc,e, comincia a aua -.-olia a man,iare. L"operuìone r\e- lu!ll'a ,. dolorooaa; manifestamente 11 duca ha m,- -ue denti ltomaco meno fertti del marcheee. T•oi•~. alla fine il a,ecoodo C&ctu,1 6 tparito denlro il duca. Il qu•le qu•~i di.tallo ai abbandona prima per qu•lchl' t.Nnpo IIOl)rt una POitrona., poi ai f• a,c. wm~are • ca61, ti mette a kllto. e Yi rimane con una 1a•trlt• d•II• qualf IIOll • .«uari\o che dopo un• llll'tlimana di tne,. 11che C'l.ltt-. )(, il Goya pruioOIO ~ rim,- •lo IUO. ~~imo lellbti di COGClu~"' d~ ma, ,.; videro al 1oon<lodue co.l rr•n cre,mi \la ti Ytone f)l'Nto • 11pere che il prilno caetu•. quello con,m:nato con noteYOle facilità dal matthfft, era llfl cactu, finto, un cactu1 di 1•H"■ dole., perltU&DH':ntr imit.ato. Dunque il cmino l il duça. Tanto cfflino, d1e non 1i eapi- ch'qh poteue aiuare t.anto il tuo G07a. F. ,ono w-nt.ato di c..-dere eh• anche il Goya ,_ falao; fon& anche qudlo era fahbrie.io col muupane. Clii■ U IIIIIKI Una corri,ponden&a da RMta~. m da- '- 29 DIUIO (qui. eara Maria Ra., l'iodi• cuione l indi1Pfn.Mbile) dice che nell• rf,fione rl.i ùirue,Ia un oolouale alitLamttito di \f,rrel\O tra,iport.aorlo lent.amM~ i campi con I loro aJberi .,. traaformando l'uPttto dt:I JIMM. • fià u.na collina, di <.ul non à detto il nocne, d•II• deslra • paaaata. •Il• ,iniltra del ftume Gu&diana Accade clol noo tanto raramente, tza ioq11ilini In q1H,lla .litu&dooe, dia per ~---------'I 11nara,cione qualunqM • quc,Uo di aopra V'111• faUo di battere il i-t11Dento. di bai terio piil. 'fOlte: ftn che quello di IOUG, l60C:ato,oon un ~ kmfO cominci• • battetti Il aoffltlo pu fu t.acere quello ehe di aopra bat\e Il pa-.-hnento. Quut.o ch'l di aopn., raramente ubbidi- ali"' prime: l'umana nal11ra l eo.l fatta, eh.e l'ift(luUino di aopra, anche ae pu conto fi!O IV'tYa ftnjto di b&ltetti, Nnteodoado • quc,I modo comandare, bat\e di nuo•o; allora quel di Pio rec,lica., e QIM.cI ,omin. eia un dialogo, a .-ero dirt1 monotooi"i• mo. che l\niac,e tol~le perch~ t\lllo ha fine qua,giil., ma a 1U di lorica Wla TDI• ta eh4I ha comine~to non donebbe ftniff'. ee nOQ ritpondo ai pita, non 6 perchl io noo 1bbia •ppreuato i loro ...,ìonamenti; aoJ.i, quando non ri,pondo con1i,:Ho loro di dedurne che le loro obie&i.OQi enno Lao1.o gfuate che Mi hao luciato aenu p&rol•. Chiunque mi acri-.-a, li• cerio che mi fa quNi aempre piatffe. (Nel proaaimo numero riapoaderò a quelli eh, mi hMLROaeriUo a propoai1o del ~ eul e Medici • (e Tempo• del tt di marw). L'avventura di queata collina mi IUf· ~~ una facile consideruione intomo alla i>eceMità rii aatent,..i da qualunque tl>"Cie di frue fatta. Sia pure quella del• 11 Gua.d.ìaoa nOQ una D'IOQ\agna.ma ona "mpl\ea collina; f: quanto b.at.a perchl uno noa ,i debba puì ■er,,itt della qochl• ,_ula, aoet'Gt'IÒo la qlllle cl'li uomiAi a.i muo-.-ono e le ruoo~e atanno ferme • .U.Y~Nl,ftl~ -11.a.-.1..___ .. ~ ... =....-.......... e-. .. !iJ,, '·E OO O,. ,I' ,e,'/,;n,lN~ ✓,,,?,,,,,✓,· ,,,,,,.,,;1,: €dlii.,,,..,{ - ,.,.f. 60 ICI. IIICllll,I ucm Due ff.nUluomini (in un• cittl che Il 1iomale nomina ma io 00ft ripeto, l una capital• atraoiera) due senliluomini. un duca e un 1DarebM111h,anno a-.-uto una curi°"' diatriba. Il duea J)ONedev• un qulld.ro di Chlya. n mMCheae-YO)eYIe, om• pt".ra.rlo, e lui,teva •• siomo con off,erte cruceati; ma li due. ""11teYL Un ,tomo, che Il duca era a ooluion• a caaa del marthflM, que1ti diehia,O al· l'altro che w foue at.ato -.c,con~t.ato Il quale pro•erbio d'altra pana •""bbe gil <to-.-uto_,.. but\llto al f.,rriYttthi anche prima della tcappata. della c,ol. lina del comune rii Ciruela. Peri:M .. pu. re f- rioaaata ""' la prima parte dd· la aotnttnu., ci~ la immobilità delle moniacoe, la menoma e■perien,a dei coltullli u,nani 1noal.ra dd Wtto l•ba la MCOnda, ciol che sU uOPlini •i mUO"OOOI. pita desii uomini - la co.a pià immobile " ('(lt'Ctutamien\.eInamovibile che e■iat.a ne.I cN!ato. IIIA .. 11110BONTEIIIPIELll Lwc bai# in piedi e pidò alla w,rella: "' Sciocco! reapiniere un aimile rapno. Non ,1ai elle come lui ce ,.• è uno wlo P tUltltCAZIONl MCNSlll C1ASCVN fA$CICOtO

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