,o.li O[lY[SUYINOAUTOMOBIL.E nell'erba alta e lolta. Una nauua vio~nta eppur dolce, che a pQCO a poco diYie~ Hprt, e dura; e la atrada, luci,uuio 11 bolOO d1e • rrildo • grado ai dirada, ,i 11eava il letto nella iw:ra laYa, rw:1 ti.umi di lapillo, nelle ('(>Itri di cenere a,i,.ia. Onnai ai ..,1., rapidamente, coi.ne in ima aoerea nuvola di fuooo traeparenWI. Il Vttuvio fuma rabbioeo a pioco tlllle noetre lffte. Grandf IOfle or fialle, or verdì, or ,-, maculano I fianchi d.:l monte, e 90l'I pif:tre metalliehf:, lave oHidau. banchi di ctneni. Il mf)lO~ ha -ete, il ditrermz.lale ba &ete, la 1eatola del cambio ha tete. Il volante mi KOtU. le inani. Mi fermo qualche minuto per far f~dare l'acqua Ml r.diatore, e per oonU!mplaNl l'in.com~r•- bile pa<eN.ggio che ai ate11de 110tt.o i mtei occhi. On grido di n1eravig1Ja 1ui rom~ .dal petto. J.à .otto il mare di litabia, c.li(inoeo, QU&lili purpureo. lqglù 1 tt:h'ot.i monti di .A§1!n>la. folti di quetti e di cedri, l'aroo roccio.o di Sorno.,nto,m&<lChi1tod'oro, Capri come una nuTI>I• t:rr&l,lfl ,ml n1att. E Por11pei, TOtl'fl Anni.m1-iata, Torre del G~. Ereolan-0. tutta la mirabile corona di pae11i vuuviani. Alltt tnaeehine 11lgono roruMndo .u J)f:r le 11vo)le dell'auk>Atrada. lfi rimetto in cammino, e a poco a poço, lntomo a noi. la v•tuione «de a flrane rupi ora verdi. ora .carlatUI, a luoenti cioUoli d'ouidi.ana. I.o 11uardo ,i libra MCillando nt.l ,,uoto, in quer.to immt.nao auurro che è mare e elelo in11ierne. Ci avriei• niamo intanto alla 6t1e M.ll'autottrada, ~ l"ult.i.ma avolt.a, eecoei all'orlo del erate.no.,. Eoc,o I iluml di la•• delle t:ru1-ioui del 1900, dc.I l9'll, dc.I 19:U. dc.I 1937. Fiumi nc.ritaimi. plutonici, Ml bianoor grigio Mila eenf.re. Squadre di opera.i 1Ulnno apnndo • (!()lpi di pioeone l'ultimo tratto di 11trada ne.I Yivo della lava. La,. •orano co,n ritmo alacre. un cappellaecio di fc.ltro, un !"'°netto da ckli11t.a. o un fuzolfitto annod•to intorno alla fronte per rip,rarli dal aole e dalla Y&mpa di e., Jore che 1i 1prijion• dal terreno. Alcuni ca.nWM>. e un Ytt,e:hio operaio li aocomPa«Ua aopr1 una chit.,.,._ di f~• antica, dalle com• ricurYe, che nd Seicento chiamavano • cèlera cornuta•· Il aorvq:liuit.& i;ni dice che è un'anUca utanr.a, qudla di ritniare i ,etti M.1 lavoro oon la muaica. Si peBU, ai cocnhi che 1alLe n1vi 11('1mlil'lno in uni conca di rame il ritmo ~I rl'.'mal-Ori. Qui la lava ha 1tr111e forme umane: di 11ta1ue d,.- JIOlte, di gruppi di ilatue c&rt:,oniuale. Corpi umani am1nuoel,_ia1j gli uni augli allri, Hl l)raoeia aueggiate a ut~on, patdici ample&lli: le te1t1" p,t.nd<'nti aull"omero, le fror1li rovit.11eiateall'indietro lii vi,e,,e !neo"" tro la ruida i un gionnolto dall'aria difl\deu(e e gelosa. E' eenu dnbbio ,e.loao del ,uo ~kano. Non tol• lera eceeuive ron6den&e e fun1liarit1 col raoiitro tpu• tafuCK"O.Ne p,11.rla 00n affetto ruardingo, come di uo suo 11tlf:tto partnte. Talvolta il 1uo lin«ua_ggio a.uomi. i:lia a quello d1 un inferm~r(' quando parla di un malaLO. • Il \'uuvio ha trueorao una nottata tranquilla. Stamani. pt.n), la lempc.ratura è in aumt.nto. Ieri ha pl83Ato ,,ma «iornata piutto.to -aitata. Non no.,epha bene. Stamani rantolava. ),la ora •t• 1nc.glio >. No11 ml pare, tuttavia, che il terribile mal.io 11tia n~glio. Uno 11lreno rumore mi pc.nde eul eapo: t un tordo ~,~i:~ u;,:,~:o~ 1f~': 1 !~~,:• 1= ~n1t::t c~1~ nu cadono intorno qna e 11, in un racgio di una ve11lina di mt.lri · e cade.odo -.i raffred.-1100, da bianchi inca.nde11eenti. di1'tntano mMi, poi vc.rdutrì, poi neri. La gu_ida lii ferma • un tratto, rimane in ucollo. Jo JMltl dnu.o gli ol'techi, e mi Kmbr1 qu&11idie il povero malato -roglla ptirlare, dia faoe.ndo afoni IM>vruruani pt.r dir qualooea. te parole 1i gonfiano nella ,trou.a, dalla bocca del oono eK'OCI.O aoffl, atamuti, l'Ol'l'Ollii, auoni biucie:ati, un bllbettio gi,aantuco. F. a un oeno pu.nto un rumo~ t.norme erompe da qudla 11mi11ura1& gola. l lapilli ineanduoent, ricominci.ano a ('adermi in• tomo coo mq:gior 1'iole.n,,a, find,.11 giungiamo a un ripiano, in un anaolo MOrto, proprio "".>ttu al eo110 del Vetuvio: dove aleuni uomini e11r,·i, anoati da (l'OAIM' tenaglie e di marte.lli, 11tanno &h1mpando nel• I• tua 101'-te, moli& come una p&Jta. monete di ram,,. e di •!'f"'nto. Una Nnda di turisti ungheu•i "' amc.ncani saltella tulla ('f'Ollta di lava anc<>ra <:alda, l'iù per Il aenliero che toende all'M.ltoelrada. &-I ec<o una nuvola di fumo bianro 1i è posati in cima al cono, un pu' di tra,·erao. CUR. MAI.. Di lltilli tralli di i,;lnub pt"r arrhare al ente~. Gli ~l,rrMlnri l:u•nr111\.I, M'8IK"n<k1 I~ t'adtn,a ,lell'11t.do. h Nltilrl l'ht M'eDdt' dal ,·nittfC e lo iwolgi~nlo 1kll"1111loslr1tt.hc1ome ,i ,·Mono dal \"c11uvio. In fondo si sh'ndt' iH;iro,..., borto di ~IM"'• Trtt11M'. Wltbn non ancora del luno rlppr(l'UI la auida pre. mc lt monete fornite dai turì<Sti. Il e ri(,,)rdo Ml Ve- "'""io• si l")\"a Mlle case lii ogni par1e dd inondo.
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