...u quale? vieni più vicina che io possa dirtelo piano. Io non avevo detto niente e ho lasciato fare ma in mc c"è un'ombh di rimpianto ptr quel peso vivo che avevo dentro e mc ne hanno liberata e l'han tenuto loro. e quasi mi pare che amerei ora averlo qui vicino alla mia carne sul petto: dimmi, Fenice, se anche questo è male. Mentre due lacrime le spuntavano, e il mattino del mare· e del ciclo vi si rifrangeva, Europa languidamente s'addormentò. E dormendo ebbe un sogno. $Qgnò la Fenice, che fino a quel punto non era stata che una im.magìnazionc, la sognò netta e viva che arrivava, e in piedi in faccia a lei in fondo al lettino le dice.va: - Ho preparato la pira per te, Europa. L'ho messa insieme ramo per ramo nella valle di Eliopoli, in una radura in mezzo ai cedri: di mirra e pino e nardo e amomo e is50po e cipresso, in• censo mortella e cortt-cce di larice e qualche fra• Ka d'alloro: anche piccole erbe odorose che di notte sono :rndata a cogliere nel tuo prato sul mare, Europa, tìmo basilico ml"nta e tante tante bacche di ginepro: quando brucc.rai, il profumo scenderà fino a Tiro e a Sidone, andri a· salutare il Re e la Regina e Cadmo e la nutrice e tutte le eom1)agne, e pure il tuo piccolo bovaro che aveva tanto spavento del toro bianco. Allora Europa sognava d'essere al vertice della bcatiiudine, e che vole,·a parlare e la conunozione le impedi"a la voce, a v~ersi la Feniceda"anti vi\·a come quella mattina alla Santa Vidra, anzi li sul suo letto venuta di lc:mtano per lei. Ma so• gna"a che la Ft-nice ha capito ugualmente quello che 1-::Uropa.\'Ole\•a dirt, e che le risponde: - Ora s\Jl,ito, Europa. appena sarai morta ti porterò io laggiì1, ti metterò sulla pira che è J)ronta, e come allora tu hai visto mc, cosi rimarrò io questa volta a vederti consumare. - Ma allora - ora Europa nel sogno riesce a metter fuori la voce - allora forse io pure come te dopo bruciata potrò rinasctre? - Certo - risponde nel sogno la Fenice - chi è nato una volta non potrà più, mai più, morire p,cr sempre. Qui Europa si ricordò in un attimo del Gran Sacerdote sul carro. Ma le gorge un altro dub• bio, e sogna di domandare: - Allora, Fenice, tutti tutti rinasceranno? La Fenice risponde: - Molti \'Oi conoscete e 1:iarlate con loro e gli toccate una mano e li ere• dete vivi, che invece non sono mai nati. Lo sforzo difficile d'ogni vita è essere davvero vita e non una a1Jparenza che non contiene niente. - E come si fa a riconoscerli? - Sono quelli (risponde la Fenice) che hanno continua la paura ùi morire e appena gli si nomina la morte sai• tano come se li avesse morsi un serpente. A questo Europa ricordò sUbito lo scatto di <1uclGiove che si credeva un dio, e le venne da ridere. Cosi chiaramente ridendo si svegliò. E \'ide davanti a sè, in 11iediin fondo al letto come la stava sognando, la Fenice. Si levò sui gomiti in un grande ardore a guardarla negli occhi, che non erano pili brillanti come alla Vidra, ma familiari. In questo punto le arrivò anche lontano lontano il canto di quell'acqua invisibile di roccia in roccia sul Libano, Scnu suwzione Eurot:ia sorrise alla Fenice. e in quel sorriso e tra quel canto ricadde dolce e mori; il sorriso le rimase diffuso sul volto come una luce accesa di dentro. Così sorridente la Fenice prese Europa piano a men.a la persona, la solltvò senza fatica perchè tutti i pensieri che lei ha fatti nelle ultime ore l'han liberata da ogni so-nani.a p,csantt, stretta al petto la portò su in meno alla htcc prima di orientarsi e scegliere la rotta. (Ma per riportare Europa alla sua terra, la Fenice non ha ripreso la direzione d'Oriente donde era venuta, Un mistero, che è più in alto di ogni comprensione. le indicò il cammino destinato e necessario.) FIN E 1'1ASSU1B0OST·E.'lPElll
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