TORO PRIMO s. La prima ptnona nuo,,a che Europa vMk da.I momento del ratto in poi, h1 Oori. b mattina d,)po l'avvento al talamo d1 GtOn. Qutlla mattina Europa, cht la none 1'ua ad• dorme:ntala di 1marrin)tnto t stanche::ua, si svegli() con mollo ~rnaglio; trovand06i col_ capo sopra lf -pa:la dr GiovC: d>be: un alluno d1 •&6mmto, stmtan a riprendere la mtmoria delle: cc,,1,c he le erano accadut(' prima Ml sonno. Ora ptr un poco rimugina, a condusione del ,uo nu·• d1tarc malinconico confronta questo risveglio con qudlo di ,cri: quanto e '1ato più btllo trovarsi con la testa &ppocrlllta sul collo dtl toro m mezzo al ma~. Giov,e dormiva molto cordialmcntc, rttp1rava con perfezione. ~uropa ,i kostò pi.ano. scivolò via voltandosi pu paura che lui si negli.aut-, entrò nella stJn- &a atta.nto; ,,.i Oori 1tan }M'ontaal uniaào di G10Tc e ddla sua ospite, aiutò Europa a entrare nel bagno e cominciò a di.corrue ptr tenerle compagnia: -. lo soi:io la piU gio~ant dtlle Ort, tlo qui gta da d'Caannovt stag\On1 - n«ontu·a tra tantt ahrt «IH -. e ctrto. divina Europa (p,tt.- c:ht t'è l'ordint di dart subito questo htolo) ftrto è stato un btll'onort ptr me esstrt messa llabile. insieme con mia sortlla Eunomia, qui ntlb casa di C~ta. il pàl btllo dei pala:rzi del t11{n()re,quello del pane dove è nato e la (apra eh ha dato 11latte e i Cor1banti lo hanno allevato; ma romt ttnizio tra piU divtrtente quando con tullt le ahrt Ort si lavorava per il Solr. la mattina aprivamo lt porte dtl Citlo e da tutta la Terra gli animaJi e lt piantt ci guarduano. Qualcht Yolla avevamo i balli con lt Graz.te, t ron E1>t' e Armon~a ehe volevano stmpre fare te prime parti: una pl"imavrni c'è Ytnuta, ma proprlO a ballare 1n me:uo a noi, Vrnere ArnM:litr in persona, e le noYt Muse nntavano in C'Oroe Febo Apolline ti"& invitato e ,tua a Knh1t e ci guudan,. mc poi m'ha C'hiamata da parte.. Qui on 11 signore amva raramt'llte, doonc e ragazze prdtriKt pigharle e lasciarle dove lt trova, tu gli dtvi esttre pi3(iuta molto se per stare con te ti ha portata fin qua; penso (he abl,aa l'inttnz.ione di tenerti per un po' di ttmpo._ - No - r-tdò Europa d'impeto; ma sùbito apa.ventate l'uN t l"altra ta(quc:ro t pardarono (On sospetto verso l'us-ctO. In qut-1 silen.rio le raggiunse il respiro di Gioye adrlol"mtntato. - Sai - ripnst- Oori a meua VO('e- non ti devi sconttrtare, a molte di noi que1ta cou aoa piace, e a ctrtu~ addirittura fa orrore; ma p_1acetanto •eh uomini, che noi donne ne po&,- ,aamo ricavare molte altre soddisfazioni. - Io staYO bene a casa mia - mormorò Europa - se tu ve<te,si (om'è bello in Fenida. -. Sei davvero una .rap.nina - le rispose Oori guardandola con 1ndulgen.u. Intanto Europa en u~ita dall"acqua e Oori la au:iugava, la spargeva d1 profumi, la pettinava, lt indouava una tunica nuova, 1tmpre parlando; e qualche volta parla,·a anche Europa, raccontò il viaggio per mare sul tof'O, deacriveva il prato dei Cl()(':hie qutl pomtrigrio del ratto. cht fu aolamen1e ier l'altro. Quando fu pronta, lt dut donne si cuardarono. • E ora che cosa faedamo? - dom:1nda Eu- '"""· - Asptttiamo - ri,pondt Oori attt-nnando eol capo verso la stanza df'I talamo. E.uropa ~•oscurò in volto. Domandò ancon: Intanto, non possiamo andare a pasugr,o? -No. Europa si prue una mano con l'altra t- si fermò a guardare 1n terra. Oori vedendola tanto rassegnata e bambina senti ntl cuore una gran compassione. Avrtbbt voluto distrarla in qualche modo. Pensò un momento. aitò., finalmente le propo.t: Vuoi che ti dic.a il tuo avvf'nire) lo ..o,,.. dovinare bene, ho imparato da ldotea la figli.a di Proteo, pensa. Sì sì - gridò Europa illuminandosi tutta cosi mi dici quando torno a casa. - (Ma insiemr p.-csa da un pensiero dubbioso brontolaYa - Che cosa diri il 1t A~norr ?). - Bada - avverti Oori a~.s.s.a.ndo la •oce al signorf' non piace che si dica l'avvenire. Compi rapidamente i suoi preparatiYi td Europa la guardava atttnta. In Frnicia nnauno potna farsi dir l"avvenire prima d'aver C'OmJ»U• to vent'anni. Ma oggi Europa si sente ('&rK'adi tempo, e la Fenicia è kmtana. 11 sistema divinatorio di Oori tra umplice. Cf'ra una finestra alta, lei nt" a('C06tÒtutti i cortinani laKiando entnrr nella stanu solo una stritci.a di luce. R.C:mpì a meno d"acqua una bacinella t la con!>egnò a Europa che la rtJJf:JK con le due mani ,n modo da farvi cadert quti raggi. Il solt batteva ntl tremolio dell'acqua t andava a rillettusi sulla parete dipìncendovi un flutdo acomp1gho d'ant.betchi (!i lu(e (onhnuamente futgevoli Oori cominciò a fissare gli O('(hi io quei ngni e tutta vi si a.uorbiva. Europa tent-va con d1ligenu il bacin~ e intanto guardava auon1ta trasformarsi 11volto d1 Oori nello afono e_nt-1npinttnto, passare per una strie d'tspl"u1!on1prima rapule pot sempre più Iute, fin cht 11 fiuò: s'era amarrito 1n quel volto oe,,1 sintomo d'età, ogni colore di creato, tanto era im• m~rso nell'aura dell'itterniti da (ui si vede ogni ('Ola passata e futuni. Europa. aspettò quakhe minuto. che le pane lungh1'1-llffl0, in una KftSUKH'lt" ambigua d',m .. mmenu, scivolamento, conclusivo, irrlmed1abi• le; la bacinella un poco lt tremava tn lt mam :::.u;:~a:, <;>,~;;!':,~~: : ~ do dalla parete eom,ndò a dire pairOlt. Clori parlava a F..urop•. ma certo non a questa che è al suo fianco e lei non lo sa neppure, a un'altra '"Europa cht ella vNk in queJla sfera lontana Non torncn, mai più alla 1aa casa, F..a- ,opo... Europa Knti uno Khianto, la blcintlla e i riOrssi sulla parete s'agitarono con stnni balu, a stento si quetarono. - _oet tuo gTf'mbo,. Eurnp4, già è vivo e ~i muove un gcrmt-, Mino&prole di Giovt, t" qui 10 Crtta lo maturerai e lo mttttra1 alla luce. e un giorno s.arà dannato al tormento e al delitto eh giudicare gli uomini,_ Europa da questo punto non s~nti più nirnte. Un mescolamento tra nato improvviso nel ~uospinlo. la tra.sc1nava rapidamente 1odlttro, le arruffò Mila mt-moria frammenti vicini e 1(1,ntan,. la sconvolgen aonun.i:iando l'incombere d1 qualche ('osa, t" ancora lri non può afferrare che cosa sui: non sentiva più le parole e nemmeno la YO('f:di Oori, immobi~ nell'ombra spalancau cli o«bi. .•.dalla sacra Asia ove è Nla la s;apwnn umana, traverso il ltfediterrant-o centro assoluto della storia, sei venuta senza saperlo, Europa, pu dar.e il tuo nome al continentt profano, dove la _stona per mil~nni si tor(tri nella tempesta p_nma d1 avere imparalo qut-1Tt"rbo, don lo ~pinlo per eovrma1t la vita doni farsi materi.a e potenu e dolore_ No, Europa dopo i primi avvertimenti non ha più tenlito una parola della pTO[e:tla. L'annuntio della sua materniti non l'ha k'OSsa abbastanu, ma la condanna • non tornerai mai piiù alla tua casa• l'aveva tolpita <omt- fa il fulmine. ~i si domanda con angOKia • percht? cht con ho fauo tO?• e non sape:ndo ancora darsi ,ina rispoeta, come i fulminati resta senu più moto nè colore. Ma tatt'a •• tratto in quella gelata immoob.- liti una nuon folgora..ziooe la KOUt, mentre Oori continua.a a J)llrla1t. La ferì prima negli occhi il volo d'un luminoso colore, il qualr sùbito divenne immagine tsatla e Ti,·ordo, ricordo fulgido._tn.Yolptt immaginare. e in!l;ieme con eni aa rtrnono ac■to. di5pcnta vergocaa d"avere per troppi g-iorni dimenticalo il dono più mant.• viglioso <he la sorte ha fatto alla sua vita. Tutto l'animo al ricordo e al rimorso le tremava, le 1ue fibre più Sttrc:tr divamparono, ment~ le mcm• bra ancora stentava.rio a srigidin.i Frattanto Oori avna tu-minato. non parlava più, stava tornando dalla 1"CC"1onep1u difficilt- del tempo. Quando fu arrivata qua, scòne Europa, eh~ appena cominci.ava a rip1tndere un poco di calore. Lit domandò: - Che cosa ti ho detto? io non pos.JO mai ricordarn1ene. Europa non rispo.c, av1tbbit voluto trattenerr la allucina..i:ione lactrantt t benefica che le lfuggin. Non s·accone che Oori intanto era alata prf'sa da una sùb.ta inquittudine e d1Cen. : Dammi. preslo, riponiamo oe,,1 CON. ~fen_tre ella strappava dalle mani di Eurnpa la bar1ne_lla, già aP1)t1rvt sulla •Og.ha CK>n. I.a stanu s'illuminò percht: lui dal suo corpo 1,par• ~va lume intorno. <~ la notte quamlo ru ......
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==