.. ,. turna ..si indic1ro e mi nmcttC'>'>i -.u) prato oppure arrivai,sc la n:wc di mio padre e mi ripor• ta~sc a cai,a, io già non sarei piu ielicc come allora, i.archbc oramai tutta un'altra co'>a. e anche ballando e giocando penserei dcmro: • quan- •lo potrò fare un'altra paucgg-iata lunga nt"I mare sopra un toro o qualche cosa di questo g-c• nere? • e poi nmMrci sempre con la curimcità gro,i.a d1 quc,ta faccenda, ¼:be anche se non mi spaventa 11i11 com~ ieri, dcvi nconosn:rc, caro toro. C tutt'altro che chiara: tu ctrto non 1,Ciun toro qu.alunquc, i tori soliti non nuotano così in frctu e 1w:ria.nto tcm1>0: anr.i può darsi che tu non sia affatto un toro: sci forse un dclfi110 per nuotare a <1ue.,10modo' o for~e una lucciola, d1c stanotte ti fatevi lume mtorno? o forse qualche altro animale e fai il toro per diver"tirti: poi ci !lono altre <"O~eche mi danno da pensare: j~r esempio 10 ho sempre tan12 fame e ora in tutto questo tempo non ho avuto mai nè fame nè ~etc, ho avuto 1,olarnente sonno. eh~ m'è ,·enuto da quei ~i mugg-iti che facevi piano .questa notte- e pareva quando ero piccola e la nutri<"e canterella,·a per add()rmentarmi ... oh ma come mai <1uando ti ho detto tutte le <"ose~lltche avevo. rni sono dimentkata la mia nutrice? ;::tj/~:;~::a~-!a~e:a1:~!i, :;;· ~7 1 s:~rn-is:~~!''. io te l'ho già detto,• so che mi upisci. e allora perchC non trovi la maniera di darmi una ri1oposta, mi i,enti? santo cido, una rispo1ota, e farmi <"apire. farmi capire ... Così i11si1otendoa\'eva riafferrato le corna del toro e le scoteva con imJ)azienza. • Il toro durante le 1>.aroledi Europa a"eva continuato a nuotare in fretta. forse ancora più in fretta di prima, ma si ,•edeva che stava allento, e ogni tanto dava certi buffi scrolli con la testa come fanno qualche volta i cavalli. A quell'ultimo fuoco di fila J>arve rimanere un momento perplesso. poi alzò nettamente la testa e senza fermarsi tenne diretto immobile il muso verso un punto dell'orizzonte t:On tanta insistenza, che Europa capi la sua intenzione. Fissò anche lei verso quel punto, aguzzando lo sguardo, fino che scòrse qualche cosa di nero laggiù profilarsi. una forma di monte sorgere dalle acque. - Jlo capito - disse con allegTCua - dobbiamo approdare a quella terra. Il toro muggì soddisfatto. ficcò un attimo il muso in mare per rinfrescarsi, e riprese vigoro• samente l'andare. Seguì una lunga calma, nella quale ~uropa si sentiva vuota d'ogni pensiero e d'ogni voglia. Guardava in qua e in là distratta. Tese un brac 4 cio e immerse una mano nell'acqua, poi l'altra. Si ,:hinò a guardare se ancora si vedevano correre i pesci. Ma racqua in quella plaga era deserta : per la straordinaria limpide.u:a lei potè s,:orgere nìtidissimi il fondo, sabbia, strisce da sassolini bianchi, poi qualche roccia con frastagliate incrostazioni. Più oltre l'acqua si faceva così fonda ehe l'oc.,:hio non poteva passarla tutta. Era una massa sorda, una luce (erma, che gravava in gii1, inospite e sterile. Europa senti un brivido nelle spalle. Rim1,ia11geva le presenze misteriose della notte. Guardò dietro sè: il sole la ferì negli oc.chi, lei li abbassò. E si mise a ridere scorgendo la ricca coda del toro in ufficio di timone adagiarsi per tutta la sua lunghezza sullo specchio dell'acqua. Il ciuffo che la terminava era formicolante di gocciole che rifingevano i raggi del sole in sette colori. Europa si rivolse per congratula ·i col toro ddlo splendore della sua coda. Mari ase impietrata di stupe.fazione, vedendo che qtlella terra. che poco innanzi lei aveva a stento intravvista lontana: s'era sùbito fatta vicinissima e grande, e già il toro la raggiungeva cd emergendo dall'acqua metteva i quattro piedi sulla nuova spiaggia. Il toro i,i fermò. Europa gridò - EV\•i\·a ! - le\•ando alte le hracc•a e battendo le mani, poi scivolò a terra, -.i scos<ie, s'aggiusti> addo.~so la tunir:i, si ri<"ompose. Carenò leggermente il muso al toro dicendogli: - · Sc1 stato molto bra• vo - e guardi> intorno il paese. Era una piccola rada. e non :,1omighava affatto alle spiagge fenicie. ~1uraglioni di montagne bianche la d1iudevano inlorno come una valletta. Alle cime l'occhio arnvava per panoramì di terraue. dalle più baue scendevano lun• ghe spallicr~ di rose in fiore. Sciami d'api volavano di terrazza in terraZ1.a. ~la da <1uelbianco de, monti pioveva uno spirito sevel'"O. Il toro do1>0 esser~i bene su-oliato mosse tre o quattro pa1osi verso il fondo della rada. Europa lo se~uiva: ma "ide lungo il piede della J>aretc rocciosa saltellare un ruscello, vi corse e <"hinandos1all'acqua bevve, ~i sciacquò il volto e le mani. Si rialzò e stillante tornò di corsa al toro. che ave\·a fatto qualche altro pauo. Gli additò una J)Ìccola plaga d"erl>a e gli disse: - X"on ti ho mai visto mangiare, torello. - Il toro per comJ)ia<"enza abbassò il muso e mangiò un poco di quell'erba. Raggiunto in brev~ il limite della valletta, girando in1orno alla roccia Europa vide che di l:t partiva una strada: un tratto procedeva diritta poi una sùbita curva ne nascondeva la continuazione. Insieme udi grida dall'alto miste con suono di !'"ame percosso, come aveva sentito una volta due anni prima in una piazza di Sidone ov'era arrivata una frotta di coribanti dalla Frigia, ma i Fenici li avevano cacciati via. Guardò in su e le parve vedere molte teste gridando affacciarsi ai ciglioni più ahi dall'una e dall'altra parte della strada. e il roncore dei metalli cresceva. Si volse con paura al toro, che ab:ò la testa e mandò un muggito corrucciato. Allora sùbito da tutte le cime a destra e a sinistra si precipitarono giù nebbie nere che na• scosero i monti e le terrazze facendo due spesse cortine ai due lati della strada. la quale parve così tutla scavata entro il muto nebbione. 11 toro s'accostò a Europa e s'inginocchiò al suo fianco come nel prato quando se l'è fatta salire :~i~~:.pa, ma Europa disse: - Preferisco camPer la strada protetti dalla nebbia s'avviarono, una a fianco dell'altro. Dopo un poco la !>trada piegava ~ comincia,·a a salire. pro1oegui,·a per hrevi rettilinei e i,inuose nohe. sempre condotta dalle due pareti di tenehra alte a dc~tra e a smi!>tra lino al ciclo. che las1où appariva lumino!>i1>!>Ìmo. I.ungo il can1mmo Europa avrehbe a,•uto una gr:i:n voglia di parlare e sùprattutto fare al toro tante domande. ma con la certer.,a di non a,·ere ri1oposta non c'era gusto. l:anehbe diver• tita guudare il paese. ma quella strana prote zione atmo!>feric-a impedendo ogni veduta tn· ~heva tutto il diletto della passeggiata. La stra da continua,•a a salire. Sempre camminando Euro1>a appoggiò una mano sul collo del toro. ma s·accorse che lui stava ruminando piano, questo le da\•a un legl{ero fastidio: dopo qualche pu-.,, la tol11e. Dove andiamo? S'annòiava e ora ricordava con rimpianto il viaggio in mare, SJ)ecialmente la notte, e-on le ~telle. e le fontane, e quel chiarore sull'arqua intorno a loro. Quando racconterò alle compagne queste cose, nessuna vorrà crede!'"nH, e a me ora paiono tanto natu• rali. La disturbava alquanto sentirsi tranquìlla in mezzo a una così straordinaria avventura. Oo,•c andiamo? Rìcordava senza pil, un frt'mito gli spaventi provati, a cominciare da quello grosso quel giorno nel prato. Qui tutt'a 1111 tratto il suo pensiero urtò contro la improvvisa pert·czione della cosa più sorprendente di tutte: la cosa \'eramcnte prodigiosa è questa, si, O( quel giorno• sia solamente ieri. davvero 1n la straordinaria avventura non dura nem , da un giorno intero: lei al prato C: scesa u::·1 ,1. •ih meuogiorno, e ora certo è ancora mattina. Ieri? non è possibile: ma allora, da ieri a oggi è ("Ome da oggi a domani, che cos'altro mi sarà. accaduto a quest'ora domani? Della s\Jbita: impotenza a sentire in sè la misura del tempo la colse un così cU)>Oterrore che di nuovo mise la mano sulla gro1-,pa del toro e ve la premeva. come a cercare un sostegno. Il contatto la calmò. Il toro non ruminava 1>iù.Lui con quella poca erba ha (atto colazione. ma Europa comincia ad avt'r fame. Dove andiamo? Europa do1nandò al tor ..... - Ne avremo ancora per un pezzo? Il toro le ris1>0se con un corto muggito. - Chi sa che cosa hai voluto dirmi. bel toro. - Da una parte e dall'altra le nebbie si scostarono, s':alz:arono e sciolsero nelraria. Europa si trovò al largo cioè: a un ripiano in fondo al quale cominciava una vasta scalinata. Era ripida e altissima, di forse due o trecento gradini, e molto larga. Da una parte e dall'al• tra del ripiano e della gradinata si svolgevano · folte distese di pini, come se la gradinata foue stata aperta in una pineta arrampicata su un monte: la scala saliva diritta dal piede alla vetta. Della pineta dalle due parti non si vedeva la fine. Al sommo appariva un portico con un colonnato. come vi comiociaHe un gran palazzo. Etft-opa capì che quel portico era la loro mèta, ma la scala doveva essere molto faticosa, e il toro da che parte sarebbe passato? Cosi doman• dando tra sè abbassò lo sguardo daJ\a vetta, e tutl'a un tratto s'accorge - ma come non lo ave\·a visto prima? - che qui nel ripiano. quasi al suo fianco, c'è una grande tavola di marmo verde e sulla tavola piatti pieni di frutta. Manda un bramito di gioia e di fame. - Grazie, bel toro - grida gettandosi v_erso la tavola. V'e• rano frutta di tutte le stagio11ì; ciliege colore del corallo. grappoli d'uva bionda, panieri di fichi con la gocciola, pesche che parevano guance di velluto, e vasi colmi di miele e coppe d'un vino che aveva il colore e il profumo di queile rose delle terrazze. Europa mangiò panamente un po' dappertutto dentro quell'abbondanza, bevve il vino rosato, s'asciugò la bocca con i pampini; quando potè riprendere fiato si volse al toro ripetendo: - Grazie, bel toro, m'accor• go che mori\·o di fame. MASSIMOBONftHP'ELLI
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==