Tempo - anno IV - n. 29 - 14 dicembre 1939

.... TORO P R I Mo· 3. t-.uropa J~r J'11npro,·v1,u !<IJa\·t'nlu U<;.t'Ì1n u 11 1i:randc urlu. mc:ntrc: 11 toru •·mohra,·a ndl'aC"- qua Tcn('ndo•.- d,~prratamt'ntc allc ('orna . .r:lla 111 nuovf, urilh1 f! !>Ì ,·olto a f{Uardart' vtr-<o la tt'rra J>C"" C'hiamare 1t' rompagnt'. \la non ,·id<" piu lt' conip,agnt' n~ il prato nc la lt'rn, pcrcht un turbine- nt'ro a,,c,·a iw,·olto ogni C"O'la Il 10..-0 nuotau, dinllo ,t'r,o il largo ~I Euro1>a urlO una ,·olta ancora ,1rml(cru.loi,1 •cmprc piu •ulla ,ua gro111~ t' cucava di alurf' lt Kamlwptr non l,at,enarlc; phl li!:li 'itrilli commc1an►11u a U'l<'irlc rotti, Kridi umili. nnploruionc affan• naia, gt'nl1',a t' chi.ama,·a •mamma•· to1>11i,·a t' IK"nlt'\'a fiato; i.obbabava e rKadt',·a sul dor't 1 d1 flUcllo, ,·hc nuota"• avanti ra1)1do i,cn,a voi tu~, una voha allo i,trazio fii lt'1 Il pianto era d1vc11taio uno <11:iasimo di gt'mili. Trt'ma,·a e b:atlt'\& 1dt'nl1 La luct' ,ul mart' era li,·ida, non fa ct'va nt' notte ne giorno. t·n num·o urlo di "•Il• ghioni le ruppt' il p('tto: mandò hmri un ultimo gt"nnto soffocah1 e s·ahlQl1t' .,,-enuta con la pie cola testa addo-.,o al cranio piatto del toro. Quando riprt'l>t' i .,t'n<ii ,tt'ntò a ricono~cl'rsi I.a 1•ura m k1 ave\·a ceduto a un imbainbola mc-nto d1 tutto lo s11into. Abò il ca1>0e III JtUardò in Jtuo. 1x-rcht' ancht' 11mondr, in10rno era cam b1ato Erano m alh) marr e il toro 'itmprt' nuotava uguale- e- raptd1,s1mo. Pcr un momcnto Europa crcdè si fosst' lt"lala la luna; ma h111anon era, si •pargt'va un ampio alont' fulgido sulla plaga d·a«aua intorno al toro che nuota\&, tutto l'altro mare era ancora nero. Il cit"lo mvect" cominciava a 1iombc:rani, già appariuno lt'mbi di COStt"lla . zioni piovendo lume trau~rlQ la d1St'e-r.a<Ml'ar~ fino al mare.• Europa on 11 riab.() dd tutto t' si ritrovò com'era lìn da terra, sNuta di fianco irnl dono dcll'anirnale. Di nuovo guardò, con una 1trana calma stu1>efatta, il mondo bianco c ncro cht' la avviluppava. Un dolore acuto allt p.almt" la avVt'rli che 1ta,·a ancora strena con k mani allf' corna dcl toro. I .e aJ)rÌ C"on1>rudcnu. provò a to glicrlc e scostare le bracca&: si sentiva salda. Strolinb una palma contro l'altra 11tr riammor bidirlc. Il proct"dere dc:! toro era tanto uguale che lei Knza paura. solo appoggiandosi un poco con le due man, sul suo collo, poté cambiare- posizione portand0$i dal fianco sìniuro al fianc(• dettro di lui. Era indolenzita. Da quante Of'Cti trova lì aopra? E' accaduto prima assai del tra• monto, e ora dev·csscf'e il t'oln10 dt'lla notte. Eu• rOl)a non era mai stata alzata cmi tardi. Oh. che con .staranno facendo in questo momc-nto alla reggia? <.:crto non dormono. Urto han mu.so in mare tultt' lt navi, ma il tnrn va molto più 111 fretta. Il ciclo era 1gombro e la lut"e dt'Jlc stelle ba· gnava tutto lo spai.io. L'occhio d'Europa comm• c-ò a dist,ngut"rt' volumi più s,curi, una gran mole che ora passa lontano alla sua de'!tra t' certo l'isola Cipro orc il rc Agenore è Italo una vol1a col naviglio nuoro e in casa le n'i molto parlato Mentre fissava qut'lla massa a un tratto vidt" staccarKne un coro di ombre bianche, veli volanti a fiore dt"ll'acqua, e arrivare lcggerissim1• a pochi passi da lei che con un piccolo grido alzù le ntani quasi a difeu; 1n2 qut'.lle con una \'olul:a lan,tuida ,ùbito scomparvero assorbite d.tlla 111 perfit"ie del mare. Europa lla\·a 1nt'erta se dav• v('r() Il" avt"\·a \·Nlutt", e giil. un altro stormo d1 lant' nndidt" dall'il>l"•law-1volau fino quasi ai ,uoi pit'di e dilr~uarono. Poi un teno, t' fu l'ul• umo: quando quc<1toarrivù c si d1ssolk l'i,ola L1pro t"ra pa,,ata c ,tava di,·e-ntand<>pi«oh,. ,1111a alla \'ÌSta nel 111110 dell'orizu,nte. Cht" co--'cr.ano. toro> domandò Europra; ma s• "IJot.,·cntùdella propria nK·e nel gran 11 lt"nzio dt"I mondo. C.:Omt' 11011 a,·e ..scro anc~o altro che l'cscmp10 di lei lll'r violare qut'l s,lcn1io, un J{orgoglio forte nacqut' ,otto la ve-11(' del mart" t' un altro e un altro e un altro ancora, tutti quattro in ~ro li intorno, fino cht" emtnero quattro groppe nut'; e due a dNtra duc a i.ini>tra, ma trattcn~i a qualche d1,tanu, ~• misero ad accom11agnarr la navigazione del toto quasi a cort('O: Euro11a mandò un gndo di Sjlannto quando dal. l'e,tremo di qut"llt" 1tru1)J)t scaturirono tutti 111· .,,eme nello 51<'>>0istanlt' quattro getti altissimi d'acqua e ricadevano KiÙc-omc fiori. Il toro non hada,·a a nulla e contmuua a na,·igarc i.enu i,r. K'HI di ,tanchnu. Era nato un ,·tnOC'ello e di 1rat10 in tratto scoteva gli 1,1elìd'acqua d, qu('II(' nK)bili fontane. arri,auno III YI\O a Europa gli ~11ruui. E k richiamarono d'improv""" t'<:JmC tante ,·ohe i 1tiorni ,corsi tra andata liulla rin, del suo mare do\·t IOtlO le rocce e l'onda ,., ti frangc, per stntire gh spruui a quel modo arri• varie. sulla fac('ia Al rtCOl'do dt"ila fdic1tà la mvase uno sgomtnto dt"ll"ignoto verto ('Ui era trauinata, ,;,iimmagino m 1>restnu d'un abisso strano 1n cui font" dovrà prttipitart'; e più che di paura. d1 nostalgia d'inccrtcua e di tolitudmc. si unti dcsolart" · buttandosi col capo tra le mani aul collo del toro comint'fo • piange.re- pt"f'dU· 1a111entt'. Son singhiou.na, pi.angna piano. come d"un pianto che avetsc in dcstmo durare sino ai confini del tempo: pianto se-nu scmsc copioso chc plO,cndo dagli occfo bagnava lc mani d'Europa. 1>anando tra lc dita scende,•• a mondarc tepida n,cnte la pe-lle del toro. Dapprinta Europa penHva, pensava col pianto; pcn5Ò tutte le belle t'Ok perdulc; rive.deva ndla lm-:edellt lat"rime la ma• drc. il padre Re. la nutn<:e, Uldmo fratello, le compaitne, la 1>alla, 11prato, il bel canestro che chi u da quanto f: caduto ne.I mare. cattivo chl' lo porta .-i.a. Poi E.uropa non 11<':nu pii1 ma piange ancora. Piangeva per ripou.rc. Invece agh uomim e agli dei il pianto della donna pare 1Cmpre dolorc. Mentrt" conhnua,·a questo suo pianto vuoto, Europa senti un vago movnn('nl(, nd collo del toro. La prima \'olla non lo av\'t'rtì bene e contmuava a pian~rc. Ma il movimento si ripetè più nello. Europa, diment~ando che 1Jiangcva, vi fece attt'nztOrlc. E la teru volta n~ capire che il toro avcnc voglia d1 volgcrc il collo e non potesse percM lei \·i pesa\·& sopra. Allora si rialzò. Infatti il toro. rallc.ntando un momento la cor.sa, girò tutto il muso vcrso Europa a guar• dula. Nclla tenebra i suoi occhi appanero accesi come. pianeti. Europa pensò per un attimo che il toro steuc 11<':rparlare. Ma sùbito rise di questa immag,na- :tH)ne. Vcdc.nd<lla ridere il toro p,an·c contento. IOrnÒ a guardarc d.tu,nti a ,è t' riprese la 1ua tranquilla ,-clocita e comr gia nel 1•raio, al• iando un poco 11mu"'o mandò un nmgr;::1tos1>mmcsso che w,lù via ,ul marr. 1-.uropa lll'r la ~ua- \•1ta del suono novamentc s1 r«hnò tou lui. che continuo a muggire m note modu1atr, a rilmu d1 ncma, l-Opra il lw,rdont' dei quattro ~tti d'ac• 1111achc t'orttggiavano il v1agg;o. Sd cadcrc di 11uell'acqua tutta la supc"rfic,c del mart' ~torn11va. \i muggiti ali,, 'iCroteio al fru-.<10. \tltlo lt" in• dulgentt stt'II(' Europa pluidamentt' ,• add(lr• mcntO Si >Yt"gliò m mt'uo alla luce dd giorno. ripn .1>11tacome St' avc1st' donmto nt'I 'IUO lctt<>alla reggia Il toft' lc Kald.na la Kh1et1a. l'aria hnl lava. l.t' fontane nuotanti t'rano 1com1>arse, non c't"ra n1entt" sul mar(' altro d1t' aY.1.urro. Europa sorrise. lnt01"nOal toro. che ('n la su111 navc. l'ac<1ua tra li11111idiu1111a. Europa vi si S!>e<'· ch1ò; c,,,.ì continuando a mirani, C()n lc mani -.. ra"viò I(' chiome; spruzzò le tc.mp1e. ct"rcu di stirare il lembo .1,guaki10della tuniu Oi nuu• vo wrns9, alla propràa nnmagmc. Di la d.a c~,a. nello •1>t"ssorcdiafano dell'acqua. vidr 1>3hlrl"' un piccolo -.ciamc d1 pHc1 frc.tt(ilo.1,i Ora Europa. mchnata vcrso la nuca del toro, con )(' mani a11pogjf1at(' alla rad,cc ddlc piccolc ,·orna. rominc1() a parlargli - Toro. IH"Itoro, huon giorno a tc, e a mc ctu sa quando qualcuno dirà ancora buon ,:iorno. toro cattivo che m'hai portala via; ma perchf:. ma chc vuoi. ma chi st'i. toro bian<"o? Mi hai C'ercata, o m"ha1 tro,-ata per ca.so? lo sa~,-i tu chi era io, sape.vi dov't"ro, sa1lt'vi cht" c'ero al mondo? da dovc sci vcnulo ncl mio prato, che cosa farai di mc? tu vai avanti diritto ma io lo vedo che ascolti lt' mie parole, si sc.ntt" da ct"rti nwwimcnti dt'lla tua pelle qui; t' IO pure un'al• Ira co~. so che anche mi ca1>11ei,e allora voglio cht" tu sappia ch'io ero tanto contt"nta, ave• vo tutto quello che dcstdt"n,-o, la mia fam1gha ~ la piu grande di tutta al Femc1a. le m1c compa• ~e 1()110le ragazze più belle, in tutto il mondo non c't" un IOie p1i1splendido di quello chc ogni mattina naS<'e per noi da dietro il Libano; ma la cosa ancora più bella è gioc•rc a paJla sul prato, o con lt' man, o tol tamburello, e imJ>a · r11re i balli per le fute di Elio c poi ballarli con i fiori 1n testa tcncndosi tutte in tondo per mano; è bello mangiare il frutto del ccdro e la fo. c•ccia di frumento, i- bello anche nuotare c que• sto è inutile chc lo dica proprio a tc; ma la cosa Cht' dà più gusto f: discorrere: 10 quando <:omincio a pa.rlarc non finirci mai, e p,arc.tanto strano a mio fratello Uldmo che invcce è J;emprc zitto e tutto il giorno sta a farc e sfarc çerti segni in terra e 1ui muri l" un po" dappertutto perchidkc che ioventuà un modo di 1>arlarc anche e.on uno lontano ntandandogli tanli di quei scgni; nt'ssuno di noi in ca.sa ha capito ma ci divcrt<: molto Ycdcrlo sempre cercare questa cosa, chi sa perchè? ma io qui non avrb mai modo di di• scorrt'rt se tutto è vuoto e ntuuno mi rispondc, c «ltnc. faccio a riocar~? dopo parlare e fio-- care. la iou. che più mi piace è dormire e qui addo5so a te ho visto che si dorme molto bent'. ma uno non puO dormire R')Ornoe notte, li pare? e 11peggio è, caro toro, che sta l>ene 10 a-0no di• 1perata d'a,·erc. perduto tutte lc belle cose che t1 ho dette, i ge-nuori lc compagne il fratello ;1 prato la palla il cedro e nuotare e ballart" e di• IC'Orrcrc e i fiori in testa, ma intanto 4<"tu on

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