LA CITTÀIN CURA 11 docllmental1o rutto ciUd. ffl41.at4 pubblicalo ntllo 1c<rrto nuf?ltTO, ha dmuncialo lo ,toto cmOT71'14le ca.oUco fn Cloli ri lrOVG,io le grtntdi dttd di h,tlo Il mondo. EtH, con l'aumento p,og,euloo dtlk popol4zicmi, mm J)OUO'nO uouire di pari p,u,o on 1vlh1ppl e le UiOfflH dtllt ffl4Ut dtc debbono vivere costrette nd grandi og,glomercrl urbdnl. 1A dUd nuouo dovrd no..tcet-t tecondo i bUognl dtl bCMUffll colleltioo; le obilO• zi(ml v,.,,.onno d~11e m ompie :one vf't"di, lontane da.Ile othdne, e lo rete delle! comunica.rioni coUeghtTd ogni zona -secondo I più rigidi principi dell'11Tbo:nU1icG. Qua.icun.o cr~c c-he l'vrb<lftbliccl si poua liml1are ai pi«oll J)Tobleml che 1i J)'rt• ,mtono Uototi in ogni città, come od uempio t'ollo.rg,a:mmto di uno V«1 o di una l)M1.uo, lo ,pottGmmto di una linea tranvkirio o to creo.do-ne di un villaggio 101ellite allo J)t't"lfe,io. <Ull4 dttd. Non si tratto di questo: l'urbanlllica ha ""o l('(IJ)!') più omerale. Eua esommG lo rompleSUl vita delta c-lud, to onali.zzo, ne coollr k e•l~e usfflZiali, e propo,ie poi ,ohu-icmi J71'0tiche il pl!l possibile durff<Jli. L"1o1rbanlllkcl in allri ffffflini t pe,, la cimi ci6 che lo srie'nia medica t pe,, l'uomo. Lo gronde malota ,;vela alla 114«' del principi otmerall deU'uTbanUtica, hiltl i •uot mali, e chiede che ri demolisco dove Tagionl igim.iche e 1ociGll lo imPon - ~ - per Poi CO$lniiTe btme, c,,ea.ndo zone ve,,dl In loTQhi ~ -, che a! na.o tral!ico ln1enw ri diano stTGde odaUe, diritte o sinuose, larQhe o 1tre1te, tncauate o soprae!,wo.te, u,condo le varie necuritd e11Iognuna ; desihwta, che ri costl'\lbCG ,en:a cr«re ct,nft,,done di Nllj\ci e di quarlleri. NatuTolmente l'urbanbUco deve a1frontare un compito immane: le grandi clttd 1ono dijficllmente 1ras/onnabUI secondo un rigido piano che ri,pelll e S10'lla le eriQnu:e prime e pi!l lmpOTtantl deU'urbanbtlcc. Quindi SGTÒneceuario C()Tl.lem• J)ffare queste niQe'U'e con. U /alto ln,opprimibUe che le cittd esl.Uono e che non ri pu6 dmwllrle o abbandonarle. Ma ,1a Pff queste città, Ila, IOJ)TaltuUO, pe,, le città che no1cono, I lndil~,ablle, ,,oclalmfflte dot:tTl»O, e11eUcamenle l'lttf:t• 1ario, che l'urbaniltica. abbia per prim4 la parola. Polcht essa uamlna la C(lllthaione ddl4 cUtd (ind1o11trial1, agricola, di 1Ta1flco, e«.J, la inq,wdra In Telarlcne aQII •CGmbl che euc h.4 con le allre cimi: vicine e &ontane, 1tudla la mlgli.ore or-g,o;nlu:azione di quem elementi In relarione ali.! alrre neceulld: abitare (con tulle le 1ue e1ff'1C'll,,leJt,rasportare e trasportarti da 1o1npunto all'altro della dttd (comodamn11e, direttamente, vclocniwnteJ lavorare (laV01'0 /1$lco e lavoro lnlelleth,ole); r1!)0$3"3i e dlvt-rtirsl (arto1ibCTO, vnde, IJ)O'rl, 1pe1t4eell., ttc,), e propone la tolu.rlone pili adatta a.d eliminare I ma.li dri quoli 1ojfTono pt!l o meno 1u1t1 !e città d'oo-gl Un J)Timo rilultato eonclurivo deoll 1h1di suddeut è il criterio di dlllinguere la clUÒ in vo.rie ione OQ"l'lllll4 delle quali toddil,t a.Ile, IUddttle neet'Uild, e dll))OrTe dove oo-ni zorna d dC'Ve 1i,il11ppa.re. Le abit4:ioni per uempto, croceranno in quarliffi r11idenrlo.li dUthiU do quelli indust,11111. Jn questi quor1ieri Industriali 1i wil11ppe,a.11no o-li stabilimenti e le o1ficine e IJQranno dlttlnti dolle zone od1bit1: allo ,vaoo, e«. SI orriva cori a! prmcipio della z.onlzzazlont. Secondo ,bultalo, diTetto: eon1egunu:a del primo, t quello del criterio di dosaggio delle zone, ciot di quali dimen1loni dov-ro.nno eue,,e I QUOTUffl rtli.dfflria.li td in quole pl'()J)OrZiont dovranno eue,-e ìnurite le zone ricTeafive (parchi, compi. per lo IJ)OTI) e quelle a.dtblle o Nll/tci cult11rotl (chiese, scuole, mwri, biblioc«heJ. Un tCl'ZOrisulto:10 t q11ello del crilerio di pot;lzione delle zone te une rilpelto alle alITC cori che le comunicGrioni liano il pili pouibile fadl!taie. Si dlVO'IIO perciò de,tniTe I QUoTtiffl Ttlidntrlali, quelli lndultrioli e co-mmerdali, In modo che non sii! penneuo co,tnilTe 1o1n'abita.rione nelle zone o.neonate ao-11 stablllmfflli e vicrvnsa. Si devono identiftcare le zone miQliori per la rie-rea.rione inserite in zone rniden• dnu:laU, ed il'l queue 11 rottl.tuiranno spazi ve,,di e ,arò permeuo: la. ,ola co11n1rione di edifici di que,ta cateQOT"la (dnemo:, 1ea.1TI, compi. ,porti.vi, J)itdne, tte-.J. SI rilotverd. in/111e il problema. <klle comuniauioni tra. le varie zone quondo U cci• ra.Ue,,e di Q14Hle rio. chla.ramente definito. Vi sa.Tanno strade auea,uite al tra1'kl Tapldl, diltinte do quelle J)CT lra.tt'ld lenii e per' J)tdonl; IITO:de di co-m11nkclzione e 1tra<k di st'f'Vizio dei 1ingoli quoriilrl; o-li Incroci ,aronno rilolti 1ecnicGmlftte. SI lrove-rd. il tipo pili o.do.no di veicolo per 1ra.1por1i che hanno MNl direrlone e un.a dffl-litd definito:, 141'ol r-o.rio /iUO; ed altri tiricolì peT i lratpor-li ltrondo:TI se1ua or-o.rio e con lnten,itd e di,ulone vo.rio:b!U. Nell'11Tbo.nUticG, for,e pili che in ogni ouro ,ctenur i n.ecusariO che ~ direttive pili J)Tecile prt«dano oo-nt realizzazione. Qllerta t la vio: di ,o:ltlezza pe, le città di °""' e ancor più per i citta.dinl e if' dtld di domanl
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