Tempo - anno III - n. 21 - 19 ottobre 1939

.... Sfflenno con loro a tavola, vivtvano ilweme a loro; t tra quri per,onaai. quui in un roma,izo. CC'ffldlO attva fatto b propria -Ila, (ltnunq aveva le proprie prdC,oo,d.a dell'imponanu c:hc quella fffllt veniva usumc,ido nella loro vita, Lu1N1se Dt inorfOCliva come di - dote pulOft&k; le sembrava che C'OII quie:lla comitt dì pa-tonaui e di fatti, 'l:li l'acttttu.w pii ..-okn1irri. Onanllo, pariua, 1 c:olarione, t lai J'.ucoha..-.. tc,o dall'altra parte della tavola, Jo01tolintandoeon l'uptU&kint dd rolto i rxcomi di lti, db. si convinceva di tucre di~\lta una donna ttnll)ffltt, intffeuante. Spe.uo 9'tlekvanoort , on: al c:aff~; par• davano i pafA!lti, maravigliandosi di fflk-rli andare di p&s,so 1vdto, affaccaidati in q1,elb, città che a loro lftllbrava priva di OOC\IPI• ZÌC.fll. Essi - IIOlflffle"Si in UD ~e un r,o' noioto, ('(llfflC tutte le ~ belle t buone. Ansiosi di touwc al !l'oCSC, nui,-vano sperduti in quei (iomi di obbligata tolitudine, nei quali noa sapenno piia che fan: e c:hc dir~ I hznabi at~1i cnno lntm"ot:i all'impn:n,•i$o da ura frue che continuano il diteono wciato ~ pot0 prima. - Dk.evi dunque di non inandulo via l'u.itkmt del secondo piano? - H1 Ki ltiliole, a.pini- sd ftmminc.- - 9d11 E quanti annì ha la maggbc? - Dodici Coeì ricorrlinciaYano. Se litii_amno un r,o' fu quando parla.rooo dcffa radio; Alfon,o su di un pe:,in:tto di eana ann. di~to la pwlta &Ila pi• da l)nntO: e tulti e du.t, atttnti, eon 1c ta«= attOlk, uudi.a..-ano, b. dtfpot-izione dd mobili, bei mobili di moc:ano lucido, cii arrivati. Qui b. Criltallien., qui la pohl'<IDI. lo Jpttdliu dorato MJpra il buffi In un at1golo AHauo ••en laxiato il po5to libtto per la ,-dio: s~n dic. ri•endo in uri racw, la radio ! -.,aria per tmer,i al o,n~rte ,li ciò che ~ oel mondo. non ne 'l'Ok't'a f... e a meno. Luiu, in•tc:e, si dwa infutidita D Q1.1tlla Y«e che r~npin b. easa, e infine obitttÒ che b. ~IO COllW!NI molta tMtgi2 dcttrica: niente ~ Tacq_i»e:ro, 01tili. Alfon,o non OU\'a replitare: fioo a qmodo non ••tue maso ~ in caa, la padrona era lei. Zitto la rua,rd.a.•• di JOtt«cbi, nouva che ella a\'tl'a sotto il mento - ~ di gru~ un po' arrossala, e cene rJibe 1ul «>Ilo. Di tot.IO l'tittta dtl Cl~lo Je dutg;•a, in di~onfo,e, una ciocu di (&pellÌ fiaechi. c,olOf poi...~. Pt-r rivincita ;alla wa ostinuiont non le dlstC e Sta diritta, o e Ra•- .,Qti i capdli,: IOlaJMnte l'~ò. T-vano.duoQ11t,s.tduti•lcaffèncll'on quieta dd çrcpuso;,lo; la l('lte PQAn knta. non più prtoeCUpata ormaì delle cv.re giom:alitte; t'udiva qu.akhe aracinitl<'a caHOH E' MICA UH.A DICERIA!..• La grnio!J.3 attrice Una Gt-nn11rl non a'è ,coptrt::11 dA\"\'ero. ripe• tc,ndo dò f!he dkono ri1uardo 11llt' ,uc, 1ambc, Ptrchè da\'Vl'ro qUf'lle g1m1bc, sono btlliuime, come lutto il t«.IO che è in Id armonia e p('r• foionc. Quando t'MII però attribuisce, il nM':rito di tanta ammirai.ione 11.llt' :11lu Fnn«Khi e mille a1hi • dic, u11a cosa !rualmeott tSAtla. b.re, ada(_M). e Tre giorni ancora.. di _Q.»ttb; vita - Alfoeuo l)C'ftAVa- tre ll(IOffi• e pc,! •i ,~orna ,. Anc:helri omsna lo 11es,o.acr~ E qi.aclla no,talgì• dd k)co PM!oC che enuan,. bi rivcdcnno nelron oc:ddua, CQl'lle abbandonato. tonnolffllO. sulle ri~e del pt«Olo J)()f• 10 odol-a.o, li univa tenU che l'uno dell'altro•~ S'accm&n qualche lume. gil. Ndle a,c dd ~ tutti ind~iano pn..._ di acttndier'c Je lampade. La.Kiano die il buio im'ada le $1.lnZC, le donne per rinc:orren: b luce t.i mettono '11• finutra. le bnccia, sul dannulc. Dal por1icciuok>ule un odcwe dì chi&lia c di u.lma.nro, qualt.hc v<llta ll!Che poc.o(Tadcvokdipe,ce.lpauid>esilevano nelle Mradtttc IOlitarie hanno un'iri- ~fondibi.le ritooanta. A queffora tarcbbe Jtato~'"9Ciread~rcle(>Wltetul tcrn.uo. S"lla eui. vecchia la Da non le aveva mai dato la ~,fazione di «derk l'amaffiatoio. Ullnmo6sa da questi pen~ dalla aotqb del paac, Lui,. fccc piano; - Faremo come •tKli tu, ptt b rMlio. E lvi ai n.llctro nello.coprire che b mo1lic cc,kwa. ch.:, nonogtantc lc, impw,taturc di doma poco ù11dli&me racata lun&a• mente 1itdla. ella en. p,-oprio di ean.ttlC'T'e docik - i 1IIOI m.nsuct.i oc.dli mostravano. La dominava, cominc:ian ad a«u b e:erte.lu di che, nonosWlte tutto, il i-dronc: cn lai. Le prete b mano e di$K aft'tttllOAmenlc: - Ti riJ'cn.DO- ton il tono caldo the ,nnpre usava quando vokn conquistare le ..... Fu allora, mtDlrit stavano mt.rambi ,op&lldo le armonie ddla cua futura, che ~ lo ,triUonc cn,1ando qlWCOU. die li fece 1u,suharc. Ttrrt-01() UJ Abn,uc,. E poi siù una fi4a di nomi di PflCt,Ì. C.O.. lo stesso t()llo) dtflli ahri nommò lllChe iJ bo. Alfonso e Luisa ai s«it_.o, sobbalzar~ "°; quq:li c;c,ntinuana camn'linuc, sc:ianoto, opprc,,,o dal 'gMlffllli eh.: sii pc:,..vanri sotto il braccio, i,i mano una copia ciondolante; e 1Cg11itan a ri9t11C'T'e: U11 ,rNt ltrrtM<'I" ii.A&n.m,. Era quui baio, rombra ealna I stn.ti, =~=..::~~~:~~:"::. Comp«i il vomaJc- di.Mc, e ,cattò in piedi. M• b moglte lo trattenne pd brateio: -· No, n.J, che lori pauo? Porta malall(llrio. ll i-c,cè1raodl:- - Se fOPe pl"(ll)riovicino a noL b casa, ~& Dio, Alfonso, che ti viene iu le,. •ta?I Non dire neppU:re q~te COKII_ -HaiTaflionc-fttelui. E di nuovo t«kttc. Lo Mrillonc ,'era allont.a.nato, pn-duto tn. la gente; ancora 1'udi- ..-a la 1ua voce monotona. ma le parok - si distinguevano pii!.. Ali- e Luisa ruar• <!;anno i pll»Dlti cc» 1:randi occhi ruoti. un Pe«:hè • sambe belle si addicono cab:e spltndide. e pc,rchè urc:bbe proprio nn pc:,ctato f!he la linea di sndltiu e di sruia che madrt natura pt,Se a fondanw,nto di una pcrsoncin.i ~ inter,rsnnlt t dovi :&iosa di ptl'(i flsici, fOl,S(c 8llll.!lll8lae oft'UKala da indumenti cbc 1)00 a\·ts.$t'n> 111 ,·irH1 niente affatto frequente di rh·clarla e complc,tArl.11 1anto drgnan~nte. · E il sludil.io per molle n,ioni competente l:d auton.(,olc, quanto 1pun. tann> e 11ehiell(). h.a altrui un ,·alore che trascende I llruiU dtll'elogio con,uetudin.ario: euo si nprime cioè ncl seoso che le calze Franeeachi in genere NI in lsl)C('ie le ramose e mille •ahi>, aooo dan•ero un trionfo dell'arte ·uatiana dell'abbi&llamento, una ,·ittori• dell'auta«:hia in questo settore, che non può temere e, che non 11:me ,meni.ile. Le calze Fra~hl "mille a1hi • ,i fabbricano in d~ Pff,i: uno le1• aerissimo come il respiro, l'altro scn.sibilnttole pit'I resistente. Ambe-due I tipi ,1 ,·endono a L l5 il paio esc::lusivamenle al nesorio Francel(!hi. \'ia Manaoni 115,Milano. Per riceverk fuori Milano, • ~kilio. buia al(iun1cre all'importo di o,ni paio L I per le ,pese, JJ<Nll•h. tffflto interno li IIW(cva ~ non confesAYallO: oontinua,rano a ~. tranquilli, le mani in grembo. Eppure tutti e due d witi•ano -pe.1i, appoggiati momemana,. -.,te tulla ~ Attoniti t'Ontm1p!avanv nella !oro immairinuionc il p,ac,c distrutto. la ca1,1 crollata, tutto finito, abbattuto, Ma- •- D'un tratto :\Il- eh.: non rnisteV:11 piia, ruardò il biglietto 1.ul quale era ,c;ritto il prcuo della cor11umadonc, t.i frusò nel pa.-.. ciono ((Il) le dita incent., tl'O'l'ò il danaro, pagò, a:iw-dò la mos:lte quasi ad in.-itarla: e Andiamo? , e lei, tbc non ,utndeva altro, lo sq:ul Insieme, sot~ m1.:ti, schiacciati da un 1trrOl'e comune e i.noon(cssato s'avriattinO ttrSO l'alberso, un piccolo a1bnyo che era lì vicino, p,-cuo la swionc. A PO<OI poc.oaflrtttanno il passo e, islll>- tinfflCllle, t.i wnt(cYanO di più. Oa.,cuao taceva, chiuso nel proprio s,g:Offlento, e però «lnOIC:ev• lo sgomento ddl'titro. EatrUOIIO in albcr&o, di(ilato, li fumarono dal1Ulti al J)Ortie,-e.mostrandosi. in attesa. Quciti, che .edc:va ICffendo l'onriQ rerT01'iario, dapprima neanche abò la testa, poi ti ,cnrtò •~ra; vttto gli occhiali, al di50Ch degli occ:hwi. pu ricont.c:crli quui. I due k> fiuavano muti; a.Dora 1'1101DO, senq i.luni, a!IUQ(Ò - rna.oodkttodi tè e mite davanti a !«o un telc(nr,mma. Poi piombò di nuo,·o odia let• tura dell'orario. Dopo un attimo d'ditazkine, Alfonso CC!" un rapido &dio s'impadroni del ma~,o e, tìtto, a.t lanw;,glte strrtta al brlCCIO, s'incammìnt, a piccoli pusi difflCISI, sali le xalc, ap,-ì la atanQ. entrò. U, s.i buttò Rlb tedia, affn.nto. il td~mlN. gettato ac:c:anto a lui, ,ul letto. Luisa 1tava in piedi, gelata, temendo di cadere a terra. Non oeavaoo t00C.\rc il t~ramma: si ruardavano smu· ritl,giJ.vintidalla~ - Aprilo, Alfon.o, aprilo 1111 Egli abò le spalle co,ne per dire: c(l,c,. l'&p«i a f&Rl >. Allora Luisa. d'imprOY'li"'- ai portò k: mani al riso e prue a ~ lamcntoea,mcnte, a ~e: - Gesù._ Gaò,_Gc,ia_ Atterrito. Alfonso non ucoltan nql1Nre il sunto dclla moglìt. Uttav.1 d'imlN$i• nare b. ea,a finita. crollata. il tena.no che s'afflosci.va tul primo piano, i putti che volt~nno •ul soffitto, il parato nuovo. Apollo c:on b. lira: calcinaccio, pol~eu. E la ve«hictta dc:I quar10 piano pan.litica, t la sarta del secondo, incinta ; i P<l'ftplc,ri, l'acqua. l'acqu.a 1ui mobilì nuovi. Finito tlrt• to. La ~ usa dd ,,._ che ,mibras,e una casa di città: la gente, li fuori, «il nuo p(I' aria, a sodcui il disastro, aochc. Antonictu, Antonietta che a>·eva fatto b. jttta• tura. Qi ,embrava di euerc 10ffocato dalb pol""rc, ali manca\'l l'aria. Volte b boc:UI apttta di qua, di 11 per tnw&rc rupiro; ~i vide di OOIIIT!•,1 lui la mqclie, alti. &n)fll, «>I volto rw,o, rouo e unlido di la· cri mc; b«nta: tr1;mcndammtc brutta. Equesta, pensò. e questa. Ella lo finan con i piccoli occhi Kiapi aspetti.MO D lui 1:hi li. qaale \endctU, dle le diCCSJe fooc:: e Adcs10 fa le vali~ e ,-anoenc>, che l'Incolpasse dell'accaduto. come .N, il terremoto f0$K l)fCmeditatO. un tranello,. Er1 lc,nt&la di 111• da.rtmo:lfflQ.:upctl&recheluigtieloo,-. dina!M, sa!)ffllk> t,m,e dw,. onslai, di,.uutU. b. cas.. non c:'en. pii> nulla clic li ,~._, nulla eh.: a1euuo in o,mune. Nell'ìncontnre lo scu.rdo di lui dia •· goUì, abt.1rò g 1i occhi e urlò, q~: - Aprilo, Alfò.pc:roriti,aprilol Allora il marito balzò in ,.cdi p,"ao da subhana dedt.iooe, quc& che sia t:ia. •traccio i lcmhì dd tdq:ram-., lo sPiqò. k: 1-. Sffl1ì che pe-r l'urto della .orp«A il cv«e gli ,; fermò nel 9ttto coo un van CO.· po J(ll'do, lo latci6 un attimo t'OMe fulminato, poi rìpr,e,e a t»ttcre prtti,pitcu;rnmtt', 1u, JU, nclb gola. Levò il viso ithnninau, Yttao b mocl>t che, ferma, solenne,, traci· ea,upctt;,,nlanotin&. - Dicono di stare traoquilli - t.!bettò aiutanrbi t'On gesti incuti - a~,cif Tranquilli, tutti bene, dicono, hai eaJl'to. Lui,a,?1 Dice proprio rosi: lutti bene, state tranq11il• li, bmc, tn.nq11illL - Ripetna le parole: unte volte, ,empre qgeJk due parole. Ma b. moclic ncm cli awtte $11bito, forte ~ un ptrlido ,chcn:o, cli tolte di mano il telegramma. ~ta lo k:ne. Dopo, 1trift. eendolo tra le dita, palpcuiandok, q\Wi ad aftft mua certezza ndb eamc, tornò con !, 5(111.l'OO al marito che ridtva, iJw;bdito, e, con una tmotlia ,orridft!le sulb faccia ,eia\. 1-. riptt:te a pWlll:eR lammtcJMtnCD«. Allon. AJfon,o fu prc,o di sran ttneru• u. per- quel poven, axre: - Lui,a_ - diue e le t,j .1..-vidnò; ina quclb ai trute da par1e, col fauolctto a•anti alla booea., .. - - Vwni qui - egli le fece IXl"I do&cena. E I.a ,,._ a K, rabbracdò. Adcffo che dentro sii rlnuc:cva • lpttal\U pronva il biqno di sentirs.i .1ec:anto, Jtrnta, ,_ persona eh.:, come lui, aveste creduto hrtto iinito ndb Yita, ormai. La moglie. 1ingh~ undo, sii s'abbanl'onò sul petto. Egli tmta• n di acurcuarb, di farla sorridtre e invece. cun la gcta appoggiala alb tuta dt:I~ donna,antheh>ipianre•asuipovcric:apclh fiacchi e opachi, diccn: - almati, Luba. càlmati - stri,ccndolia a li, 1inccr:amente afftttuo,,o, pn- con,olar~ insictne di q11tll'ora atrocc, la prima COM che 1orQ dl>t,, uomo e donna, aviesset"oavuto vcram,cQte in ALBA DE CUPl:OH (ToL'Ole di Cario (,'ami), Mondadori presenta: e 'a,oum.:ao di wn "wl>1H> l,btt, di Ada Nc:,ri t - onnw,do o.oioto per gli amilffl>CNlt.-oli ommirotori di qwuki ,_,f'Cl ~ Poc:lu.a. Dopo ii vnmde ,wceeuo di li dooo - ,_PO eh.e /u eon,,ocmto dal PW:,-,,.oPirnlze ~l'IV - Ada Negri, pt"r qual.cM ,cm,_.o, non acnNe vcM. Oro fra Il dooo e 1111 oltro ~ dono di J>OU'O, dio ho rocrolto k fl"W"' f"M,ig,1iJic,adt-c campo,U ttei,li 1òltimì onnì. O,.Uto t.bro, Er~ ~I •grato (I.. 12.'i6), M riall«cio dwnq..c: o I.& •.l.nlde e 11 0. g,omo u'I pomo. Utm fff\--idi e/N. 11UA1n kUorc 1w. dmu:n• licolo. Come deftnrre qwule ,:,roHf Non t faeilc:. l\lUc ""'"°"".," 1t1COnlro. Con per'°"", pocfi, onimoli, olkri: C'OII l'onimo proprio, eon ono,w oltrui. O,,.i ,nmle fl'.l ,.;«o: ,p(MO, fra ld, le COH e lt er1Cah1re, ,1 (OfllaUo d1• ,_.,,.,o eom1mionc rtlig>o«a. C<»l ovvoc,ie e~ pott«:hic: di 1:odute pcigrne co,ni,w::nio t'Offlt "" l'OCCOfllo,o 1m'i,1ter• prc«w(MI: l'Ù;M;nUiuo: , jmi«o,w} come ,mo prtghiera, Ho ..,;uo Comil1a Bi.ti Pld IAvoro di GePlQl.'11: • N0t -,,,,iamo 1:tt.--ere i ~~. k ,trad,, i (Om/)WUi ddlc: n,e pro,M; e#i non ,ono pttò ,or._.ì, per p.iu,ri e ,erittori, ma pcnonaf/g'l cM ho,mo - volo , vna floriR. K prr Jo ,,,,_ mirorolo 110.: wdOIMtlO 1, faneiwllc. e le do,tnc: rv, nooi mcoo,n, k ,-, i mol.oti. i bamf>int, i ,_,.;; vn'omico morlo rccolo li. in poc,.i /rolli; w,ta '""0 • ...,. ... madre dok,ro,,a t twUo in una frt.we, in vn ~uiuo, in uno •fvmaluNI, intt.ito , ,cdta per lei. Gronde crrtc, ,,U,, quale: "°" fl qi.. "94 lfflWmnue oum.ucno 1111 tirocinio funghUmo e fatoco.o, mo pt"r lo qllOlc: OCCOITOP'IO onche cfcUc doti ..,,,;..e, le: qlll>li f<JrM ,~lo-~ umono: qwa,i un dOflO di nwdomt,,uio. Arie nobwnnlle «rena e ,nalmoonOM, 1"1ff'Chi Adll Negri •1011 ..,,..1,1,c • lei• H - poloH, giwnta o qwoto pvnlo, g-'o.-. UQnUni e: CON col 4i• atoeco di chi ho ~iuto la ,-oone e filo •vpemlll, di chi cono,u la ""/· ftreJUO e lo ,opporla ...,.... .,,. d<MO d, t>ttll •· llONDADORI

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