Tempo - anno III - n. 19 - 5 ottobre 1939

... i Prati, -..,hlN1rgo 01;·t1dentale di \'arsa,·ia, occu11ato il 2 ullubre. la fllnter1n te(k· ,n, ;nl',a ,;,,·;1,uln trinc:tt d21,·anll alle cast' in pre,·isione di un l11n10 a»~ho. "LACADUTA DIV RSAV (DAL NOSTRO INVL-\T0 SPEOALE.) l:u~;:;~,.-•::~:~:. :: ,C,: i,:• n n; Il posto 1ni1liott J)f'r $.ll)('ft' dò Cht' in-iene al fronte; e queJlo di Polonia, 1)()1. tra lalmente ,·uto eh, li si sbr1• ciolava, si ricompo11eu e quando cr,.. dr•·i ,l'a,er • h1tto la situazione• ro• me dicono i militari. d'nH'·rla fiuth1, ttro t"IM' nuo•·e nohrie ijtungc,·ano JX'r meltttt lutto a soqquMlro. :'\oi11ltr1 s1 <'rl rirnasli Indietro. d11,·11nli a Pj)Un t' s'upetta,·a di n1inulo in minuto che la ciii' cD(f~. Eu una ~llmana che s'asp,ttt1wa t il minuto non ,·,ni\·■ mai. l--11cillà pareva morta, un silenxio SI• oislro l'av,·olgc-,·a, solo d1 nolte gmn• gf!va ()fini t•nto il rumore di una .1<h1oppcllata. Proprio in quel giorni rra rominc:iato a pionre f quella tena piatta. con quei µciuini miMramli, dWf'- rninati qua e là scnu rrittrlo, tutli uguali, tutti u11m11l111enlc'Udici. be,·eva l'acqua rome urt• aMOrbc-nte. Erano J)ll.M.lltipochi 1Jior11Ida quan• do l'nerc:11-:. tedesco era entrato in Polonia: IJU•Nl•ndo il pacse di~«nato sulla urla p,tnM,·amo ch-t per conquistarlo tutto di s.cltimane ce ne ,•olC\·ano. Tant'è ,ero che noialtri non eravamo nemmf'no • Pos.cn. ch"tra lì per modo di dire • due passi dal confine. Anche 1Jlì altri, pen.a,·amo. quelli mossi dalla Prussia Orientale o dalla Galizia o dal• la Slf'Sia, di chilometri non dovevano averne falli n-0111 piU di noi. Quand'ccco d'improYVìs,o cominciò a citt0lare la voce della uduta di VarN,·ia e le oc»tre idee furono l'Omplctamen• ltc trs,·olte. Ma non cl p11rc,·• J)()UJbile. Sulla carta Varsavia era più Jonlana di Berlino dal posto do,·e ci trovavamo e per venire qui da Strlìno. ~nta ~rn,, sapevamo solo noi cosa c'era Nl51.alo. MattM v.. •uvia, pensa- ,aroo, di do,·c ,·olele che ci siano arrivali a \'araavia1 Si IIU•rdava la car• la. si misuravano con la matita le di• slanic e, per consolarti. si ridna del1:i &)tlnzana: la 1ilua1.ionc, come ra,·e- ,·aruo fatta ool corri1pondenli di ,ucrra. escludeva J)f'r ora la pouibiJità rhe I ltde1ehi fossero arrh·ali • Varsavia e nemmeno t'he ci foa.wro vicini. Dopo cena, and11mmo rome at solito 11 prtndere il tè da.ali ufficiali dtl co1mmdo. Stavano in un caS(llart sbrtt• r:ito in t'i111ada una cannonata pola<:• t"a. Chiedrmmo se: sapevano nulh1 d1 \"arsa\·ia, ma era come domand11re 111 muro (dopo giorni d1 ,ita romunt ci lt11lhl\11no antora come tslrAn,.i). F'Of"· w la prestnui dei giornali11i c:hc ,·otclumo es5c:re informali di tutto. do,·e- ,a t'SStrc: )JC'.rloro ,·eran1enll" fHlidiou. Mli Il st'nido e la solilmlin{' ci um,11no, bisogna,·a start insitmt t :,i.i cer• c:a,·a di rarlo nel più rortNt dei modi. Quc:ll11sc:ra be,·endo il cAfl'è mentre (·tr('ll\'amo di <.hre (IUUICOQ. C'CCO che li.I radio comiBtìò n tmtttert romuni• c111i in polac:c:o. Ci 1uardammo ,tul)i11 (c:'era la ptna di morte )JC'.crhi ascol• !!In lr115miM:i-Ooidi paesi av,·ef"lflrl). un uffldalc: corM • controllart la !ancella. Ma la lnncetta indicua la sla1.1one ra<lio del Quartiere Gtnc:rale fe• tlC"KO. Era la voce di tullt le s.cre ('he p,.rln••• la solita ,oce rauca e pcrent<iria. t:n altro ufflc.,ale che sapeva il l•Ola«O tradulM: • Allendone. \'arsa• , ia, ,t1c:ni.io11t:I Se ,otelt risp,1rmlart un'inutllt slraae arrendett•i. Attendo1,e, cittadini di Varuvla, attentionc:! Le truppe tMcsche M)nO a venti t'hilomelri dalla ,·ostra dllà, 111llen1iontl l nnnonl dtl n6'tro esercito i.ono puntali sulle ,·ostre Cll$t, i nostri atropi•• ni vola.no sui ,·oo.tri tclli. Ali.alt Bh 0tthl, cittadini di \'anr.a,·la, il cielo f" coperto dalle nostre ali viltorlotc. Arttndttevl, cittadini di Vai,avia. arrendt:le,·il > Ci fu una pausa. La lallCetla rune sulla Junghcna d'onda di Varsa- ,1a. $.ilcnaio. Di fuori s'udh·• il rnmore wonolono della piot11i•. La ,·oce di vrirna riJ,rtie n,u.•a t pen::ntoria. trt' quattro ,·olle, POi lac~uc e di nuo,·o non sl udi rh-= la plQIBia. Tutli tacevamo asl)f"llanct.,. Do,·"·• pur rbp0nd\'rt. \"arsavia, a quell'inlimalioM. E lnfalli Varsa,·i• ri.1~. Tiisl)OSC in mui.ica, una musie,, larga e lenhL Era la e Caduta di V1Jrsa,·ii. ~ di Chopin. Di fuori cadeva la piO(IIÌa, Jli ufficiali tltCf'- \ lln~ nQl ci abammo in piedi. La n1re ,all('a e l)CN"nloria del quartiere geatrale tedesco non intervennt. \'arsa• via suonò la sua ca<luta sino alla ftne. Poi. di colpo, tacque. • I. M, Cii UI Iuli 1kl Xli 11c:fQp0rto p0lacco dopo Il bombardamento dl:11'11• 1.1J:h.>nc te- Priu ,lt il.u.ilir..- ,I wlJbor,o d1 Pr■,1111 le f1mlt-r1e te<ks,che oostnuKono b.lrnç.1h: 1.kSt'R. In una rimcua furoao distrutti più di trenta ,·elivoli In una sola ,·olta. ne; punii più upo.ti alla furia polacca utiliu.ando malrriahl trovato sul luOfl(I. -

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