Tempo - anno III - n. 18 - 28 settembre 1939

ALLARMAEEREOAPOMPE A 111Jof'nahQ 1Ja1mto che qu1,clla ""'' •i U• renli,e rll)ol'luto, a Napol, e nei woi .mlomi, l'uperi111e111.0 dt un allarme 1tere-o. e d1e iutto il Golfo, da Oaia • {"uW:IINnmare di Stabia, .. ,ebbe alt'1m1,rov\•it0 preciJ)it.ato ™!:Ibmo. MH1Mlilo 111 maoohina e, unboocat.a l'au\O&trada, ,011 oor,o a Po111pc1, ,\11 sp1~v• la 8~ r,.nu (11 &Pi1tere all'o&euramento di quel- \11 nobile città la quale, come ~ noto, JJll"rlodtwolf: mit1at1va di Amedeo Maiuri, Atta(le111iw d'Italia, dal 21 Giugno ll('>Or. ,.., fino a pochi giorni or aono ha offerto l'ineanle@imo di una fan~lica, ,ndf:1Cri- \lb1le 1llumina1.1one ~Ile •ue rovine per meuo di un impianto di riflettori che, ,a 111ioavvito, è 1m1-00al mo11do. Sorpu.- ....a111TGne A11nun1.iata. mia l<le111 im• ,,,,~~io,1ante mi ap1~o·e di lontano: 1.ma lu<-e 1rr1"ale, 1traorclu1.,ia111e11te diafana, al~i,:iau, a meu'ana 111\la campagna 11nmtu• in una dura ombra, ed tra l<llllf' un magico annuntio della città d1.. ,-e.p,olla, ancora i11,•i11b1I(',da quella d1- •ta11ia, al 11110,gu1rdo. Pareva che mia 1nwola ,1ra11ame11te nva e auurr• IOHe ..«n 1!al cielo a JK>ll&rli 1111 punto pii, M'llt1bilf' e l)ÌÙ mi~terio.-o della 110tlil' (11i non oono~ 11li i11tan1i ,,. i maniInti mitteri di PO!npti nella crudelt luoe lkl giorno' t'ra le C())01111t, i p,or• tic1, gh atrii. liii ,\lat11t, gli archi, le voltil', i tapil('_lli, 11 .-ole interrompe e riprende a ogni iatante il tuo gioco tagliente, q11cl 1110 Ntilorar minuUo.o e tl)ietato ~r entro le vene del manno. qull'll'aprir feritfl luctnli nella viva came della pietra. E' il colubro che atrilcla In l'erba, tui Jradini dei templi, aull's,nmattonato pur,1ureo dei ~ri1111iì, 1ui 1>*- vim11mti di mar.no dorato. lnC()ronalo della 1ua uube di lu1110in tonna. di cuo, ""'· il \"e,uvio cu,todi~ impa"ihlle la cit.,. a.uaHi1111ta, in atteg,:ia,ne,ll-0 di gel04a C()mplkiU.. Ma Pompei illumi• nata nel cuor della notte ri1,~nde il ,uo valore di toeno ,.-ivo. vero. reale. Eatro nella tittà pu la Porla Marina, in una lieve nebbia auurra che illumina. d1uoh·endoh, i contom1 Mi muri, delle oolonne, degli arcl11. Tuuo diventa om1.:ra, in queeta imu:atnu. luce. AIEO gli occhi al cielo: e il cielo mi ap11art chiu- .tò, d'un color verde macchiato dì i'OMO, eppur trupafèntf;, profondiuimo. Il la- ..t,ico della via è <'òp@rto d1 una l!Offic,t C()ltre di luce, do,.-e il 11iede a'iruruerge ~nt.1 rumott. Voci ren~te riungouo ,\1i viC())Ì che ..eparano le e i111<ula.,e. do•·e un'alba lur1a1': llCOrre co111e un 11\acido fiume. Ua grato odore d'erba è 11elvenl-0. Solto l'Aroo Ji Caligola, fra le coloane della 811,ilica, negli amb,,,lacri lkll'Anfltu.tro, 1ul lutrka.to del .\lacel\um, la breua notturna ecivola CQJl verdi rìlle"i acquatici, come un'alta mar~ di foglie e d'erbe lmninQ,l;f,. l.unghi ca))f'lli Ruiecono tulle ,palle delle ,tatue delle V~ neri e degli Amorini. i fn,tti dei capi• telli coriati pendono o.cillando. la bella polpa erompe dal marmo com"' giovane carne rotea. l,e atatue hal'lllo ge,tì len1iuitni. par clìe ~nin fra loro. Ma un cHtode giunge di cor•a ad anrnnuiare cl•e fra poco avrà ini>.io l't@p&- rimento Ji protezione antiaerea. Oop1)it di carabinieri ,i affrtttano qua e là, prtgando i vbitalori di avviarti ver.-o 1·u~ita. E mentre c'incamminiamo a ma.- lincuore \'et80 la l'orta Marina. la fanta.- •tica ilhimi1111ione all'improv,•ieo 5i ,pe.. gne. Pon11ll'i #, morta. Nera. muta. !!Orda· morta Colpita in p1otno ~tlo da quella oo;curità •parata a bmciapelo I.e tenebre d avvol1000. $'odono cani latrare per la cempa1Jn•. Un n1iag-ollo d, !(atto imp•u• rito 1'i lf'VII dalla C&~IIdri \"elii. NeHUIIO di 110\ parla. I mmuli paauno ltnti,._ 1in1i. Da QUllllO temPO .Oli llf:duto 1-u que.to ecalino del kmpio di Apollo? :\leu'or,a, un'ora. Il \'e,mvio, la,ggiu d•- vanti a m(', ogni tanto 1i •ccende di un• b~ve fiamma l'ON&. Il auo profìlo ,"incide tenue, rii uu color hru110, nel nero della notte. Quui mi uaopiec,o. lnvi1ibili pipistrelli mi 11.fioram)la fronte. Il n-oiraoolo, lutti a1pettian10 il miracolo dell'hnprovvito ritorno della luce. Il miracolo della fulminea reaurttti~ della dttl morta. Il 1ubitaneo umplllau di una. candida citlà di marmo fuor della terra nonuma. E a un 1ra110, in un'ìmlllén"- tiam1nata l)iaaca e au11rra. il nero vellu10 della none 1i 11quarc1a. io come un'erutione, un'e1plMione di C())o11M. d'arehi, d1 11tatue. di muri. Come lo 111,-,c),xio m• proYvieo <li un flore di luce. Par qua,, d1e la città aia proiettata in alto, 11 ineommenturabile altf;u.t, in un gorgo di alibagli•nu candore: e tutti fuggi•1no vet10 I• Port~ .\larin•. con le braccia alu.te • pn>teg~rci ;i cap,o, oonie 1t la città dovute rie&derci ...t1loeao in un• l)i01J8'i• •li 11.t••ue. ,li C&l)itll'lli f' di ooJonne. Cu. Ma.

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