LA FACCIA c~~:ra~;o.-Udi~a!~ .:::·net~ ria chiara t tranquilla. e In Qgni modo :'morT muto,, pensò. A\·cva perso la Si paoò u~ mano sul ,·iso. kasa10. QI. tre Qut!UO non 1li di«,·a nulla. Il bitor• zolo sulla nuca, pulsava rome un cuore.. 11 tcnapkno della ff:rrovi,. era il su.:i oriuontc imm<dia10; fiocthi di ,·aporc scin. 1illav1no lungo le rou,~. e Devo uwrc Cii• du10 da un lrff>O)•• pnuò, e oppure ho fatto un ,-alto. .. >. I fili dt,I 1clfgr.do, mossi (blla brcua impcrcettihi!t. unta.-aoo souovoce u~ un• zont riposante cd im~~l,e. Un fringuel• lo 1ut p.i.lo più vicino, lischicm"-a. Si ah~ in piotdi. Il fring11cl10 ,·<Mò ,•i.a. La l<cUI gli fa«1·a meno male. Si arram- .piro ,1.111 tcrrapltno e gwordò attornoo. Il fWl()rlma era piano ma allegro; li sca«hi dai wk>ri forti e chi:ui. A auardarlo gli dau un sranck pia«rc. e Chimi• qut sono•• ckdK, e non <kbbo avtt mai visto quuto paesagp) •· Piccoli campi quadrati. 1i,epi larghe: <klk mu«hf- aspt11a,·ano umilmente vidno art ano 11.agno pro,çi~tQ; un ea,·allo biancc, all'ombra di un albl:ro vtrdc: conigli, un p,«~ 5elntico: 1)3.gliai bruciati dal solt coo b coo-ta ombra. gtttua indittro c:omt cappu«L l)is~ ad .1.lu. ,·oet: e Questo è fauo p« mt, vtram(Tltt, t si stdtttt •ull'ntrtmita. di un tr.1.,·trsino. c0il0fl01•. Jn quota domanda di un'import1111:u, ma.,. 5i1na. il 500 Ctl'\'tllo flum.•a•·a in 1m ditor>tllla.mtnto divino, imp,alp,abilt. td irritan• te, COfTle ì •·afl()<'idtl caldo. Si s.tntiva. portato ad adorare la lngilt s«enltà c:ht era a.uomo a lui, ma tronv.1. difficohà a conctntraui. Distolse <:On uno sfotto gli pcc;hi dal patsaggio ~I °""f\'Ò k sue ,ca.rpt. Erano twcrt t ,·ttthic. Avt1·1ut0 avuto una pane ntlla sua vita, onmq11t era su10 prima di qud ITIOffl('fll(). Erano sut. Ma sicuro! A•·tu con K ìnnulTN'rnoii COiSC n(lfl tsStflliali dd 500 J)a5Slll0 t la prima ~ da hrt ,n. di tt,1.minart: il ('Ofl• ttnuto dtllt tucht. I.o fe«. Lt suc 1a,c:he COllttnt,ano una matita, un pac:co di sigartttt a buon mettll.tO. un quotidiano, qu:anro bi1die11i da un.a sttrliiYO e qualt'"" 5fl'('Ciolo. ~fa.i, dittti e ptrsonali , cuno st:ati così e impl'roonali a. Si lt>·ò la giac-ca. Si M"dtot di nuovo sul tra••«5ino e prue il giQrn:ak: quakht cou ntl buio dtlla 5ua mente ,:li attribui,·a molla imporUnta. Apprtw cht il mtM tr:a ago- !lo, che c·era una. ri,'Oluzione nel Portog:allo, cht un uomo d"affari tra ,t:ato •·isto in 1>,>.11\alodni t.-la bianca. tht non si saro:l>bf mai 00~1110 ucrifw:aro: Mcazza, cht un:a compai:nia cir,o:m.uos:ralica sta>"a per produrrt e I Pron~~i S~i •: cht ~i dc· voiio la~i:arc le 0&11-tuniti ai Rio•·ani; che 1:apoli1.ia OErca,a un ra.J,:.iOl'liercehe a,·e•·a a.u.:osin.i.to !llll n10Hlic: cht l'esodo •·o:rlliO il mart tra più inttn<O che mai, che un gionnt impiegato a•e•·a ertdi1ato ma fortuna d;,l 5uo padron, t l"ht lt gonnt suvano l)tr att0rc:iarsi. In 11u:iikhca111,:olotklla sua m(Tl\t rimanna il fantunia dtlla con,•in1.iont che il gi,ornalt era impOrtanu. Como: lt sigartt• tt, b IIUotitatd ; ,oldi, :l.\'t\·a qualche lc1,t.atne COf1 la ~u:a ,-iu anttriore. ma rg!i crNln:a cht :t.\'tsSC: qualche kgame più im• pOl'tante (lc,gli altri. qualcht tignific;1.to 5pecialo:. Eu skuro di a,·o:rlo portato c:on ,è per qualche ragione. Era l'antllo cht lo C'Qnf!:iunao·:a lla a.tena dtl suo passato. Quando l'tbbc lttto lino in fondo. \(I ti• lttse da capo. Lc,w il siofn:ale tre vollt. Il ,uo ()('Chio aoo.lva su t 11:iù per le colonne ìn modo utrano. tooW: qu,,ello d·un gufo che C"erca 1r11.l'cr~. ~ ~ina ttn: tnk tu un mo!oalro d1 ptecol1 drammi, do,·, i protagonisti uomini o:r.1.no morti o in prigi<,nt, oppurt 11on erano ntlla condiziont di PQ(tr enere in qutl mom,:nto ,ulla $Clr\)3.ll di una lo:rro,·ia. M:a c'tr:ano dut coloont cht aHebbtro potuto in quakhc modo idcn1ificar5i con ii ~uo passato. Una tra dtdkata al rasionicre cht a,·tva usauinata la RIOfllie: il delitto sembrava. UKrt 1ta.to prtmtdita.to «wl molU abilità. L"assas,ino riprodot10 in una fotografia, abbt.stant.a chiara, avc,·a una fac• cia giovane, piccoli baffi, la dtscri&Klnt: agsiung:eva che a,·,,·a eapclli roui, trtnt"armi ed o:u alto un mt'tro t Rltantascttt, Non si sapeva cht abito porta~K al momento della fuga. e Se noo fos5t per i baffi ,, pc11sò ruomo accaru.zando la 5uperficie liscia dtl 5u,o labbro ,upni0tt, e potrri o:utrt io. E potrti tsscrlo se a,·tni i ca.~lli ros$i ,. SorriK e cc:rcò di tirart una tio«a di ca~lli sugli occhi. Erano troppo coni. e Vorr~i avtrt uno ipcccliio>, ptm,Ò. F..ra auurdo n(lfl s.apctt ntmmcno che facc:ia aveva. Ntlla seconda tolonna \'i tra un'altra fotografia, qu,ella dd giova"'- impicgtto che ave\·a ertdit:ato una ,-ostania dal suo ~;~::1~~,!~ i~ 1 'ri:~~;~ ::: ehè era andato in vacanra l'IQCO prima dtlla Si a.rrampkò ancora una ,·oh.a sul ttr• rapicno e si mise: in cammino dietro il trmo. Era sovrumanama11,e fdicc. L"odore dtl 1ri.fow;lio,le roscl~inc !n una ;i'1)(, le pmnt dai colori ecccnmci d, una ghi:andaia; tutto a,ev:a su lui l'tffttto dtl vino. Gli gira,a la 1tsta. e Quo:,to O, il gmcrt di ~10 che mi pi.1.- cc •· ~n,ò, e mi metttrò a ,•ivtTt in campasrna a. Ptnsava all'trtdit:l. Un chilonW!'tT(lpiù a,•;anti le rotait iwnctrarono in un bosco di abeti. Fatt,·a frt• sco sotto gli albtri. I pic:CKIJlituba\~no e si agitavano sui rami. Un picchio "cnk prese il ,·olo in una radura, sfi<:Undo il JOI.: con pane xrida. L'uomo continuò a camminare. $0tridtndo, attravo:uo l'ombra. macchiata di l11c:t. Dall'altra 1)11,rte dd boKo c;'era un ponte td un 5tntiero . e Sono stufo di cammioan, tra le rou.it,. pensò, e potrei bcnisiimo prendere quo:! smtitro a. A poca. disunu c'era un campanilt gri• sio t quadrato in meno a faggi e çr,sta• imi: tt1ti meuo nascos1i spunu,·ano qua C' là tra gli alberi. Un piccolo vil\:aggio. Il sc,,tiero anda,·a nuo q?"I~ Egli tdvolò \•~•1 •• 1t P•"•"'""'" ero piatto •u• caU,:c,ro: 11 >t:att:/11.f dnf eolorf /orte t: o:/11.lurf., morlt dt-1 mo principalt t n.-~•unv ""'J>tia dove !ii trovas5t. /\,·cva ,·emotto anui e gioca,•a a ttnnis. La fot()f{nfia. tvtdtmtmtme •·tcchia, mostra,·a una la<xia gio vane. da ragano. pri,·a di 11tr~alità. I ca.ptlli sc:mbrav:ano scuri. Non a1·t,a baffi. e Se quoto $000 >O a, disse: ruomo ad alta •·oce, e wno fonu1ato! ,. Pulava con la voct tceitat:a dtl bambino che vtde un pac:co t non può iml)e(tiri.i di chiedere: e Il J)Cr rrit? ,, ma c:omc quella del bambino, la sua voct c,prirrit,·a il dubbio. Il lragort lon1ano dtl trmo batt( l'aria pe;antt e doltt. Lt rotait cominciarono a ,·ibrart contro l:a basc dtlla sua colonna vcntbralt. L'uomo Ji alzò, piegò il prtE~ giornalt t lo miioe in taKa, poi Kest di coua la scarpata. I pautggtri lo guardarono d:ai lil'ldtrini con inttttsJC mommunt-o. Il treno scompar,·o:, accorciandosi cou aria mi51triosa. L'uomo rimast ,olo. d;,lla s.:arpata $lii litl1titro t a11dOin dirtrionl' df-1 can1panile allungando il pauo. Prova,a un acuto piaurt :a tuuo ciò cht fll'n.1.. Fcct, •tra.KÌC'UI' i pi«li solltvando nugoli di pohere bianca.. Si ro:sc:conto l'hc o:n $1:ato un e tinadino > 1mta la ,·it:a. Non a.·t,·a mai vino pohtrt di quel gcntrt prima di allora. A.,·t1·a un gran dttidtrio di racrontart a quakuno la itoria dtlb 511:astraordinari:, ts~ri'1>U, ma piU di 1ut10 dt5tllcra,·a c:ht qualcuno gli l'onfrrmaue la 11u. fortuna. L"uomo cht avc,·a perso la memoria era persuaso di tsstrt rimpicgato tredt di un1 50Stanu. Andò avanti t'OII pa»o allegro. Ad un:a cun•a incontrò un gtodarme. Il gendarmt ,ta1·a aps>OGgiato contro la bicidttta e 1i a.ciup,·a la frontt con un i:auolçtto bianco. ,p0rl'o. L'llOm(I si a•·••i• dnò con un sorriso trcmantt td an•t()S(\. e Sa~e dirmi il nome di questo ..maggio?• chitw. e Wittmdtn a, dine il RtndarlTN' auard;,ndolo c:011leggera. rorlO§iti. cGra1.io: >, l'uomo tu affamato di con- •·o:r$lril)l'M,,cf'a caldo, vttor>. e Ah!>, di»c giOOiiiosammu il gcndat• me. e Sì. cht h ca.Ido! a. L'uomo Ji tolse il C'appello e 5i uclllfl\J il ,i>d«t do:l!a froo1t. Il jj:tndarmt tht avtva meno il pitdt sul pedale della. biciclttt:a per metttui in ttlla qua.l'Ido ,-itc l'uomo 1t1u.a cappello $i fermò a 11uardarlo lissam,ent". E.morioni di,.erw :anra,·trsar<n) la sua faccia brg.1. e rosu, co<1'e un c,crcito e shak~pc:uù.no a :attravtru il palco5CtllÌCO. Poi scml,rò deddc:ni, e c0n W\ mormorio di saluto montò in 5el\a, si mise in cammino pti.antt~ltt, m.1.con discrtta ,·clociti. L·uomo li rimist il cappello e mentrt i'ineammi,>a,·a ptr il S('ntiC'ro poh·troso, .U thitdeva nl('ravii,:liato ptrchè il gimdarrnc: l'avffsc: su.anb.10 cosi fiuamtntt. Si ~ti meglio quando arrivò al villag1do. Il $Olt s1:ava ptr tramontare e lt ombri' giaCC"vanoattr:a,·trso la str:ada. in fre- !CO abbandono. 3.fa fa«va ancora abba• stanr.a t'aldo. Voci, pani, il rumort dtl~ eatcnc di un pouo. Tutti i piccoli rumoti ro:pressi cht c,,cono d;,ll,e porte aptrtt, and;.nno ava.ntì e indietro tranquillammtt come voltsStTO e,wre dimmtica.ti prima dì USC:rt uditi. t,;oo,no $0rrisc: bt.1.t:amtnte. e Vorrei vivtTt qui>, ptnSÒ. A\·e,·a fani< t wlt. Un'mtcria ((In il tttto dì pittu suva all'angolo •·icino. e Al Leone uzurro >, Andò in qutlb dìrtdonc. Oallf. PQrta :aperta giunsero a lui dtllt voci. Si ftrmò pc:r U11 auimo acca,ciato da un'inaJpctta.ta timidtua.. Poi 5i vinK ed mirò. La cpr1v«s.a..rionctt55Ò di colpa. Sol· tanto l'uomo grasso appoggiato contro il bar, c;Qfl la schiena voltata verso la poru, tontìnuò :a parlart. Non si ~r,11 accorto dtl• l'intnu.o. e E c:hc cosa gli proibisce di raderseli~ • domandan a \'OCC alta, dogmatico t co1winco:nto:. e Etco quello cl-e dico: cht cowo? 1' Il suo ,icino gli tOCC'Òuna Jpalla. L'uomo grasso si girò IC11tamo:n1t p« gu.ardart, ,,idt lo straniC'ro. rttpirò profonda.mtnlt e btvvt la birra c:on ~ri:ia. L'uomo cht a,·e1,a per$0 la me,noria s.tntì ritornare IUIU la sua timidt1u. Quc;I 5ilC11zioimprovviJO 11\'eva un signi• hea.10 cht n(lfl pott, a afferrare ma l"he ltmn.1.. In ogni modo and,) verso il bar con la ma1u;ior iodiffcrmu l"ht gli fu f)QISÌ• bile. Il gendarlTN' era ntlla stanza, \'ic;in., al bigliardo, al ctntro di un gruppo. e Birra!, di»e e la 511a ,·occ sembrava poco naturale. e :i.t,uo litro?• rhicse il padrone. Non guardava 1(1 ,tranil'rO. guuda.,·:a vtno il it:l'ndarmt. e Si, I' pane t formasigio. se ne :a,·ttc •- Il padroont girò attomò al bal'ICOptr prtn• dtrc I.a birra. L'uon,o cht a,·c•·a ptrJO la mo:moria Ji ltvò il rapptllo, appogit:iò i gomiti iul bar td allÒ lo: spallo:. Comil'ICi'> ad esaminarsi le u11ghic con gr:andinima atttn1iont. Si ttnen 5ulla difen5iva. Una paura Knta r,IIJ{ÌOl\t ii impo,!tttò di lui: b paura del !:,ambino cho: sta ptr e,wre putlito ini,:iustan-mtc. I st<:ondi J),1H2.TON>: 1t011 o..:a.-a guarda.ui attOl'no. 1\,tva la stn•ationt cht gli uomini si uringtvano 1ici1t0 a lui. La st:anu tra di- •·'11lata buia. Qualcuno avo:va chiuso la poru. Il 1)11,•imentoscricthiolò. Vide il padrOl'lt 11:uardare qualcosa atlt sue ipalle. Chìu5e gli otthi ... lfoa mano si posò doktrnc:ntt sul suo braccio. ~ Ahhhhhh 1, gridò l'uomo eht aveva ptrduto la memoria. Ki:aprì gli occhi. In uno tptc;Chio, dietro al banco del bar vide la tua faccia. Era bia,IC'a come il gcsJO. ,otto i corti C'a~lli rossi. PETERrLE~JNG (Tn,d. di L Sd1iat-i; tin.•o/odi R. Biro/li)
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