.\nchc qucircpic;odio. che parna do\•cssc avtrc chbsà quali s,·iluppi, finì invece Il. La mattina dOJ)Oq. uando alle dicci in punto, l'uomo cane gettò il primo lacerante grido, e i vetri tremarono rice\·Cndonc l'urto, ci fermammo tutti a guardare la reazione del Brambilla. ~la egli non si moue, e soltanto lo ,·cdemmo masticare ingiurie sul pacco di po• lizze che aveva sotto il naso. Si aYvicinava l'estate. l,:n po' di sole, sca1>Cuando il tetto di fronte, Yeni\•a anche da noi. I mohili comincia,·ano a prosciugarsi. Ci se n·accorgc\·a dagli schianti. e dalle fes!>ure che si apriYano nelle porte e sugli armadi. Le vecchie signorine apparvero con ,·tstitucci di rigatino a colori ,•ivaci. S'annunziava il tempo della villeggiatura e dei biglietti fc-- :!.li,·i: nell'ufficio correuno i discor!iii di tutti gli anni: l'aria aperta, le ~J)i:iggic,le- pinete-, anticipate dalle i1111n:igindi ei giornali, dai manife,ti murali con :.plendide fanciulle di,;;te- ~e sulla !iiabbia a farsi ,palmue di crema, o addossate a una \'eia a di,- set.usi con una bibita americana. I n0111i dei piccoli h.10.:hi bellissimi, fanta'ltici, con 1an10 verde, a prezzi incredibili: pen,ionc a 400 lire 1ut•v ccnnprec;o: caHC latte e marmellata e burro al mattino: una meraviglia E 'li balla, c·e anrhe una bella gio• ,·enttl. - Quc:.t'annu ne ho J)roprio hi,ogno - dice\·a la cuntabilr-, e s1 lagna\'a dei rtumatismi di <1utll'in- ,,erno, durato otto mr-si. '.\1a cc n'era tempo da passan .., prima delle \'acanzc. Sessanta o settanta. giorni, che pare\'ano ill'Valica• bili, con l'aria pesante r- il sollno che nei pomeriggi faccn cadere la testa sulla c;criYania. Ora l'annuncio dell'uomo cane di- \'tntan un i1wito alla libertà. Una mattina. Villa, d1e '!Caral>òechia,·a versi anche sui margini delle polizze, J)OrtÒ le poc:-.icdi ~1allannè. ... bot•mttr bout rt rNt>is Abomi1wblc1nent q1ulque idolr Anubis ToNI lr »uurau flambé co,rmte '"' (uboi /Mowclu·. Poi e5trassc un foglio. - Signor Bramhilla. ho :!.COJ)('::'"• to il tiegrcto del mostro delle dicci: è Anuhis. Sentite, e se111;azionale: • .\uuhis, dio dell'antico Egitto, fi. glio di hidc e di O'\iride, rappre- ,entato con corJ)O d'uomo e te:-.ta cli cane. e con falce nella destra. Frec1uent:i.tore di necropoli e di ca• \'t'rne, egli e ritenuto abitatore del mondo :-.ottr-rraneo e c1uindi dio dei morti, ai quali as.,icura \"Ìtto e lmona liepoltura. In Europa. dO\·e fu diffu~o dai miqeri di hide, il di•l ,·enne ;i,,,.imilalo dal greco Hermu pc;icopomvo. guida dei morti, sotto il nome di Ermanuhi. raffigurato !\)>t:'i!l(cIol caducr-o li. Il ca1>0ufficio rtHò a faccia gon • fiii a conc;idr-rarlo, incerto come pi• Fu ai primi di luglio che si ebbe di colpo lo :!.ciogliimmto di quell'ansia. l'na mattina al grido di :\nubi seguì il frag01'e di uno scontro, un urlare di gente, uno shatterc di fintstre che si spalanca,·ano. Si balzò in pie- / di tutt'uno. Per un attimo Brambilla dominò la scena con un'esdama• zionc a gran ,·oce: - L'hanno schiacciato, finalmente. Non lo si ascoltò di pili e corrcm• mo per le scale a prcciJ)izio. Proprio da,•anti alla nostra porta la folla si serrava intorno a un'automobile. Altre si erano ferm;1.te e la strada appari,·a ingombra e tumultuante. Ci facemmo largo a SJ)allate, col cuure che si s1>ezza,·a.Non gliarr- quella ~tra11ano,,iti, poi riabbassò la tec;ta: - Le vostre solite citrullaggini - dissr-. ~la era chiaro che anche lui avcu. 1>erduto la pace. Si avvicinav:,, fa1almentc il giorno in cui nessu· no ant'bhe pili resistito II quell:i. tortura, e saremmo balzati alle fi. nr'!-.tre o giù 1)(':rle scale per incontrarci con l'essere - Anubi da quel giorno c;i cominciò a chiamarlo - che tanto mi-.tcri1>~amcute :!.·erain• tromr-sc;o nella nostrii ,·ita. Passò ancora qualche giorno e il grido di .\nubi, trr-mendo e puntuale come sempre, ci da\·a addirittura una specie di delirio. Villa, Colombo e Luraghi erano i J)ÌÌI frenetici, ma anche le ragazze, spcdalmentc dopo la lettura di Villa, :.i rimescola\·ano. malgrado si tappas!>ero gli orec'<'hi e scuotcs'lr-ro viokntcmente la le,ta per non sentire. Le l>tlle giornale contim1a,·ano. I.a ~triscia di sole che entra,·a ndla sta.ma ,i allar.:a\·a e si face\·a pii, forte. - Fra poco scotterà - dis~e (jualcuno. e ci ,i mi~e a parlare delle tt'111pt'raturt alte, dei ma:-.simi. dei gran caldi di certe r-~tali. eh-i 6o, jO gradi che ~egna ~fassaua. E a propo~ito di caMo uno estrasse il "Corriere• e ci le~~c la notizia della di,tru1.ionr- di una nave per un incrndio scoppiato a bordo. ,·olevo restar solo e chiama,•o Villa e Luraghi ~la ci si ritrovò tutti in )Jrima fila, anche il Brambilla: lungo, gonfio e sbiancato come nni dall'emozione. Si \'ide fra le ruote della macchina la bicicletta attorcigliata, qua t. là rinvolti di carne ~fuggiti da una cesta di vimini capo\'olta, e <lbteso per terra un ragazzo di tredici anni, un roseo e 1>affuto r;1.ga:i:zo, pulito, senza ferite. ma fermo, inanimato come morto. Invano lo scuotevano e lo 1na~saggia,·ano. Dict- \'ano che era soltanto svenuto. Ar• rivò il medico, ~•inginocchiò, gli shottQnÒ la camicia ~ardandolo nti placidi occhi chiari, lo ascoltò a \un• go, si alzò infine e disse: - E' morto. Ha a,•uto qualcosa dentro. Ci guardammo inebetiti. - Questi cani mandano i garzoni in giro senz.a campanello - disse un autista, indicando il manubrio contorto. ;\llora Villa intcn-enne, con voce soffocata: - Altro che campanello aveva lui! L'autista si ,•ohò Yerso Villa, senza capire: - Cosa avc,·a? - Ma un grido atroce, una spc• cie d'abbaio. Si senti,·a di lassù a finestre chiuse. Xoi si chiamaYa .\nuhi, !"uomo cane. Allora intervenne la 1>adro11adel• la tabaccheria: - ~lacchè ahhaio, J)()vtro ragaz- :i:o. lo lo vtdevo ogni giorno. Si ferma\'a SJ>essoa t'Omprarc le nazionali. Gli pi;u·e,·a cnrrerc, ceco tutto. Hramhilla stguiva accigliato la conversazione, ,correndo con l'ov chio su ognurio di noi. Stava per arri\·arc la Croce Ro~sa e ci chiamò. .-\p1>enasi fu in portineria ci venne iiddoc;,(, con prepotenza: I.o ~aJ)r'\ 00 che l'abbaio esiste- , a ~oltanto nr-lle vostre teste m:t latc. Vag;1;bo11di~ir-tc, e non altro Si aHiò ringagli;1;rdi10J>t:rle scale, e di cima alla prima rampa -.i voltò. ammonendo a noi che si sa li\·a dietro, ancora qorditi: - D'ora in a,·anti ~i lavora, e chi tira fuori strant7.ze lo caccio a pe• date. ARTUROTOfANELLI . Tat:ole di Ct'sarr Za1-otti11i.
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==