Tempo - anno III - n. 16 - 14 settembre 1939

L'Uomo Cane ['1 r;namo in ~ma pil·l·ola ~lr:ula [J ,t1ua maH·m1m:di, dall'a-.falto •empre hagn:1to; non c"e,ra mai il ..,.,lt· e anche cl'eMate dava una ,cn- ..,azione di fre"ddo. Bi:;o.:-na\·a cam mmare ra:-.ente al muro IK'' 11011 far• ~i ime;,tire <lai cicli!>ti e dalle pie mie automobili degli anocati . ..,Jittanti con le gomme con;,um:1tc su quel !>Uolodi sa,)One. Oltre alla no- \lra • \lutua ,, c't'ra il tribunale co11 gli annc,,i ufficiali giudiziari a darli" aHollamento e Jlf'TÌ\'olosità: gente inn('nm,ita. con ,arta bollata (' a,-. ,·ili di cambiali scadute in tasca Cun\'l'nira afrrt'ttarsi senza attaccare lite Saliti al no...tro uffi<·io, di qud torrente umano 11011 gi1111ge,·ano che ughi rumori. Si ,ta,·a in una grande stan;,a, uomini e donne, con il upo ufliòo in fondo, a un 1a,·olo più aho .. \nch<" las,i1 (''era umido e ogni C'Osa muffi,·a; le ,·arte ingialli,•ano <' ~·accanoccia,·ano nei cas"letti. Do- ,-e,·a dipendere da que)ta umidità il caranere tetro del Hramhilla. Ogni tentati,o di )tabilirt' con lui rapporti cordiali falliva: bisog-na,·a parlar ,otto ,·oc.·t' e )Oprattutto non aprir le fint"strt' ,ulla strada, St'mprt' chiu- ,, perchi- i rumori non d distrat!>sero dal seH·ro la,·oro. Le ginrnatt' in tal modo trano tunght. <'neanche le vecchie dattilografe intristii<" nella noia <' nei raffreddori '-:lJ>t',·:mo adattarsi, senza ~vspiri r, malcelate proteste, a quella ,·ita. Fra i gio,·ani, ogni tanto uno dtridt",·a di a;idarsene, ma prima sh1-- dina qualche diaholico ~cherzo. l'n giorno Hiraghi aprì- il casst'lto d'un tnorme mohile, che lien·i\"a da archi\"io per lt" pratid1t euuritt', t' gettù un grido. Si cor,e tutti ~n- ~ndo a una dhgrazia e anche il capo uffi(io a pa'>'>Ì lenti e sos~ttosi si :IHicinil. \la appe11a n·demmo di che si tralta\"a ,c()ppiamnu, a ridert' t' n,~~un<1 fu pii1capace di tralt<"nersi. n<"ppurt quando il Brambilla <"O-- mitKiQinfuriato a battere sui ta\'O-- li minacciando il licem:iamento in ma"a Il fondo dtl \"«Chio t fradicio os~ello mm,tra\a una rigoglio- ,.., coltura di funghetti. di quella ,;pecie che "i forma a mazzetti, che sem1,rano margherite. Erano cosi ben rnetsi e di,trihuiti nt-ll'nmido fondo muffo,o. da parert' da,·\·t'ro che ci io~-.ern nati J>t'r ,pontane.a gemma- ,iont. ~i de-lineò un'inchif'sta. \·ennero dalle altre stan1e e dagli altri piani i dirigenti, e 1111~inrno appar- \·e, circomlato da un corteo ri,·t'renlC',addirittura il Consiglitre Delegato. Egli ,j u\'irinò alla fungaia, si toht' t' ,i mist le ltnti parecchie volte, ~i chinò infine a ,.fiorar(' col nasQ la n1irac,,lo"a colti\"arione, m:t si ritirò prontan1tnte e l'ingrato odore gli determino 1111a smorti.a, con la quale lo vedemmo allontanar:;i, senza che ave,."e detto una parola. Poi \ enncro a porla re ,·ia il , ecchio cassrn1e e co-.ì p:i,.sarono allegramentt' un paio di settimane: tantt ce ne \"Ollt'ro prillla che tutt(> fo,.,e torna• to in ordinr e ,i ricominda,st' a lihadigliare e a ,tarnutire. Era !>l'rò un te1111>0carico di sorpre"e; infatti di lì a poco succes~e il fatto più straordinario <li 11uei giorni. l'na liettimana, erano lt' dieci (si ,tpJ>t' dopo l'e,at1e:.1.1a dell'ora). si ,ta,-a in <1ilt'nzi<1a scartocciare po• li1.1.e -.ul!a grandine e :;ugli inct'ndi, <1uando. dalla ,trada. giunse fino :1 noi un rumore mai sentito, che ,i ripet~ cinque o sei \'Ohe, iiCcco !itridt'ntc, lact'rO l'aria, trapassò le finestre serrate e rece alzar<" il te,otone anche al ca1>0uffici<). Xnn era n)("..: uman:i, ma neppure pare\a \oCe a111. male. ed anche ,i e.,cl11de\'a cht' fo~- ,-e suono eme~so da una macchina. Il C'aJ>Oufficio ci guardi) in mod,, interrogativo. 1x,i chiese ad uno ,li noi: -Cos'è? Villa si :;trin"e nel• le spalle, e ne approfittammo tutti per parlare. - Ha fatto aub, aub. In fondo pare,·a un cane. lo vi d1• co che 11011er:i un canf'. - li cane fa hau. hau, <' ~i capisct' subit<1 11uantl'è un canf'. Già, ma c'è modo e modo d'abbaiare. Iofioe \'Cnne il hasta del Brambilla a chiuder<" i di'ICOhÌ. ed anche quc11'tpisodio pane esaurito. lm·ect' la mattina dopo, t'C<'O,e si \·ide che erano le ditl'Ì precise, ri1>etchi il -.ini,tro ahbaio. Qualcuno fu ttntato di correre alle fine• Hre, ma lo fermò J'i111imazione di Bra.mhilla. che- di~,<' di finirla con <111ella<,,toria o ci peth3\a lui a farcene pas~ar la voglia. Ehhe in tal modo ini;:io il pt'riodo dell'uomo cane. Xon ,i pen,O e non ,i parlò d'altro fino alla tragica con• du-.ione della 1·ianda .. \11<"dieci pred,e ogni mattina il grido di-.umanc•. r:tuco ed alto in~ieme, ,i ripetev;t Era il grido che dove,·a )Uonar lugulm.• ai pa,~anti dell:i ,tretta '"i.'l: a noi la"'ù arri\"ava lieto me.,,ag~i.> a rompere l'uggia mortale. a dare un segno \ iolemo di 1·ita m 1111ello )lagnante grigiort". ,\d e,.,o ci attan·:im1110. e l:i giornata 1>:1~,à"a ìn fretta. Si (h,l·ute\·a nelle ore libert <"hi1>olc\"ae~,c-re S<-ommt'tto che i.· un gar,wne di mat·elleria, dw ha tru\alu il lt'rrihile urlo J>t'r ,1>:1,·en• tart i pedoni Per me f' un !>,,rdo muto t·ap.:1re ~olta1110 di cm<"tt<:TI: 11m·lla ")>t'Cie di grido ,1ro11:ito. Du\"rehl>t'ro proibirlo. fa paura ,lit:c\·ano lt> ,·enhie signorine - rhi.,~à d1e 1101110 brutto e mah·agio ,ar.i. IJ4aku11a di c"'e, al1';tn·icinarsi dt"ll't•ra, 1eni,·a prt'~a da agitazioni' nl·rn1,a. e ~i tura,a le orecchit fino a d1e l'uomo rane 11011 era pa,.~ato. l'n noi in,·ece <1uel "11011,, h.ubarico ro111pe\'a l'aria. da,a o"igeno. riac-- cende\·a nt'i no,tri gimani cuori già "tanchi e impigriti la i.1:iernn.ta: il moudo era grande. ,ario e incono- ,cihile. Amori, a,·n.-nture: non erano pili ridicoli !>ogni di 1>0,·cri. Villa dice,·a I.Jna mattina bi"ogner:i non dare retta al Bra111hilla t' t1.prire le IÌllt')trt'. Voglio ,edere chi è. E hasta,a guardarlo per capir<" la f rene-.ia cli<" gli era \·t'nuta addO!I· ~o. Il capo ufficio st'nti,·a mt1.turarsi r111aku-."ahro del genere dti funghi e ,t:i"a in continuo allarm<". Il p.u- ,aggio dell'uomo cane non gli faceva alzar<" più la te)ta, ma trema,·a in qualche 1>arte del corpo e la penna gli si fermava .!>lillacarta. Cou no~lra grande sorpre,a una mattina, al primo annuncio. si huttò verso la finestra, l'apri e sporgendo,i quanto poteva -.i mise a gridare: - Mascalzone, mascalzont", finisòla mascalzone. Quando ritirò l:i te,ta ci fece paura: pare,·a che d(n-es-.e cadert fulminalo. Gli manca,•a l'aria e anna-- SJ>a,·a tt'n1,rndo di shott<mar,i il col-- letto. Finalmente la cong<"stione gli p:t~sò t' di~1inguemmo qualcosa nel suo borhottìo: - Sr continua lo farli arrtstare. Ne parlerò a mio cu• gino: qurllo ~ un mostro da rin• chiudere, non un t-!>Sert'umano. A stento si contene\"a il riso, sue-- ceduto al primo nwmento di ~orpre- ,;a. ~Villa.con fi111apreoc<:upazicmt' i;:-lichie~e · Signor Bra.mhilla. ha potuto \edere almeno .,t' è un uomo? E1J era in bicid<"tta? Il capo ufficio ri,alito in cattt-dr:i:, \la,·a 1:almandc""i e ri~1x""cnm la so lit:i n)(:e da rana: - \lal·ch<'. non ho fatto in tempo.). E 1x,i chi di..iinguc niente in <1uesta "J)Ccit di burlello cine~e? \l'è par~o 1~rò di \"edert' un cicli~ta ,;erpeggiare come un pazzo fra le automobili. Oo\·e,a t'~3ere lui.

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