Tempo - anno III - n. 15 - 7 settembre 1939

.... H "pirtu., l•ncia !'arpione _che In gergo ai chiao1a •1ralfl.ne_r••· Sr il colpo~!,lh,ce c'_t-Il pronta_ l'altra flocin•. M• ~ dilflc,ile che quhto avvenga_, 1.m errore h mira tuebbf, per rh uommi che hanno avuto ftducia ntll'ab1hlà deJ Nlpo, un vtro tradimento. Qui le ,lt'tte aprib1h dell'•rp101•e hanno ra,gìunto ,I bf:rlllfhO 11 fitciutln dOl)(I a,·er r1tir•to l'Ht• di legno Jucia andare la corda. 11 Pfftt~Pad3 i:olptto trHcina la baro Il \·iagfio fini1et quando l'•nlmale è d,1..,nruato. L'11UI c,ttur•to •·iene i1;.a10 aulla feluc•. E' il momento più bello dì 1u111 la P""C•. «t ,nche il p,u pericolollO. Il pe.oe,pada può ancora rt•agire e ferire. C..ilcu la oontabiht.à, ,ii procede alla ~utura, 11 1tabili~o le parti Ogni pncaton- i- compeo11ato rigoroN-mtnte 11'1 rapporto alla f•t1ca .oetenuta I ,auspfl è c•Uurat.o, ma la t!omalA non è ancora fhuta. Oli uommi nprend<>noil !pro ~to aull'conuo, e ritornano al !arco. I.. f('rtun• può aneora aiutarh. lctt la lallU i,aN. Con un'arma di quuto cenere nOD 1i 1eheru. La trONa pinna noo li tratta di ~.tetcane. S., 111-ndo l'aiuniale. IIOttobordo, •i:nmi.no fuori duf

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