... n CENT'ANNI DI CICLISMO f ugt;er;,/!il~~:~!'; h~~:!!i~.,1:'r: raie O><t1h14 e pceven:ic,oni, A dilfu• con una r.p1dità che parw 1ncrffl1bile 10 tulle 1, claNi 110Ciah. ,u11eillllndo t.nlu• ,..um, , fllnaliatoi che non 14 po..0110 1.h~nt1care. v,ramente la moderna m~h1n111 dt.l ciclo ('(lfl que, cu,ueri ff.M'nti111l<i 'ht le oonlenrono ::1 ,ua ,1rut1ura dt.hmt,va tra -11111111 crt:•t• da qualt'he anno ed av~ va dietro di ff una non breve ,tona 1h altri mitno ._,voli , meno prat1('i vt1eoli eh"' ""'ll'""'rouo le tappe- Mli• \t?III fonna• ,ione, rom, ha ,ubllo poi una evolu• ,ione ince~u.ntt di m,no appari~nu, ma non meno uhli p,erfe1,1onut1tnh. t·u Jlt'rò propno all'imz.io di quell'ultimo de. «nnio dtJl'Ot~nto che il t'id1~mo. pr1111lcato prima ..olo da pochi pionieri. (',~lfjtjl'llllll t d.,ri•1 CjUlllh N'C'tlltric1 flrlllffi• 1,i e perirolo111, ,l,~amp,ò rome una t!am• mata 1ra11einando la ,-Ì(,<tnl\l. entuaia- ~mando le folle, divenendo la pnma fl'&II• de padlone ,porli'•• dell'Italia o,. che l'111n1laroi:n- bi<'idtlta ~ ('()f.l facile e d1e q, •.,.ata pratica t,cl utile macc11in111appare co,,I òl4.'mpli~. debbono 11o;•1,ibrara,t.raM" "'d andie un po' rid1c-ol, le Tar'W' m,e,tamorfo,,1 1111lr&\·er-oeui, 1n un ,..c,,Jo di t,ntaliTi , 1h 11,t·1dei col c,oneor!IOd1 pare«hi, im·tniioni. l Jl'F• venula alla eontlauruionot attuale. 'I I fi,:'I,) rrmoto am.a,alo dtlla bici• c, ..u. a fu il • Cf'ltrifero • lnv,ntato n••I IT-11 d1111 fnonttlt De 8iv1a.c. Era dav• ,.,,o un •m,ae mollo M>:mpli<'t', ma anche '-'lremam"ntt ruriunentalt era c,othlui!.O dli ,lue ruote d1 ltgno, llllil dittro l'altra. ,ml)fm,ate allt du,e "ll'$- unt4 di un111tr.v,. L'uomo D\Ollt&\·a a u..akioni a q11('~ta tflllvt t ei spinge•• avanti puntando i piedi all'ind~tro e preud.,.n,M), 0ttre1rimo <lire a calci, la strada. ljfnoriamo quali a1'oo 1ta1A le velocità ragamntt da que•to e ttleriftro • Un quakhe eo ... d, m,no rouo ideò ~, 1818 il ba~ Ura1t ehe <'Oaln1lun• macchina 1im1le, ma l'he ai poteva fl'Ì· dare avitn-io la prima ruota art1oolata che lum:iona,·a Ila a\.eno ,e eht, dal nomf: <ttl 1nC>in.-f'ntore alM.&i111no, fu chiau1ata • Drai~1,nne •· Anch'eNa ~8tava però 11na l)(':.._nte macchina di ~gnu, aenu. pedali, ehe bil()g:nua apin,ttre eon b punta <tti piedi m111ntentndoti in bilie-o aulla ~Il• tra runa e l'altra ,pmta. 'rutllllvia deve avere ineontrato un oerto favore w, verto il 1830. la poala e quakhe altra pubblica amminiatrH.i~ franet.M tentarono di utiliuarla Proprio in qu,gli anni il vapore a11perava felitt~1,1.e la ,ua fUt. 1pt.ri-U1le e correva ,ullt a.trade ferrate. Che ooa.·era di honte 1111prodigio di quuto moalro ,buffante ehe in pochi anni incl'(leio roo le aut rone frffletlehe iuua la 1ot-nae W.Ui cli oce&Pi, il poye,ro • oeler'iftro •~ Fu dimenticato. Afa. 11010per J«o tempo Si, In fatto di celerità, il vapore •~ parva allora la n1aochina inaupt.rablle. F.aeo auiaYA ..; etiu~ranu il biquo i1tir.1ivQ della Tclocità, ma lnciaYa inM>ddiafatte •ltre profonde upiruionJ ~~:,o~at.a 11f0:l~~~le eif~!~ri~~ftoon la pott.nu <ki no.tri meui p,er110nali Nel 18$1 un fabbro earrouiere, Pietro \Jich111nd r1e,11mò il dimenticato e et.lerifer<i > e •Pfllicò al mouo della ruota 111nteriOrfdl ue manoTelle, i primi pedali che dovevano conaentire di manovrarlo tt.nza ~ar tenL Gli dlPttero <ttl pano, ne11uno ritent1Ta pouibile manteneni in equilibrio au quell'ordigno, ma un IIUO 6.glio fe,ce il miracolo e imparò a dirigerlo e a c-orren--, aopra Il motore • moto eootinuo ua tro,ato. ,I probl,ma ,lell'equilibrio e qut.llo della ,Uida erano riaohi Era ormai uato il rouo ma vt.ro tmbnone della b1cielttta. B1~av111 111llt.t1Jtnrt.q11t.lla puant1u1ma m111Cehmat dinunu,tt cl, attr,t, et.O• trali e Jl'nferici na allort. i procr-i furono però rap1diuuni. Nel lee& ,i .....:,ttigharono lt ruote di 1,gno e Ji et.rehiarono d1 f,rro, nel 18&'1,I lerno ac,-,n1part .o.btu,to da raggi di ferro , i «rehi div,ntano una ..ottile lan1,na. Un altro invent.:,re incur• va qut.eta l111min1e11la riempie di un eihndro dì eaocdù, , Ji hanno le maeclun, metalliche a ,omme piene. Nel 1/1188 ~1 11pphe111l'IO i eu1eioem a lfere. lTAO e 1ttrito v,n.gono notiP,.olmente ri• dott,, la macxl11na ~I piè ~lo« d1ven1.J. una COiia tfna .\ (111'-ÌOat.1111g0i~ a.,.., 111vanutodella ,ut. ,>volutione ,I bicido ~ 001tituito da un111ruota anteriore alta un po' più di 1111 mtetro. oo-ngi11r.ta 1,,,J una p1«<1l111 Po- ·l"'flOrt da UII tul.oo vuo\jb e TI<'UrYO, ,1.11 uual,. prt,a.o 111f1oroella, l)Off•a ,I 11t.lhno. Può per un 11rev, tratto vmet.rt. in Tt.Jo. Nl4 Qu11lunque trotto tQUIDO, ma I Of1H p•ceolo .. '80 il e1eli~ta ri.chia d1 1ba.lu.rt. di atlla a capofitto. A andatur. nunnalt. non è ~rò M troppo falic,oao oè molto pu,c:oloeo e conwnte una v,lociU. dop, pia di qu,lla del pt<lont.. L'm•·t111ioot <'ht c-onatntl di eliminar'f lo 1pa.uracehio di quella alti•aima primA ruota, d1 pe-m1,t1e1' al t.t.mpo ~ un au,oento enorme di C!'lt.rit.l, l'inven,iOOe di"' dove"a fare da,.,.ero della b1l'iel,tta t:n mtuo da tr11porto facile f! 1i<:uro di uao quaai uniTeu.ale, fil quella <Sfila mollipli<'• NOll pottndo.:i a«rt,IOère ultt.riormente il rlll4!l'gio<klla ruota motri«, Sarstnt eb~ la f,lice idea d@lla ttUffllo.lU01"' a ca\t.na eht, Ul+lliante una ruota d,m1ata (moltiplica/. ITQllllPtt.,.,.... i.I moviroento •lella pedaliera al pig1wo111d,lla ruot111 anttric>rt. !-, co,mnut, a volan. F. (()n 1riag-J1or 'licureua allorehè poco dopo {ISM.). la ~•tena fu 1111lacc1ata l pignone della n•ota poi,teriore. Nel 1891 •i mvtntarono flnalm,nr, i pneumatici ehe ath111rono 1, doloro5e 9C06fle df-1 1tllino , Ptd111lare d,.·,ntò l'Omodo. La bicicletta nea •110, org-an, etilfD&iah tra completa. Non maneavlllflo che Quei 1uc«IIP•i ptrfu1onam,nli, me110 appa.ri1ctnti ma n1enua affaUo inutili che hanno f111tto Mlla b1cidet1a l'attuale Vf'lotin.ima acili.,. ••ma e l'fl'g'1iMima macchina del pe■o th otto ehili, ool 11.10fanale, 1I JM,rafango h1anoo della ruota i:,o.t'11ore , la gemma 1'0"&111, l'Otlit ••Jg111nente p~...-rivt la re- ~nte rl••J)Oll.ition, della 1\0fltra poh1.1a 1tradale I piomeri del cieliffllo furono in Italia nob,I, fl••-.h1 ,h ~11110 ,p d, ardimento eh, du,·etw-ro_ ~ftda" un doppio pe-r100lo: 1 ltmb1h nmbalt, d1 quelle duNo maed1ulf ,ullt. acabro.e strad, di quei lemp1 e t·o~tihtà dfl popolo, dtlle auto- '!t~ e df-1• cappt.llon.1 • (,uart.lit <'l1'Ìeh41). •• 11pnrno l'Mtro d1 irrad1uion, fu Milano, ove flno dal ur.o pare«l1i nob1h • qualch, d1tlinto profo~wni~Ui o indu- •trialt fondarono il • Vel~ Club• V1 erano, fra i bei nomi di qut.i ben,mf:nt1 P"-'<'Ur110rid.ella nna1e1ta dt.llo •poi;t 111 _ l~ha,_ 11 primo pre~ident.e dtll &MoOC1u..1omneg. A~lo Gmolmi, ,I eoote F'ede:r1ev Born'Knfo, il nobila Oiu• h,:, .~i.anta, J'indualriale .')iua,eppe Puta e J md1m,nt1cab1le Romolo Buni. recentem,n_te ac-ompa,110;_qUt.ati ultimi diT,nnero I dut. p11) forti elln1pioni milaneai e la loro 1mn1tn&a popolantt fu poi •m• tt.t,nata nel ttlebre grido di folle <1,iirant, • Molla Buni •• • Pa&ta molla • ! Nel 1870 ,i nol11t una prima l'Ora.a d1 fondo (Il firo df-1 butioni) che fu tinta da G,u•pPf Palla, n,I 1872 altra COT'IIII •_mliii da J,"tderioo J,ohn■on Net l!!!M Tonno "-(Ut l'u,emp10 m,lant.M e fonda l'• Un,0ne Vtlocip,t,di,liea haliana > Da. allora. ebbe luogo la d ... ica p~ n .. d1 eamp1on111to1tah11111v0inta Jl'r la pr11n11v1olta dal cav. Lottt~ a Torino, nel• l'.M da Enrieo Tarlarini a )filllno, Dfl1 tl6 da )faua pure a linaio, • in aerui• I.o d111Tarlarmi, da Marlty, da Mu: Blumt:r, da Braida, da Robeeehi da Genta l'Lll\11:, P~t.fitthl. Tomue.m: Sinrrffli ecc. 1n d1Ter.e c1ttt. Quando a \filano ~ ff!Cf:romaolfe.i..a- :r.1~1 1D11>0~~nt1 l'OII nott:voli prt.mi, dal)- pnma tuth I pttmi p1i:1importanti loo- <'arono agli stranieri. •P'-<'i•lroente ai fran('('tli, poi acli i.ngleai e ai tedeachi Ma il 18'3 Rgnò la ri!IC:ONI. In qu,e). l'anno ad Alt.111111ndrgilai italiani vin11t.ro 1utte le pro._ battendo t migliori campi-on! Ult.ri, eoal pure a Milano negli anni IUOONl!livi. Da allora cli italiani 'Tinaero Quui tt.mpre in Italia e p,i:I tardi anche all'uttro. L'e•ito_ della eo,1111o1oatitui..a aUora per il pubbheo un'emot.iooe non inferiore a <1ut.l.la.d~i eonidori; i vincitori, acd111mal1ae1m1, vt.n,,.ano talvolta portati io trionfo e i grondi campioni Paa.llll e Buni. Federico Johnaon a il barone B\lfal\i Val-,chl, Tartarini, Poot.e«hl Tom111He.llie Puini eec. furono oeiebri 41(1 idolatrati coll'a Carueo o COPlllTl amagoo. Alle oor,o orianiua.te dal Tourulf Club PArtecipavano oorridori di ogni categorl111 toeiale. N,l nuovo popolariuimo mazo di turiamo •i affratellaTano il nobile • il eamp&Jn~olo. l'indu1triale e l'operaio, il eommerc1anlfl e l'intellt.Uuale. Ntlla "J)UWtti1ta > da Milano a Roma. del 1896, dura marcia di 'i'OO chilometri, I oento brari pedal•tori giun•ro a Roma aotto una pioggia torrflU.ial,e e tro,.arono ad atten<ttrli una immf!naa folla plaude.n- 'te: e'era anche la Ree~• Mara;herlta. Lo -•e Regina montaTa Ma pure la bicicletta cui la aven ini:r.iata il primo ooatruttore italiano di eieU, F.doa.,do Bianchi, e face•a <ttl dclilD'IO la prineipt.&M LaetitJa. Al Giro d'Italia pre■enr.,ava da una particolare tribuna anche la Cortt. U. L, -
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