.. » CAROLINYAERNIZIO LAVOCAZIONE DELDELITTO l ~t 11.::,::=~~~1br;,'°!~t~~~•:;:•~= r---------------------- ~.n :~::: !:'::° 0:/ip::::t:\~ CIIOC&di 1,IDcolltcio gt'nOYHe abbar:do- Mt'r\tiUl"tO Mniuuno di &Ytr at1r11ito i n••• affe\tuoe.ametit.e 1ul 1uo PNN«riO, '"°' drammi con at~:&i~ magg,orfl "'"' rd~t.orio, nei corridoi e nelle cuci- di qutlla chf <kdichiamo al •itftor F,.dM, per poi affannotamenWI cere.di, gri- gardo Wall-. Viaggian(k> pod1iWmo. dar.do • dal.tmi il Bado lnf&IDll~. o ViH,ndo 11t.l più r&ttc>lto e ri~penabilt> anche, più wrcna, e da\e.mi il O.Cio <:k-gliambienti, Carolina Im·emu,io, col ldtale't Cod i 1randi litoli, le grandi a.-.renluR di anent11riere e duchute. ai m& ..:,olar6RO 1treuamente per noi all'odore del peato. del eoffritto mentre le fl(ure, biondfJ o bnmt, delle eroine ditegnate in abi1o da ballo aulle copertine, li ml.(!('hiarono, dn.-..volmentt, non di lan- ,o, ma di olio o di pomodoro. Nello •tffM> tempo lcomir.cia.-amo • eU<lere nella ,ingoiare lenenda che di C.roUl'.II lnfl!mldo ,_ una dono• QJOde,ta, 1po- ••l• ad un de.legato di P. 8.: e, poichè IICOl}rivamo una «rta armonia In que- •tl unione. do.-e a 1era marito e morhe 1i aarebbero tcamblevolmente narrati i delitti tooperti duranU il giorno, ftr.immo per \'edere la 1ignora lnffml• uo IOlto (loe&to 11petto bo'l!'heacmente W.lllibile. Ma •Nlliavamo; Carolina, infatti, nr,c,qu-& nel 1858 1 Voghera. e ,uo pad,.. tra un funzionario della Real C..., 11,11 n11dre una nobile lOr\Onf!&e,che, pet e&- t,.,lre la Cor1,,C.1i inllallarooo a Firenu: capitale. Carolina fJ le 1ue &0rclle ebbero Infanzia rie-ca ed e.emplare, 1tudiarotlO al Poggio Imperiale., e, ciroon<lat~ di car.dore o innocenza, 1i prepararono ad 11111vita di vere •ifOOrine. ~•. ~ me ahre f1nch1llo 1i IICOl)n'>DlOa VOCI• 1io11t rtlig\Of..l. t r«:lamano 11 OOll"tn• to. altre 1• vnca&ione danzante, ~ e.1- ,:ono il teatro. Carolina provb la noce.,. ,1tà di ,cri.,ere un l'()DllnMI folto di de-- lilli e di inlrigh1. A dicloU'1nr:i. bion• diu.iU'II, IOrridenk. Carolint !a M-fl ai chiti(lcl'• ~Il• Mli lta.ntetta IUltl bian• ,.,. l)('f t"ncare "11~11noei fanlu.mi, (TU• Jeli vilj,(:(Jll.li,infaml banchitrl, li pot.eH f'redere che di Firenu conoatt- IOlo le vM'-elt,-anli, le trottate 11lle Calcine, ma no, le caaupole. i viooli, i ri• trovi della malavita, parvero 1,or. a"er Jl('lf~h ptr lei. e qutata f:1billa di b,.11>- n, llll1liglia de1Criue, per l1puat1one 1kich Dtì. ed anche un poco dei 1ipori Sue e Gaboriau, lf' n\era..iglie del delitto. \ ,hc,anrn:.,vr 111111C, Ol\lel!'.DltO il lii:) primo m•no...çriuo 111 un I\Oto edil.0re fìorentmo. Salar.i. 11 trol'b ce.lebre d• un iriomo all'altro, C<lfl lei l'editore, i.m• J>N'lVYiu.mtntt fece fortu111, ed il hbro e Uina ontro il Piote <kilt' Alpi• fu lii tulle le mani l,ibro dea.o fino all'mve. ,..,.,mii.e, rarnmtn111rno btniaatmo come. l)och1 anni or 10no, 11 e 1..a•·oro• di o... 110,,a lo ripubhHeò a pur.tate, I' ai vi, ~ro Of!IÌ giorno arrinre in redalliont ltltf'r.l an,.,oaiaa.une, che chìedeTan la ll.tft.e fin1l11 dei prQtl(òl1i1ti. ('i aembra Il miglkire dflgli ,r,log1, e (ttlHI 1111 pt(fnO d, immortllili Al 1!,IIO IUC()fflb di tcnttrice 51 Il!,'.· gmn.reva quello di aiporina mondaua. . ~ ..n, una fl'OUI dote, era bella. veativa btuiMimo, dur1nl.e i balli i 11101 c:nahtri commoui le rlvolpvano com• plimMU doppi od lnfu«atJ, lodando la «rittrkt, ammlr&ndo la IJO"metta. Tra i moh, pretendenti, Carolina aceh,e un cur11t1mente la faccia. Fuintlla ntl l,u, ulf'.ciale de.i ber9&1lieri, Quinttteo, e lo W> che n.t -ntu1v1 la lkhcat• Moti- •~• e furono molto felici. I""· un cappello della Camera po~ato Ebbero una bambina, Maree.Ila, Uaro- ~ui rioeiolinl biondi della ,ua µarrul"CI Ima tra ma.dre amoroaiuima, e IOlo non (altro omaggio ad una fan111ia libttllCI le riu1c:\.-a inventare nìnnenanne, fiabe, die adorava il tra\'fftimenlo). Carolina ,love i! caUivo Orco non •Teate parte penetrò trionfalmente n,r,l1'1rl1tocr1:d1, eeceaaiva, e, quanto alle fai.e, lll'>n'.ll,gli.., rict,.-uta perfino dalla PriDC'iPN" Leli• ,...no, deplorevolme~, 111• e J,'11.&Gu- i.ia e dalla Oucheua di Ger.oYa, lla del amara dai eet\e capelli d'oro>, Pokhl. roto tutti l'adora.,ano. a Torino, nelle pur eeguit.a.ndo a dirigere la 1111. cua puticcerioo di luuo oome nei negozi dtleoo. perfetta 1i1norilit.à, ad offrire rl~ la ptriferia, ed Il matrimonio di 111• vimenti pe;r le mogli dei colleghi dì suo fi,-ha MarMlla 111unte le proporllioni di marito, CaroUoa acrivecn &elllpre. Nel una manifettai.ione popolare l)trfetta• 188.1 utciva II L'impioeato delle ~1- mente affettuoaa M •· nell'M .- li t:-.cio d'una morta•· Carolina, tranquilla, aecuita..a il 1uo n.,.11'8.'e.o La vendetta di una paua >. nd- Ja..oro. Avrebbe potuto guadapare mol• 1'811e 1/otfana del Ghetto>, con un ril- tiH1mo, ma ld~•va, da Tt.ra aignora. l'DO conUnuo, laborloeo ed 1pp&1&.1on1r:• il iruadagno, e 1ien1i•a di do.-er at'li.-ere Il' Ralani. Infatti, tefultlva ad arric,chi, eo1,I, pe.r riapor.deM ad una nec,e,~iti re, le ,igno.re eleganti, ~nando \'eria tutta ,pirituale. L'editore $alani, onn11 o Arturo Gl'af, rilegava.no In muocehi• riochiuimo, pote.va aoocmteotaral d, n,- no il e TrèDO della mo!W • o il II Trion- galarle, ocni anno, a Natale, un g1oiel\o lo dt.ll'araba >. preiiOl'IO, e del rH;to la aign,ora QninQuinte.mo pn:,ee parte alla ba.tt.aflia d, U:mo riceffva re1ah fre,<anentiaumi; dalAriua. Carolina aog110 di raggiungt.rk> ir: l'Americ& dtl Sud, apee1almt.11te, le ar• Afriea ma lo ..,.gul ,rn·- a Tonno, do- rivaT&nO coperte di pill.Gle auurre. me> '"th Ha •~•t• Jata t1na c:arica 1mportan. nili d'oro. t..appeti, quali defettnli oma,- te prneo Il l'anifido Militlff. Non più gi al 1110 cmie . tio,aniu.ima, C&rotin1 raggiungeva una • Una fantina enorme e aemprl' ,;,.,, iu1ponenu di perlclto buoa au.ato: ve- imprigior:atl. 6 vero. nelle IICQrrcttnu 111va IOlltuoaaaxnte. e, <Oll audacia de- di uno atile .ciatto e aleca1e. che tllltl• gia dello ■\l'CI duchtaaf:. li tip1n,ev1 a.e- via la rende,a .«-,bilo alla maua, IOl.o aiuto Mll't.tla,ue. d rapp..-ntò il mondo in1.tro, Londra, Pari(i, NuoYa York e l'Arabia ma 1fruuò anche l'Ulbitntt eht>t'Ol,o-•• e d, lei c1 ""tano una Torino, una •'iN!n~. antiq11 .. ill81• me. e gil anraverM~. come da incant,,. ~Imi, dai primi fili dtl ttlt'fOO'I, dalla <'Orsa dtlle pntn4!' auLomc>bili. Ebbe Il gusto Mila fatalità, della mut:l~rata, ~ i 1uoi tl'òi, in.eattnati tutti da dtttir.i enormi ed intriuti, ,i naecondono, ti ,, .. formano e ti tra.,e.tono. e Je oatene divtnh•no bf,tthiai, i noi.lii bal- ~rine. lt av,,enturieR duche-. 1 bambini bambole, le bamOOle bambmì, le a,·,..ent11riere '1>0R C•~htt e le 1poi,e abbandonate li-.idi 1pettri. Si può fori,e rimpiangere che tani.a irrutnu. di invemdone e di tani.Mia non abbia tro-.a\o un freno, una eolidil.4 o che •I Poqlo lmptriale non 1i inteP•• un italiano più puro. )h. 1tilluat1, 1riluppata, l'arte tli Carolina ln.,eml•io a~bbe forte perduto quella frel('hezu. immediata che giu1tamenle 1ncan1ò le lettrici 1ud-an1triClnf' ed i fom•i torinW. le .. mne. i eoldati, le ,i1nore, le cuoche dti oollc«i, ed ancora o,gi .eduoe i ltttori de.Ile appendici. Ci aiamo vtm1ti 0011~i-ado come le foll& abbiano, Mlle loro 1impatie, quui tempre r-,ione e la 1i«nor• Carolina, che dalle. folle appunto fu adorau, rntrit.ertbt.e una coroncina d'aUOl'Q da intrecd11rRi, con mol«- penne di ~truuo, intomo ad uno dei fam01i cappe.lii Caln,·11tthiò nobilme.nte, d«l1cando Of"l m11uio1 due ore alla 1t11 ac«lftCl1tur1. l!c:'rivendo poi, negliiente.mente, ~ui quacltmeui. atone di attualità 11tmpre palp1tantoe, quali, ad eaempio, « 1:a.,iat,o. re• o e Un delitto in automobile •. o anc:he e La daruatriN di tani')>. Abl• tava moli.o In Clffipa(Tll, ntlla ,ua -.ma ,ii GovonfJ, ortanlua.-, reeite di bent.fl• cenu. 1crl'lendone la trama, m• per ri- ~uardo al luogo ari,t()('n.tìco .ceglif)va lll'mpN IIOfgeui <li qualit.à, e 1..e ti.glie della Ducheua >, o e Il delitto della <.:ontff&a•· I 1uol amici 1ltoloca1i, Jel relJtO, le rendevi.no dne.ua per 11.ne..u, e, ffng,r.ndo di l.gnorare a Batantlla >. e Lara > o e l,1 li@lia citi mendicante>, chiedevano 1tft'ttuoaamcn1e notiiie del• l,,1, e Re~urreti-one di un Angtlo >. Mori nel Hii16. d, una malatli11 al pi, loro che le imp,e,.liva di nutriui. ma non I addolorava troppo, pcr<:h• le permett♦ va un'e,ilitl imp,u.1on~t41. EH>t1 una apoteolì 1m1T,irt.vole, poichè, iotornO al lunu1\e Ji 1111a, al pianto ttei parenti ~ degli ammiratori, la città 1i omò d!:,1 n11nifeati, coloratiuimi. che ilh11travooo· !f!c p,rlhcole tratte dal auoi rom-llr.l C'-o- ,1 un oorte<'J di ballerine fJ ui •,,a,Jaccini la lèortò, IOIIIUOU.mente, ,., rlO la t<lmba. ea&UlllfTlentacome nel finale dei flloi capolavori. MARIA DEL CORSO
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