Tempo - anno III - n. 7 - 13 luglio 1939

,._n I blOGhlNI aono alali Yuotatl. E' la MIia CMII• prr,a .oritta, ..................... un ..... di &alino. O uand-, Glorgio vide il tuo primo raocoolO 1tampal0. comperò due copie dt.l giornale. ripenMndo aJle ~ine 1ul• le quali il rlll«Onto era nato, 1,agine, 8Cr1Ue lebbrilm,ente a Japia, coo tante corre1-ioni, e gil stinte. Però. dirigendoei per il 1>ranl0 ver.o la cua che J'OApita•a, e,:h ebbe cura fh oa'ICOllikre tut~ I"' copie lkl giornale. lr111111u$na, che infilò nella l!Olila ta~. ripiegata alla tolìta pac-ma M:lle e Ultime Not.U.ie,. Dopo la mine.tra orrrl il giornale al ,i,,.-.or AnlOnlo <-he, C"OttW> M-Mptt, par-. l&YI '11 di poliUca. Giorgio non .-oh~v• dire la ,ua verità· e Ma che politica. ,na l"he ruerra o krttmot.i. Qui dentro, e al po,ttA) d'onott, c'è il mio raoconlO. 1-: .otto c'è 11 m>me di chi vi eta ~I \icino, che onore ~r voi••· t: d11ne, t'Ofl ooncuranu t oo~ rirordandoM-i.e allora· e Rt.peW', c'è aWmpato un mio raOCOlltino... Una ~iocchnu •· Il ,u. tnor Ant.orlio am.lM •uhit.o la •u• ltllura t d1Ne rt..t(M,(I • Ah ,I. dov'P l..egJia• mo•· F. ci ,i miM di tutto imJ)f:gno. 1.- •i1t1ora Luigia ,i lelicitan lntall.to col aiov•nt aut.ore e P"'gava il marito di darle il fiomalt più pruto cl1e fQMIJ pouibile. ,,. tignorir.a \lalildfi guardò Giorgio con occhi rid@:nti d, ammira• 1.iorifi e prorui~ d! ltfgeN!t il ra«onto il lliomo d<>1,o.perehti qudla """' un 1,-Uo J'-..•pell.&H e subito doveva 'IP. 111,ni. Soltanto Pif:rino oon ditlf: nulla, ma ai alW e •i miM dietro k! 1p11.llf: (lei padre pf:r • ~f:N!t> il ra,c,conto Quando ebbe lfltto il grouo titolo e il nome di ù1orgio in fondo, cosi bf:llo ttampato, ruardò lì giovanf: autoN!t co,1 ta('it.l ammiruloce, cornt 4fl l'aveue vi•to al br-io di una r-.gaua, eta già grande lui' Poi cominciò • toccare il Il racconto ciorn.ale ai ll'lttll!'ini• ....,.1 delicallmflnt.t ma con impuif:nv., aUirandOAi infine uno aguardo fulmin,nte ~I pad~ che ancora leggeva e non voleYa eMtre di• ,turbato. Quut.o riu.ettò Pif:rino aulla ,ua ae<lia, con cli oochi lru1tatl che ttrc•N)CO in fretta quelli di Giorgio. Il quale, allora, 1i mille appoe~ a ..chtr• u.re col 1iovane amico ro1npen-lone eotl l"impr,:ini.llO 11,•'rilimento. 1-Ug,:ir,:ino in• eieme nel corridoio, parlarono della colluione di francobolli, di ftlm d'avve.nture. e dì altro, lf:tando il di,couo a tinti U4AIU di lotta che ,ubitò ai 1pen• r-vano in ri&att atlettu-. Q\lando Giorgio rientrò nella ,ta1:u da pranw il 1iornale era in ,nano deUa ,ignora Luigia, ma Giorrio ebbe il t.em• po d; acoorterti. prima che la ,ignora lo voltau,a con rapid,tl, che I• lettura r,on era pN!<'i~ot.e del auo raoronto. • Noi ,iacno ignoranti di lett.eratu"' • d1H,t, la •ignora • ma a me Jlll.NIche aia un• novella dtlir.lOM. Per -re la pri• ma. poi. Col tempo, 'led.rete, farete !!Cttl· 1)re meglio. I-; divent.erete uno 11Crittor,t, c,elebre. ForM anche come Rroochi, o e,.Jv,tor Gou-.. .. ,. e lo preferieeo 1ddi• riltura voi anche ade110 » rincaliò il •i1nor Antonio che ~hava que1li K'fittori cha troppo tli pl'tndt.vano moglie e cognata, e alr,1tno voi fai.e delle COM 1)r11vi. più adatte a que1to tempo che è tutto fatto di ~locità • e Buona 11tra ,ignor Oiortio. Non vedo l'ora d1 leggere il voetro ra,cconto, doma.ni. ),le lo laaci,te, eh. Ml raococ:naodo • ltriUò futrendo la ti(llOrina lbtilM tutla im• bellett.ata per il ballo. Il riomale tra rimuto adeMO 1ul tavolo !Kilt.o una luce RnOrl.a.. I l ,i(nor Antonio gil gu•rdava cupido, in un lato del ta'll)lo, ali. e pirole incrociate• che non ouva ancora riprendere. La 1ifn()ra Luigia era ep,arit.a, fof'ICIve.-.o Il letto. Il galW al abò e pa,MI) lentamente 1badigliando •ul 1iomale. e Ma che ragaiu.ccio male1ucatò. }li ha fatt<> far fatica • le(,ere una con eoal bella , ricominciava il 1i,nor An• toni<, contro Il po,"ero Piuioo. e Oggi ne ha fatte di \u\li i colori. Oli comperiamo l'inchiostro e lui M lo butta 1ui calwncini nuovi. Av,t,va um penna ,ti IOfralica e M t•• falla rnbare dai com pagni. Non ci ,; combatte più. F.' ,vo gliato, di,tralto. Come do•evano euw felici i v6'itri ~itori wi1 un fl1lio come YOi.Non tulll poqono avere queate fortune. f.ul nel e componime11tò, è .empre e in~ultlclente •· Ha detto perfino che l'• Iliade• di Omero t una ~tupidag'ine ... •· In quel momento il era• gal.ll.llOC'io,appan-e di nuovo. con I ,uol cape.Ui ritti ribelli ,wlla nuca ,e, ll)llrli ,ugli occhi. E ,iooome non 1li e,4 afug• cita l'ultima frue, auanto, e SI, al. E' una atupidqgillfl. Figurati elle Achille, per il dolor. della mone di un amico. ,. lui che era un eroe, ,1 au-apl)a I ,::apelli e ,i IKit\a la ct11ete addouo. :,; il profenore inal.t.e CM quel IMIPI ll erano ,ci'lili •· B .u.ppò tftlando rapidament_.e il giomaJe di .ot\o aJ gatto polll'one, dando la e buon. nOU., a Gio,a:io e al...,.. J,a van.Ila del pva.ne au\01"' otteneva dunque una nra pieoola Ylttòria, t111almentfl. L'int.t.reuamento di quel ragazso gli aPfl,l,riva adeaeo U pl1:Jcmct.ro di tutti. L•• llillde, una atupidlffine. e 11 ....o racconto oootelo lnYece al padrt, dianr.i, e rubato avidamente ora J>f:r leggerlo in eoliludin4 prima di addorm.f;ll.ta,..i. Lui lo aveva Mmpre detto rhe l'art.e è una oou lngtll.ua, un dono di Dio, una oou di,e, I meglio cor:npre.• dagli «-.ri 11Cmplici com. i r-,1USI, cht dai e cra.ul borgbni •· Si mlM lenlamentot Il cappotto, I• eclarp,a, i panti, presuat.ando la vitta di Pìerioo ...orto 11ella leU.ura "'-1 ,uo raeoontò. lnfatU la ,tama del rac11.10 ua ll. e dal ellensi.o e dall'ombra hnniobile di lui Mduto aol Jet\o. che ,; ve- .-teva att,neno i vetri opachi dt:lla porta, Glorfio ai Mnllva flnalrncnt.e come ,...>C\,lratò. Ma quando ~ntrò per nlu\arlo, tro•ò Il HO giovane amico hnmerlKI nella lettura di un libro, 11,uo ciomale eNtndo buttaW là da una parte. Si avvicinò di 1111).E. ra un libro di Sat,ari. Aocoraw, docn•ndò ch,,iar&mfflt.t: e .E il 11M:C()(ltl- .noP Non lo lt(glP». e Ohi E' una noia• ri•J»M fran,co il ''fut0 oon aria dol• cinima di tfi,ia e Noo dil'$1 cht • rno1lio dell• • Tig~ dt.lla M.aleai.a •• no?•· e No. No. Hai rqiorie • riconobbe ma• linoonicament.e Gior1io. E non ~ fare • me.lO Ji aalutarlo con t!Uteu.. SANDRO PENNA

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