Tempo - anno III - n. 7 - 13 luglio 1939

,. I Viktaa Y~~~ C!/':t:g,~ ::\~;~•1•~:· ~t i~rt!t~:• uun".* ~~~al:: =•~:~: d er~ff~~,:e~n if 11 ~ ! 1 10:-:~~ 11 !~. ~iul:~i'~1"·1.'i: !,: rigll,'io, e, obbhgava ad 11na _U, oietli ricamata in due lmt.t: 10 d, alcune ore in que•ta dttà che lol)IIOdavvero mollO mio1,e. Cucoco11elamo pochiu,mo. e dove condat.e di r...,chi, di inN.lahere non abbiamo amici. Le atrade e padf:lle. due doone 1t.av1u10mail erano bianche th IIM))t, e dewerte. itiando. Er1DO urnaln1~nt,,J ~,u...-, ~uti all'ombra. c•\d11!JS1ma e n1ature i&d irw:oronate di caJ)('lil gre\'t, di 1m ca!'fè .ott.o i J')Ort~i. ro,.,,,1. l,e vHti da camera chiar1' e i::uardt.vamo t noatri gela11 1e10- s,ualc1l<', le ~le #ICO!)@.tt,i,,~"- ,-herai malinoor.icamentr m hm- te J,.. tltU' ~ioline ,_h HldON", ghe lacrime tcial~. e afoghavan10 le collane de11tmate ,• ~nere 1tiomali ciuadim, che. pu la 1h- et;rti ventaglie111 di e-art&. e, n,e, veru. di!l.p,o8i11one11pogn.tlc111p.er lor,> volti le ai~l1ri d,iau.t di i con\inui riferimenli a vie e per• cipria .curita, di belletto 1mpal• 110na31:ia noi 1100n01Ciuti.aurncn- Lidito )l('r jl calo~ ~a,.1vo. lf' ta,•a1W>la no.tra impru,11on,, di ,lne darrlfl Mtride11doti oon la boe. MlOnfortato d,aagio: arrivammo, e• anC()ra pitna, ti M;:muuono aurave.,..o alla no.. elleu.,, la ero. appur.\o per il loro ahtmrliame11naea ed il 1:011t1ano 1port1vo. ti• t,J, im1i~tendo IIOPrAttuno 1111latno qli llllnunci econoo,ici. dovt. to l"he Ri erano toltfl il bu1to. per Ira ll'li "()g11:e1ti.. ari•· leggemmo 11,ett.eui in libertà. cl,e una oollttion,o d, htU1ne (;apodimonte antieo era poata ,n vendita da lady Comel111,de W.• in una 1trada J)t<M111naal no.tro ..a. n~ Noti&1a l"08i piacevole, da invo,;liare, ad abbandonare' i ,,.1,11 e avviarci a11bito in dirf':1ionl' dl>lla ca .. di lady C'.omeha. l,a eua indicata dall'hu,el'1.lone. tra peM pnva d, ogni ele,nento ari~lotratico o roma11z.uco, • la portinaia ci indicò lde4j:no•f111K"n«' la 111.'ala, •nza nepp11~ IIO\ltvar t:li oeehi dalla -ciarp-. di lana n)M& clie aferruuava con evi~l'lte i11<,hffere111.a per la 1tiog1one. e& min<'lamrno a .. lire, 111 una i» l'lombra dt.naa, ~e il lulmir.~ p&$U.Fe di 11randi gatti btanc/u rentleva partioolam~me temibile un odore di cipolla, C-olonia, ac,- do lenieo, e di quella .equa r•• gia cl,e ai rhroYa in certe vemi• ci per mobili, ed in oerti unalt1 per unghie, faceva auppor1'$ una J)f:rfetta alfiniU di guetì tra tutti tli inquilini; 1111 I biflietti da vitita att.ccati ad ogni uaclo oon quauro pur.tioe, t.ru1111\Ciavano aen1pre PMfe..loni e titoli diTer1isehni, epeNO eaotici. e 1ali da ,piegare per ciucuno il -io,ere di abitare al CflTltro, per oomO<litàdi clientela. Co,ntammo du~ e ma• teura •· naturalmente diplomati. quauro mae.tre di lingu.,,, un in1egnan1.e di &aqQlo,no ed UDO di bridge; c'era una tola tar11 d'ot.- tone. folta di• prof.• e di e dott. •• the decifrata, <'Ì riYelò f'""'r l'in- .egna di un rinomato calhtta l'inalmenLe, al qu•rto J)iano, tro ... .mmo il nome di ladr Corn&- lia de W., il carLoncir.o er• abbreviato oo,1, • ci luciò perpleni da- .-aoti al miti.ero di un no,ne certa-DI-e illuatre, tanto <ehe tuonammo coo e1ituione: m• la ragau..a in vut.a,lia, ,~mbiule e aandali che ei ver.oe ad aprire •P~riva al oontrario, perfetta• ment-e dilinvolt.a, e, annull<'lando che le ai,nott ,,,,.ano anoora a I.avola, ci fece entrare in un Mlottino •rTedato alla :urta e -. mibulo. Tornò quaai tubito, imperioumeote dicendo • faTOriLe•· e ci precedette. lur-co un corrldo• lo oae11ro, verto una porta. che apri bruacarnenw,, luciandoei quaal aooecaU dalla aran luoe ufr,a che illuminava la uJ1t1.a da praJW>. Tra due di que,li toonnl mobili oari comuni nelle • caM 1-'M'flu. molto nido, akune m~ 11ehe OP~ • lucide vola~.ino OKlinatf' 1111llapadt>\la oolnia di .caml)Ì frini. 111 oerte 1trio,cie ol~ dtlla '°"11!'.li• r.- ftnulra 111pala11• cala mOt1t.ravaun ~~fl'iO qua~i afri<'ano di lf'UI divorali dal tolt> I.@ due donne 11tt:uitavano a rnar:- 1:u~ ,-orr;<lenti, mpnt,.. ,,. donie- •liça po..-..... l'lUQvi l)Mll indugiando poi a ruaNlatt,i, C'Oll le mani incrociate dav,nti. e peri,e tra le P•e«he <lcll• Yelltfl'ha. &-duti aull'orlo df:lle nOl!ltNlltfl'giole, balhett.vamo conlu!llrnentt ourf ftrroviari e tpitguioni rii o«ni «enere, augurandOC'i IIOIO c-he lady Cornelia ci la11eiH"' partireo. pur ig-r.orando quale delle due ,.,.eue diritto al titolo. li• impro.,.,,1eamen1.e •1utlla che ~h1d1cavan,o maggiore d'anni. • foue anche di d1gniUi, affem\ la mia mano ti• ni,tra. con la a.ua, pilli'""• ~11,da, tmaccl1iata di elelidi e di «n1alw Con un ,·euo tutto mondano, n1ormorò che ,roJeva leggermi la vita: era nata in Oriente, oon011oOe,ra i lfljfreti. io ero un tipo Yeramente lntereuante: e subito, pronuncillll• do gtt,ve ed iooe.rta., ml annul)('il) il viaggio. la r.emic• bionda, l'eN!oelità,mentre l'altra. oon le lltt14lt oerimonie e la atev.& difettou pronuncia p!'fflic,eva l'avvenire a mio mArito Finirono quui aubito, del ruto. Ma, lqatl ormai dall'alto di gentileua, ed anfl.io«i di vfl<k"' le tu• •ine, non penaavamo a partire, ed a.u,1t.e1111t10 allo n•olgenl del p,a. •to. Solo quando la cameriera e\J. be port.eto il cafft, in d••e chiecM!• re a.bre,ocat.e, otammo far parola delle nottre •pett.nie. Le tre don r.e a.i miatro a ridere forù, le tre ,uti da camera ai aprirono perioolotarr.ente, ,ui petti ruaaultanti. Poi ci guardarono oon Ji•preu.o, di-.e,o che aT?fllnmo doruto <'•· pirlo ft.n da principio, l':tnnunc,o era ttato redatto • quel modo per ditcre:Uone, per • .. TOir-laire >, le tole tau.i.ne di e... at.niYa»o predll.Ule1ne al loro cal!P. ed il oo- •tro debho. pt.r la lettura della mano, era di lire IO ciucuno. pl\1 un rieo,dino alla e •l.ar.<moa • che ci av•,.• aperto l"1.11clo: p1euo ye,.. ramenLe modetto, per ut1a chil'9mant-e famou. quanto lady Cornelia. Le mo.che ,i erano raccolte tut., te in fondo alla padell11., l'ana tra f1nua. ed acceaa.

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