Tempo - anno III - n. 6 - 6 luglio 1939

,,. L \:=11 •~n:!~·:n'!· :,~i: ~·:: ,.,_ ed imPOrt,nti, clMI oon rmM'I· v•mo a diatiniuene oon pf'N'ia1onf'. pe.rchè non klllanl-0 aoimith•••no 1r, loro - dovevM10 eNotre aonelle o CUjlflne - m• UNV&llO lnl~ itli ,1eu, pa11telhm. ~ &te.\.ie ciprie, oc,.te, • 1li •lff-fl voe•boli. i~pirati m P'ni uguah dal giornali uol()l'i111,c1e dai d1M:chiamuieaoi. Inoltre. ai .c•ml)lavano i 11r1nc1pali capi del loro Juardaroba.. quali rauoit-tti alla pa,eA&oae cal101W:mi alla marinara: e tpecialn~n~ un •ul.o cappello di pafha anunMlH i1np0runaa di ol!Orooa, poiehl! veniva u11ato impar~ial""'°n~ dalla rancmlla ,:,he in q1uil mon~nto ne av,_ mag(l'lor hil()(no, per appa. nne bella ed eleganle all'li oochi di un J)Oqibile marito , .. pitti0la .fpiagsia tt"OllOHHCa "' aa.uoea. dlqtava poco. 1nfam. da una ,rrande c1tt4 marina. e, """° llln.l:OJ>Omo, ,:h aul-Ohut porta,-a110 dal «ntro 11na flttt<'.lla folla di imp1.-ii:111e1 prof,-~•1011111ei he •emvano là per tiumre la t'Ol11.r.1(1nal(' t>ag-no f!<.I•I ril)080. <Vl'I le no..tre Y1cme. ehe dalle nove d.-1 m111t1no ~i arro,,t,vano al Mie, tra N1M'1ni. f:'.,ammofooo. ed un ~rto nuni.tro d, gio•aneui apellah dal IKlie. oolphi da IM'lle 11:io•anil.- e dall'amaro de~irlerio di ,c>mi(l:'.liaNIa Ty,o. ne Pow,-,. modifka•ano, il loro oonleg,10 appena " av•lt"inava l'ora rk>it:liarrivi notev(lh. e ooprtrl• dot.i l'ima. acop"'ndo•i l'allra a te- «mda delle 11ropne J)()Mibihtl e dei propri difetti, apr,yano ocehi languidi e falgmen~ aqonnat, sui nuovi Yenuli, menlre i gioYArn>Ui ,,Jen1.10M.1oente svaniv,-no lm,,.,ammo coe:l a ~~re l'a\·. voeato bloni~ e calvo. <'ht ~• legava ,ul capo un fn110le1to turchino. alla Nlrura; NI il gio•ane met!W:-0, tranao-.ente !unito, e m&gl'i~ ti100; e l'uo"'o anziano, di ,ingol11re vil~ìtl. che •ol,.n1ieri ue- ~iva e»rciii ginnut\('i, t rM'C'Ont•"a ,torielle lf'f«ecrnl"1~ au<laci. 1.'alle.-ria e la leJt~il.\ che le Quattro ra,aue <k,d1cavano. N1nf•1• ~mente. ai tre uomini. erano appunto i.li da oonfondel\.-i le idee no11 meno dei OO(lluni omamenti · tolo il eappello di pqlia. ed il fat• IO che I.oli:, lo lldopra,.w per andare io bare• con l'ay,•oeal(l. ed Arma-t'tderica per falire ,una ro1-0nd• con il dottore, mentre n.. bene lo eru~va al rn<>n1entodelle fotografie. che la trowa.-aoo w.mpre 10,:,anto all'Uomo Vìll,:,ao. ci illu• mina.-ano un POCO, Quanto alla quart• fanciulla, non aolo ignorammo per eempre 11 auo DOl'l\fJ, m• 'lnche la ver• fattia. lenticJioou, come Quella di 1..olly. f'I.I il oolore di Quei ~uoi capelli, triallutr1 conle quelli di Babelle, le r.ue gambe pelOM t(ll)Ml quelle di otnna-t'edfl. rie., lonnavano un in•ieme ta.n1.o mimetico. auorbito <iaTh:, ,fondo, che avrf'nlmo dubitato della eua ui,ten:r.a • non av'4ai!ll9 1empre will.O, al mattino, quaUro CO.lumi •lui ad uciugare wll'necio della tabina. I «•orni paM&•ano, appe.rentem-ente t1enr.a mutar la ,1tuu.ione delle no.tre Yicme, a""icinandot.1 I• ftne di luglio, comin"iammo a cogliere parole. commuubili e mi• ~tertoee, che annunciavano i p.-.. ,,.ratil; di una oolaiuooe da roao-- Jian.i 1mlla 1p1affia ,tena: una l'Olla 1i d,c,e..,a •p~nk1. H! f&gnorl• ne cridavano mvece Utlrprl.:-e par. ty1. ma ci ,,.,..e d, capire ehe •i trauava de.Ila ate.- 0011a. Ci parve anehe che l'a••en1men10 do.-.~se r1Ye11ire •mPOl'Unu afllla1 ma,g,o. re. e ooinc1dere eoo l'am1un('J() d1 u1M>o. foue due, o forw tre, fldanurnenll. e, poiehi i Ice uomini YOJen~roumeote olfrivan di contri• buire con vini, polh al"l'Ooltiti, torta di penna e fra«olf., e l)l'rtlno •elato. 1mrna•inammo l'aecoMO ,-ia rair,:,unto. c--1 per una l'f'tt1rn•na la YCleedel ma"' e de,:h amobua fu r,tr noi IIOlfO<'ataila lk>..,...rir.iom eh ,n,..late n,ue l)opo A<'<'onh lu111tl11 ;> lllinu110- •i. 1..olly aYttbbc- prov<re,luto alt.i pina, Anna-FNlerlca alle uova rip1e11e,Rabettt, naturalmente. al, l'inuJata n1u.a. menlre la tlll.l.'lllatka Quarta ••nel>be ceMo portato ahtt u(lva. altr'f' pn.u M allre in• ~•late. tttlte par.imoi,io,.e tultP. 1piec1e. e tali da poter lo '''"'° dljlfllrarn. la11.Ciand(al i <ti•1imi pr,ile••ìoni•ti n fll"oc,delle ~pe,~ malll'.- it:1011, arri•ò lh1almt11te 11 grau giorno Ce •~ aecorgenlm<) 1ub1to, ,·Mendo i pttparatiYi rlellt. ,..-ur.e. un tavolo !>041o Il davanti era ""lO ooperto di una 1ova,rlia neamat,uima, c'erano alcuni fiori ,n un vat,wo •li mam~ll•ta Cirio. acNlralameote vuotalo e pulito dal• l'ttkheua. ed una 1lome•tica c:am11'-&'nuolae •balordila Mava in un 11nit:olo con un "'°"IIO -to ehe &\"eYacontenlllO le tlOYll;lie. C'era anche un lll'<'Ondo capp,:>Uo di paplia. •u una 111!',tKJolae la proln• •iooe dei pa1tellil'li e dei torri•ì an(luncia"l'11 m tia-cuna un'in110lita allecrn:ta, '"OM>lurhata d• e.!'rte f:'.ro!Oflofl>o•ol.~l 1~llat1tt eh" cor~ Yan ,in11tre nel cieLo, e da ttrti VtRli impetuo•i rhe inctt~pe.utio il ma,re e facevano t"'ma~ i.. tfflde. C'era poca Rt'Hte, infatti. ne..-uno faeeva ,I bag-oo, tolo i gklvanetti equallidi ed antloti " tuff• vano urlando. fol"!le Jlotf rKlooquitlare le quattro a1niehe rhe ron•i• <lerava,M) i11fedeli e raUive. Poi an. <"he loro o1i artt,.,..ro, n•P~t1rono , maglloth turcJ1loi ehe face.-ano la ,:iomata dttiu.111e111eautu11nale. I.a 1-0,·a,:lia. mut1lmente ltnnata da ftl'OMe pietre, ••olau.:.•a, goecle u.lat::- e pioveva ,ulla p,ua e ....:ll in>!.llata hl► .. , la ci1)r1& r1aJ.. la ., . .,,.a bu,c:vno d, continui rit ,çehi, e"' ,.,.i,elt.ò 1·autobu~ ol!O'• un 'anaia .,noro.sa e freddol.,... .\fa neNuno -· 1A aealelta ,le.erta. le fanciulle la<-quern per u11 momento. poi Loll1 ntie, di.- che carn::hi come erano di pacchet,. ti. e,i,rtamen1e avevano pre,o un tau.I. A~Pfltarono ancora· la pir.&a. e l'iou.lata ru.,.., de«tinate ad al• ,neno sitlte peri'Qnp, appanvano fl· 11:antur:he. ,ulla tavola 10li1aria. Il 11ar .. ed il e1elo erano ,porchi. l'a- "• livilla, e fati~ a«li oochl. lnflnt'. 1er.o l'una. il p,a.d?O<ledello ~tabihmento •i alfa,:,,ei6, dal pilUIO "llP"'riort. fett cenno ,dle raga,4.e - Quei ,1inori dicono - grid6 <+il' ••1,>to11tempo, non •engono. L(lliy 8i tolw • .eoi.a ritl.-1~,e. il l'appello di te~na. Rabette dt~ aJ. cune P'JOle che llOll eapimmo. Ann••~·t-<~rica riearicò il gram11M>- fono. amaramente. Poi Ndetter..i tu•:e P quatlro, mangiarono. ,,.. IM'.cnatamente, l' enorn~ m .. lata

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