A Sll&on, nell'lncloelna ,,.not-M, I poueuorl di automobill apert, 11 lam1ntano per Il pooo rispetto ~h• 111 lncllg,nl dimo1trano v.,,o 11 proprietà privata. ~a M e dormire in piedi > l afferma.. :i;iooe pt,radouale, non t però 1}ri\·a. nel fondo di un ■ignilicato umano. Colpito dll IOIUIO, come si può euer oolpiù Ja una b-lston•i•. l'uomo ■i getterebbe dovunque. pur di ceder diate■o,·e dar 1foa:o el bi■ogno di dormire. LA j'kMitura ll(()n1oda, il luoeo dìaagevole, non hanno I• minima importanz.a: preda del IOllnO, l'uomo 1'abbandOlla seni.a pudori. Ogni freno inibitorio -«impau, da lui: egli perdo il a,enw del ridicolo, è pronto 1 far ridere chi l'ouerva, per il modo b\lf• lo <'0111e1'a«a11tuccia, o per il modo &trano come reapira. In un treno affollito, ,u di un piroecafo, .ouo una tenda, eiaacuno -glie 11 proprio postu per dormire, rubando egoi1ticamente t.pa~o al <"Ompt,gno. E le lotte piì:a as-pre tra gli uomini. accadono qu•~i a,empre per cauta del dormire. Tn tre persone due debbono tra.correre auieme una notte. ce n't aiem• pre una che dà moleatia agli 1ltri due. E' f1tale. Che ti• un biqno prepo1ente il dormire - fenomeuo che I medici chi•• mano rilmioo - lo 1Ue1t.ano non eoltanto gli uomini nella pratica della vita, m• anche i poeti nelle 1ublimaiìoni della fanta1i1. Nel eonno ,i rifugia la 111011• te ,tanca di pen .. re: llypoot, il Dio fi. glio dcli• Notte, t iovoct.to dal poeta g,eeo; IJypnot largi~ IODDO, te00ndo Omero, 1010 che 1i pruenti. E in euo potere IOllO non 10\0 gli uomini, ma anche gli Dei. Giù giil, dalla letter1tur1 latina, fino alla letteratu,. contemporanea, il 10nno, ora raffl.1urato in uu ;iovinetto dalle brevi ali alle tempie, ora in vecehio barbuto, aaggio e tapieote, ora come M!mplice parol1:, sonno> ha 11empre trovato un luoro iu cui rifugi1ui, 1i1 un verw, ala un capitolo di proaa. In una no,·eUa di Ceeoff, Il IOODO a'impoueua come demone della t.mbinaia V1rv1; ad uu u~ide il fanciullo che le inibì-, col pianlO, il ripoao. E' un ucropio. )b la letteratura romantieA è ple:na di esempi del ,~ere. I per.ona,rgi, della m1ggior parte dei romansi. 1i vruenu.. no al leitore, utet.ndo dal letto , indoeundo una 100.mOM veate d1 camera I.e loro prime puole, rigu1rdano natu• ralmente il IIODDOinterrotto da un pen- •iero dominante, otteHionante: il peo• ,iero dell'amore o delle morte. E in eiO di«ndo e■li mot\rano poca 1tim1 del 10nno, M è vero che dormire è un poco monre. a. A Hon1-Kon1, QUHlO• coolla • dimostra ùi• la mancanu di PHMUlfl non 111 QUHIO 11nclullo di Tlltl, 1·11alHtO •Il• cinque d•I m1llino per 9CC(lfflpa1n1re 1o&II• ,onno; 1nri •• IOSt• 10 1nvo1na a re1olare I oontl oon la sua 1tanc1t,ua. 1a madre 11 mtruto di Plpt,ttt. M1 Il 1ppen1 arrivato elle Il SoOnn<IiO l'l:l vinto.
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==