flUME E' LA LUNA O l,.ùl•I•, ,, 21 luglio 1920, _d'Annun,ttO, ,ieua IUt. ''. ~te di l'Ql1t&u•l:u,1c, •li t,',ur,,>J, firmò lt. mia nonnna ufflc1ale. a R1p1mceen\ant.e dol (",.)mn111lodcli" (.;i'J.l. prPo.0 il Gover110 della Repubblica Franeue, più volte fo ero @'I,\ i.tatu invit.ll) da lol ain dall'oUobre 1919, a wguira la Cohftrcnu tli Parigi • a gt:,hi\ire i c..,nlaUi eon tutle le rapprucnlanze (non ric<»io•dute, a'lnt,mtl,·). di •1mi ro,10,li che @pitravt.no di ottenere dall'aulico Con..es-,o 'il rioo11r,-.1lm~nf-1 ufh,:,i.ll,· delle loro t.ut.odecl,ioni. )',irlmpp,, le Mlr\1 futura della Città erano irit ,tate compro,oo•..- ,:n dall'aprrle dal Musaggio di Willl(m. r.e.1 quale il Preti<~nte degli ~Inti Ur:ti (la coi iguoranza giN)l!:raflea non doveva euere 1uperat.a " diat.&nza .,Ji ti• i'anni çhe ria quPlla del auo collega Roosevelt), dichiarava che Finn~ e vn-1 nel 1uo in11eme non è italiana 10a è slava e che la m11gior pule dr, 1,0: abit.anli MmO ,lavi, e che alla rh-endicpione di ••h:ame da parte (l.,Jl'J1,.:i.1 10no contrarie la J)Oli1ìc11e la giud.i&ia • t:omfl avrebbero polu!O. ad una Conre~n,.. in cui i deleg11li it>11ir,, i r/\1)- prt,Mntavano fatalmente la J)llrte di agnelli in meno a 11,udoro'i lupi. 1),·U.N' i valori idoli sulla bilaneia dc.Ile deci1ion\P 11 aolo enunciarli nNlhho equi• ., val.o a reeilare ,Jei nnl t.lla Bona di Parigi o in Wall StreH. In fi'altà le 110rtidella Confere11sa erano ;,ftld-.te ad un fali,o dlu11,inal0. manovrato Ja Jue perfetli cinid che 1i chiamavano C1emencea•1 fl Uoyd Ucorgc, i quali n<,n t.v4lvano alll"O scopo che la ripartiiione fra le loro due nuioni di tut~ le krre ancora disponibili del globo tur&cqueo. l'ct quel ct1e mi riguardt.va, tolleei\.ai non appena giunto a Paiiri, ,w ('()1loq1.110 da Clcmenceau, che avevo t.vuto ooeuionfl di cono1eere personll• ment,n quakhfl anno prima. Ml fece rispondere ehe era Je90l,1tiuimo di nOn J)Otf!rmelo a('(!()r<.l:u-<>; che del ret!O, d'un colloquio col RapprtMntante di un poet,a non vedova l'ut,litl, u.w,ndo Jlf:I monu~nlO troppo oocu~to nel ritolvue deJJo reali! cho e,ul•v•no d•I c•mpo della poe,ia. Prtg•i il .egret.ario, che colle forme pii) «arbate ,n'•veva tru.mt-aeo questa ironica ri11po1la. di f•r pn-11JCnlfall ,uo principale che, poiehè egli 11veva clii•• malo J. 0iume. e la luna•• e poiehè da 11COOlia hma era riHr,t.t:s ai poeti. non ,1.,.,e•a 11tupiui chfl un d'Annuniio 116 ne ooeupaue ... e la OOCUJ)41'6e. E. oon •1uulo mediocre gi,xo di parole, mi aecomiatai. Fu quello il it0lo eontalto, d'altronde auai in.tiretto. ehe io el•bi cua mie, dt'gli uporu,nll maggiori di quel Con&euo, lo cui deei,ionl tolenni do ..evauo più tnrdi e.Nere tra•olte e po\yeriu.ato dalla Storia, e la cui creatura J)tcdiletta, quella Società delle Nazioni elle oon leggera pa.rafta,i d'un celebre veuo di d'Annunzio potrebbe ener chiamata: ,lo,,,,.b..,._,o-b-di.,u,e "• il Ulft..w ed ìl R~ 11,d .. -io• d'lvova dare tani.e e C01l palui prove de.Da 1ua ridicola inipolenu. Tom Antongini , .... .... ,...u
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