Il piccolo Hans - III - n.12 - settembre-dicembre 1976

ne, accede alla forma, proprio attraverso gli echi lettera­ ri che rammenta. Da Marlowe a James a Browning a Shakespeare a Chopin, .Ja macchina letteraria viene messa in moto perchè produca il nuovo organismo. I frammen­ ti si fissano in un corpo; dal cumulo di immagini frante emerge la nuova forma. La citazione è l'artificio fondan­ te la lingua eliotiana; la sua funzionalità compositiva conduce da una parte alla tradizione, in quanto comples­ so produttivo cui attingere, e dall'altra alla tradizione in quanto specchio, sguardo strutturante lo sguardo che guarda. In entrambi i momenti la relazione oscilla tra narcisismo (l'endogamia di un percorso tutto dentro la serie letteraria) e alienazione (la nuova formazione na­ sce alienata, in quanto appunto citazione, cosa lettera­ ria, feticcio). L'alienazione è al fondo di ogni relazione con la realtà (poichè la realtà stessa è cumulo reificato di frammentkose), e con l'immaginaziione, perchè, l'im­ maginario è già tutto costruito nel patrimonio lettera­ rio. La Signora del Portrait è dunque, inevitabilmen ° te, !sabei Archer dell'omonimo romanzo di James; come la Dama di Una partita a sca.cchi non può che raccontar­ si nell'immagine di Cleopatra, o di Didone. 2.0 New York, 15 dicembre 1922: Una Partita a Scacchi. 2.1 iLo spazio del racconto: l'interno e l'esterno 2.2 La scacchiera, il balcone, la tomba 2.3 Capitalismo in una stanza 2. 1. Lo spazio del racconto: l'interno e l'esterno - Borges si chiede, in un qualche luogo di intervista, che succederebbe se il cavallo, continuando la sua mossa di fianco, saltasse giù dalla scacchiera? E' la domanda che si fa la Dama eliotiana: « Che farò ora? Mi slancerò fuori come sono, e percorrerò le strade con i capelli 112

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