I centri antichi della Campania dei centri stessi. La decisione sul dove limitare l'intervento deve derivare quindi dalla coincidenza o dalla composizione delle due diverse istanze. Per quanto riguarda il primo aspetto, una ricerca in corso 2 per le province campane (Napoli esclusa) sta analizzando at,traverso quattro gruppi di elementi - demografici, sul tenore di vita, urbanistici e di posizione geografica - _quella che potrebbe chiamarsi la « vitalità potenziale » di ciascuno dei circa 450 comuni esaminati e pertanto la possibilità di una loro integrazione in comprensori funzionali. Questi elementi, opportunamente elaborati in indici complessi, porranno in luce le due condizioni essenziali perché un centro possa trovare posto nella nuova struttura territoriale e precisamente: a) il livello di « efficienza interna », quale deriva daUa presenza di risorse produttive locali e dalle caratteristiche della struttura urbana; b) il livello di « efficienza nel sistema » quale deriva dalla posizione topografica entro un più vasto sistema territoriale organizzato. Per quanto riguarda il valore culturale di questi centri, altra ricerca è in corso presso la Fondazione B. Croce di Napoli, nell'intento di individuare quei valori storici, artistici, urbanistici e naturali che appunto devono decidere della loro destinazione. Prima di preoccuparci di come possa intervenirsi su queste particolari strutture urbanistiche, tentiamo ora una sommaria valutazione della misura del problema cui si dovrebbe andare incontro. In teoria sarebbe sufficiente prendere in considerazione le sole strutture esistenti all'inizio del secolo attuale, ossia al tempo in cui la diffusione del cemento armato e dell'edilizia verticale acquistano proporzioni lesive dell'ambiente. In effetti, però, almeno nei centri minori, sia l'uno che l'altra tardano molto ad entrare nell'uso locale, per cui anche l'edilizia della prima metà del secolo può essere inclusa, senza gravi inconvenienti, in quella tradizionale. Questa assimilazione è d'altra parte una necessità operativa perché le rifazioni, le sovrastrutture o la costruzione ex novo del primo cinquantennio, essendo profondamente infiltrate all'interno dei nuclei abitati, non possono ormai essere considerate separatamente nelle soluzioni urbanistiche ricercate per questi. In questa occasione, la dimensione del problema dei centri antichi in Campania può ricavarsi dal Censimento delle abitazioni del 1951. A quel tempo, il boom edilizio del dopoguerra era ancora agli inizi, al2 Detta ricerca, dal titolo: « Condizioni attuali ed assetto territoriale degli insediamenti della Campania interna», si ·sta svolgendo presso il Centro di specializzazione e ricerche economic~agrarie per il Mezzogiorno di Portici. 59
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