asco. tt . 1nerv1 partecipavano alle manifestazioni e alle assemblee. I leader parlavano di trotzkismo e stalinismo, ma io ero piuttosto in sintonia con l'altro mondo, un po' surrealista, artistico già allora, che si avvantaggiava delle rotture provocate dal movimento nello statu quo ... perchè è proprio lì, dove c'è il dubbio, che inizia l'arte. Inoltre la qualità del dibattito era molto alta, anche quando era contro di noi. Era molto diverso avere contro un Pasolini invece che - che so... - un Alberoni, il normatore del nulla. Torniamo a Marku<1, la co<ltruzione vagamente polizie<1ca è una <1celta commerciale? Il giallo è un elemento molto autentico, non artificioso, che serve a ripresentare la realtà come un enigma. Ma ho voluto togliere l'elemento infantile, consolatorio: il buono che risolve la confusione. L'investigatore e l'investigato sono, in fondo, la stessa cosa. Ciò che cerca Markus è fuori e anche dentro, un'indagine interiore. È un giallo senza consolazione ed è molto autentico perché serve a ripresentare costantemente al lettore il problema: è paranoico oppure ha ragione? L'immaginazione, o il pensiero, è qualcosa che ci aiuta a capire la realtà o che ce ne separa? Sei un lettore di genere? Non molto. Ho trovato alcuni gialli che mi sono piaciuti, ma sono un lettore di grande letteratura. Quindi non ritieni che la letteratura <1ia morta. in furopa, <10<1tituita dal genere nelle <1uedi vene uorme? Canetti diceva: è un'idea meschina, l'idea che la letteratura sia morta, gran presunzione. ogni generazione qualcuno che lo dice. La letteratura non parla come si pretende che parli. In genere l'arte è un ponte verso il futuro, magari fossimo in grado di interpretare tutto quello che viene prodotto oggi. In realtà non capiamo molte cose e certamente alcune superano il mio punto di vista. Terra terra, uuori i nomi degli europei de<ltinati a rimanere? lan Mc Ewan, Havel, Kundera, René de Ceccatty. Tra gli italiani ci sono molte persone che rispetto: Del Giudice, Lodoli, Ortese, Piersanti, alcune delle cose di Tondelli, che il gruppo di Linea d'ombra ha snobbato e invece sono importanti; perché Tondelli è stato il primo a capire quali altre frontiere si aprivano sulla letteratura, sul mondo fuori dai licei, sul fatto che il contatto tra l'Italia rurale non urbanizzata e certe città di provincia produceva la droga. Infine Biamonti, che è un caso abbastanza raro. Perché? Dimostra come quasi tutta la letteratura del '900 andrebbe descritta in una prospettiva rovesciata. Mentre siamo stati attenti romanticamente al manzonismo - cioè se avveniva o meno una centralizzazione della lingua - in realtà se si seguono Svevo, i siciliani, i liguri, gli emiliani e persino i toscani, appare chiaro come nessuno sia andato alla ricerec1di questa centralità. Secondo me la letteratura del '900 italiano è una grande letteratura di province. La centralità, questa lingua che omogeneizza le borghesie e che crea il pubblico del romanzo eccetera, non s'è mai veramente data. Ha funzionato piuttosto una specie di difetto di questa centralità, che si è rivelato molto più produttivo. È una letteratura che dovrebbe essere considerata come un puzzle, in questo è molto diversa da quella francese e inglese, attratte dalle capitali, centri economici dello sviluppo e della cultura. Dunque il provinciali<1mo è una caratteri<ltica po<1itiva? Sì,molto, io lo vedo così. Soprattutto per l'Italia dove è il dato più interessante. Tiene aperta la nostra letteratura, che altrimenti rischia di essere una semplice appendice, qualcosa di secondario, un poco in ritardo rispetto alle altre di cui abbiamo parlato. Proprio grazie alla provincia è più stramba, strana, originale. Com'è l'Italia viMa dall'Inghilterra? Ci sono alcuni aspetti molto deprimenti: l'informazione sembra crollata, i grandi quotidiani sono fatti molto male. L'Unità ha avuto un bel periodo negli ultimi anni e ci si augura che vada bene, ma è molto vicino a un partito. I giornali paragonabili a «Lemonde», al «Guardian», non sono così vicini a un partito. Dovrebbe essere il compito della stampa libera e quella italiana è andata molto male. Esempio, la politica interna ... ci sono otto pagine dedicate a questo e i cronisti si annoiano, nell'annoiarsi ti comunicano la loro noia e non sanno parlare del mondo. Arrivano gli albanesi e non c'è stato un giornale che sia andato a cercare un esperto di letteratura, di cultura. Vanno per la strada a chiedere lei cosa ne pensa? Lì hai veramente la sensazione di trovarti di fronte a un populismo devastante, che guarda da tutte le parti, che ha varie facce... Il crollo dell'inbormazione è il <1intomo del crollo di una wcietà o vicevena? No, invece credo che la società resista. Ma le risorse che ci sono nella società, non hanno nessuna voce. Un esempio banale: nelle interviste e nelle presentazioni che ho fatto in questi giorni a Milano, a Bologna, a Roma, a Firenze ho I •··· sempre trovato tanta gente che vo eva .V parlare delle cose, che quando entri in un dibattito ha delle cose intelligenti da dire, ha delle domande puntuali, gente che ha una testa. Equesto forse - per delle ragioni complesse - anche più che non in Inghilterra. Dove la cultura è perc~pita più come una cosa altra. Quindi l'Italia vista da fuori è un misto di buone e di cattive notizie. Molto male l'informazione, molto meglio il paese che uno vede quando ci viene. È molto mal rappresentata ecco. E c'è molto poco interesse da parte dei giornali, ad esempio a riflettere sui dati, c'è uno sbatterti in faccia i dati statistici, molto spesso senza interpretazione, un po' anche con uno spirito scandalistico e terrorizzato come se fossero già loro una risposta.
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