altro colpo, questa volta per vendicare l'uccisione di un amico. Da quel punto, tutto il resto non si allontana da territori già battuti: ragazze che lo trovano irresistibile, insaziabili appetiti, spaccio di droga e tradimenti, elegie per amici morti, minacce agli avversari e l'insistenza sui valori autentici della strada. Ma dove Ready to die era ricco di tensione, Life After Death risulta più accomodante; ebbene, agli insulti, B.I.G. risponde sarcastico, «Non bisogna dimenticare le vendite». Spesso, B.I.G. ha dato prova di una certa dose di umorismo. In Niggas Bleed ad esempio, dopo una spettacolare sparatoria, i «desperados» scoprono che la loro auto è stata rimossa perché parcheggiata davanti ad un idrante. E, come Biz Markie, anche B.I.G. ogni tanto si mette a cantare, producendosi in strazianti ululati chiaramente derisori nei confronti del pop più commerciale. In Life After Death, B.I.G. ospita star del rap vecchia scuola (DMC), del rythm & blues (R.Kelly), del rap californiano (Too Short) e alcuni degli amici di New York (Lil'Kim e Puff Daddy). Tra i produttori vediamo Havoc dei Mobb Deep e RZAdei Wu-Tang Clan. La presenza di tali ospiti non fa che confermare il successo di B.I.G. ed alimentare la sua ambizione di creare un hip-hop per tutta la nazione. Difatti, nonostante sia stato registrato a New York, Life After Death è un album in cui confluiscono elementi di varia provenienza. Going Back to Cali (da non confondere con la canzone di L.L. Cool J.) imita la voce nasale e il ritmo ondeggiante di California Love di Shakur; mentre Notorious Thugs, nata dalla collaborazione con tre membri dei Bone Thugs-n-Harmony di Cleveland, combina i toni sotterranei, cupi e in chiave minore di questi ultimi, con un tocco del frizzante groove sviluppato dai Quad City DJ'sdi Orlando, Florida. I 110 minuti di Life After Death, album doppio, mancano di una reale forza d'urto; la maggior parte delle canzoni ha il suo bel motivetto orecchiabile e una struttura calcolata a tavolino. Eppure, insieme Al/ Eyez on Me, il doppio di Shakur, altrettanto, se non più denso di autocelebrazione e sfoggio di ricchezza, potrà segnare la fine di un'era del gangsta rap: quella dell'incontrollata compiacenza. La morte, un tempo soltanto un accattivante spunto narrativo nelle fantasie di violenza, è diventata una realtà: il gioco ha smesso di essere divertente. ~ ~ e: o ~ o "" o t:'. <l) ..o o "" }on Pare/es Traduzione di Alessandra Gagni •
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