disagio, sgradevole». A.L.Kennedy usa con parsimonia il dialetto, ma la presenza dell'ambiente urbano, della mentalità e della cultura scozzese,e centrale nelle sue opere. Le chiedo se ha cominciato a scrivere racconti - il genere letterario forse più forte in Scoziaconsapevole della tradizione alle spalle, se ha dei modelli, degli autori su cui si è formata. Mi risponde di non avere modelli e che in Scozia la tradizione del racconto è legata in qualche modo alla cultura orale, che è ancora molto viva al livello popolare. «Danoi il racconto è un genere da performance orale: è comune per gli scrittori, specie agli esordi, trovarsi a leggere la propria opera in pubblico, in particolare poesia e racconti, e se quello che leggi non va bene la gente ti urla in faccia la sua critica, senza mezzi termini. Perciò devi sapere quello che fai, e soprattutto devi avere qualcosa da dire, non puoi fare giochi di parole, non puoi illuderti di stare scrivendo il Grande Romanzo Inglese; dopo di te c'è subito qualcun altro pronto a prendere il tuo posto. Ma questa torte tradizione significa anche che si leggono molti racconti, e che mentalmente ti confronti con la tradizione europea e americana. Quando si scrive si sceglie la forma più adatta a ciò che si vuol dire e naturalmente si consapevoli che certe cose possono solo dirsi col racconto; per me il racconto è una disciplina poetica ...». A.L. Kennedy ha studiato teatro e drammaturgia all'Università di Warwick e, in effetti, la sua lettura al British Council ha rivelato uno straordinario talento di performer. Levoci sono molto importanti nei suoi racconti e romanzi, i monologhi abbondano, e il primo romanzo, Lookin Far a Possible Dance, è quasi esclusivamente fatto di dialogo. So f'm Glad, pubblicato nel 1995,è il romanzo di una voce: protagonista un'annunciatrice radiofonica che vive in un mondo di parole. Si direbbe che scrivere si associ in qualche modo alla recitazione nella sua opera. Lechiedo se è un'impressione giusta. Risponde che infatti i suoi racconti e romanzi sono tutti basati su personaggi piuttosto che sull'azione, e sulla vita emotiva e mentale degli individui. .. quanto al lavoro di attrice, «mi piace molto non essere me stessa, e mi affascinano le persone molto diverse da me. Mi è stato molto utile studiare teatro per acquistare un senso fisico della lingua, lavoravamo per giorni su una sola parola. Con i miei racconti cerco di fare un lavoro poetico e poi, non mi piace dare informazioni inutili, preferisco una forma di underwriting, non voglio dire tutto. Bado di più all'atmosfera; se riesco a creare un personaggio realistico, con una voce autentica e una sua musicalità, penso con questo di essere riuscita a colmare i vuoti di informazione. Lascrittura, come la lettura per me è - come per Sterne - essenzialmente conversazione chi scrive mette una parte, chi legge deve mettere il resto. Lamia non è un'immaginazione visiva, che ama riprodurre i dettagli ... io vedo il mondo in altro modo, attraverso gli odori, come un gatto. Ledescrizioni sono spesso quelle di impressioni tattili, sensoriali, piuttosto che visive; descrizioni di altro tipo non mi sembrano importanti. È così che funziona la mia mente». Protagonisti delle sue opere spesso sono persone con gravi problemi personali, ferite nella psiche, o socialmente disadattate, con un forte senso di precarietà; il sesso è spesso subito o immaginato con fantasie perverse, e tutto questo è trattato in maniera obliqua, attraverso accenni o conversazioni ellittiche: perché la scelta dei temi scabrosi? «Mi piace prendere in considerazione sempre situazioni estreme, non voglio correre il rischio del sentimentalismo, odio il "buonismo". Quanto al sesso, è parte dell'esperienza umana; trovo che oggi siamo tutti continuamente esposti a forme di pornografia soft. Sui giornali ci sono più seni che notizie. lo cerco un modo e un linguaggio nuovo per parlare della fisicità dell'amore». Originai 8/iss, l'ultima raccolta, pubblicata quest'anno, esplora il tema dell'amore, visto da un'angolazione inconsueta. Nel racconto più lungo, che dà il titolo alla raccolta, una donna intrappolata in una situazione matrimoniale difficile e violenta, cerca di recuperare la sua fede religiosa, ma si imbatte in uno strano personaggio con un vizio segreto, e sarà lei alla fine ad aiutare lui. .. li titolo allude all'amore ma capovolge l'espressione «peccato originale» in beatitudine ... Per finire le chiedo come mai ha scelto di firmare con le sole iniziali quasi a voler negare la sua identità di genere. «No, non è per questo. Non è che non volessi essere identificata come donna, piuttosto non volevo essere identificata come l'autore, essere riconosciuta, insomma. È stato un modo per proteggere me stessa. Quando ho cominciato non immaginavo che gli editori avrebbero richiesto una foto per il risvolto di copertina e delle informazioni biografiche, che mi avrebbero mandato in giro a promuovere l'ultimo libro, che i giornalisti mi avrebbero chiesto delle interviste ... Non era un modo per nascondere la mia identità sessuale, anche se non mi piaceva l'idea di essere trattata come scrittrice per donne perché volevo scrivere non tanto delle donne quanto delle persone, uomini e donne, sentendomi il più possibile vicina a loro, quasi senza farmi notare, cancellando me stessa, come cerco di fare quando scrivo ... per me la scrittura è un po' come una seduta di meditazione ...».
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