Y 06iane Savigneau, 46 anni. è redattore capo del 6ettotre culturale di «LeMonde" dal 1994. Ha iniziato la carriera nella MeMa te6tata come croni6ta giudiziria. è paMata alla cultura. ha diretto «Lemonde de6 livre6» per tre anni. 6ino a che il wpplemento è 6tato accorpato alla redazione culturale. t vero che in Francia - come del re6to in Italia - 6i tanno meno recen6ioni? Dovrebbe chiedere agli altri giornali perché non è il nostro caso. Secondo lei perché gli altri giornali han no ridotto le ree e 116 ioni? Credo che la Francia abbia una situazione culturale molto bassa, che stia attraversando un periodo pessimo. La lettura delle recensioni, dei libri, richiede tempo e alcuni pensano che non sia redditizio per la tiratura. È falso, perché «Le Monde» ha il secondo record di vendita proprio il giovedì, quando esce il nostro supplemento, non capisco perché gli altri giornali la pensino in questo modo. t vero che i lettori hanno 6empre meno Uiducia nella critica? Oh sì. è vero. In Francia molti sono contemporaneamente critici letterari. direttori di collana. fanno un sacco di cose tutte insieme. È molto difficile, in un paese così piccolo. darsi delle regole. Noi ne abbiamo una: le persone assunte al giornale hanno, ovviamente. diritto di scrivere libri, ma non di dirigere collane. dare consulenze alle case editrici eccetera. Ma ai collaboratori esterni, che mandano articoli mal pagati, non si può imporre questa regola. Gli si chiede, però, di non parlare dell'editrice con cui hanno rapporti professionali. Dunque pen6a che la 6biducia 6ia giu6tibicata .. Sìperché ci sono degli slittamenti, Ed 't • . . V • s ' e 1 ona 1nterv1sta 1os1aneav1gneau delle confusioni, anche se si può mantenere un'etica. Comunque non è normale essere legati al mondo editoriale e contemporaneamente fare critica. La cri6i dell'editoria in Francia? Credo che la situazione in Francia sia meno grave di come la vede la gente. è una società in crisi depressiva. La vendita dei libri diminuisce perché la gente ora ha altri svaghi: i video, i dischi eccetera. Ora. quest'anno sono calate anche le vendite dei dischi e dei video, la sola cosa che non va troppo male è il turismo. Lagente, depressa. ha voglia di partire, di vedere che cosa accade altrove. Quindi taglia il 6Uperutuo e que6to 6Upertluo è la cultura. Esattamente. Tornando al ru.o/o del critico oggi. che è diffberente da quello di trent'anni ta. ad eMmpio .. Ho l'impressione piuttosto polemica che, negli anni '60, tutti sapessero bene chi fosse chi, ed è importante per il lettore conoscere il critico e la sua posizione. Credo non fosse grave che i gruppi intellettuali come Tel Quel, che avevano certi gusti. difendevano certi libri. si definissero in base a quello. C'era chi difendeva Jean Luc Godard e non si può amare contemporaneamente Godard e Vacanze di Natale. Quindi tutto era chiaro. mentre - dagli anni ·so - tutto va bene per tutti. tutti si amano. Di colpo tutto è bene/tutto è male. Quindi oggi è peggio che trent'a.nni ba? Ne sono convinta. è molto peggio che trent'anni fa. Que6ta conbu6ione na6ce anche dalla qualità diverM della letteratura di oggi? C'è un problema in Francia, in Italia non so. Proprio a partire dagli anni '60 tutti quanti hanno voluto fare gli scrittori. Si sono detti: non ci sono più veri scrittori. tutti possono farlo. Emolte persone ora sui cinquant'anni-che oggi sono critici. tra l'altro-si sono sognati scrittori e non possono ammetterne altri oltre a loro. li ruolo del critico è anche di entusiasmarsi, avere un certo senso della gerarchia e considerare che il gusto personale non è necessariamente l'unico metro di valutazione. Tra le opere di autori che si avvicinano alla sessantina. amo molto quella di Philippe Sollers e per nulla quella di LeClézio, ma non mi passerebbe mai per la testa di scrivere che Le Clézio è uno scrittore scadente come, invece, fanno in molti da qualche anno. Lagente non ha più scala gerarchica, è ovviamente disorientata. Tipi che sanno appena scrivere sono dei geni e tipi che scrivono da trent'anni e hanno un'opera dietro di loro sono zero. Non ha senso. Dunque la 6troncatura non e6i6te più. Qual 'è la vot.tra linea? La linea del nostro gruppo è la stessa da sempre: chi vuole difendere un libro ha diritto di farlo, questo implica che si sia sempre più o meno d'accordo. A nessuno è mai venuto in mente di difendere uno scrittore che tutti noi troviamo scadente. Non siamo sempre d'accordo su chi ci piace. ma siamo sempre tutti d'accordo su chi non ci piace affatto. Quindi non se ne parla affatto, oppure se è uno scrittore noto e decidiamo che il libro è proprio sbagliato, allora si stronca. In genere lo faccio io. In conclu6ione. che co6a chiede a un critico oggi? Gli chiedo semplicemente di dare voglia di leggere. Tutto qui.
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