asco tar possono restituirli entro tredici mesi, quindi si tratta di depositi che vengono pagati, ma che possono essere rimborsati. li privilegio dei librai è condiviso soltanto dai farmacisti che, però, hanno il problema oggettivo della scadenza dei medicinali. I librai hanno questo privilegio in permanenza e ciascuno ne trae profitto. Gli editori per imporre ai librai pile di volumi in base ali' office e i librai per le rese. È un sistema che provoca disordine, irregolarità, ma nessuno riesce a trovarne uno migliore. / librai. 6i 6entono un po' inca6trati dall'ottice. perché elimina il tondo. che è l'orgoglio di ogni libraio ri6pettabile ... Incastrati .. prendono merce senza rischi. Prenda un verduraio: se la merce non è venduta e marcisce, deve buttarla o mangiarla. Francamente, quando il libraio ha problemi a conservare perché c'è stato una crollo vertiginoso delle vendite nei primi mesi del '97, ti dice: senti questo mese non posso pagarti, riprenditi tutto questo e rende libri del fondo. li libro è stato salvato dalla legge Lang: il prezzo del libro è unico, il massimo di sconto possibile è un 5 percento - prima le FNAC arrivavano sino al 20 percento e alcuni ipermercati vendevano a prezzo di costo - le librerie non potevano far fronte a questa concorrenza. Mi ta l'eMmpio del verduraio. allora il libro è un prodotto? Naturalmente no, ma gli editori ragionano sempre più in questi termini. Perché si aspetta che un settore della società non sia contaminato dall'ideologia corrente, che è l'ultima fase del capitalismo: il cannibalismo economico? Ogni settore è contaminato, anche quello artistico e culturale. Credo che non ci si debba mentire, né tra editori, né tra librai. Bisogna trovare un linea almeno di mediazione tra l'editore puro e il prodotto-merce, tra i libri a rischio e quelli per il grande pubblico. Mi taccia una percentuale dei libri a ri6chio ri6petto a quelli 6icuri. Un terzo circa direi. C'è davvero la cri6i dell'editoria in Francia? Le cifre ufficiali sulla crisi sono quanto meno fantasiose. C'è una crisi da anni e le cifre corrette sono meno 20/z5 percento. Ma il mercato dell'automobile o del cinema eccetera hanno le stesse percentuali e ci sono situazioni anche peggiori. È anche il contesto del paese, del livello di vita delle classi medie. I librai hanno due tipi di clienti: una buona metà di clienti occasionali, che comprano leggendo le critiche, o per fare regali e questo settore non è stato troppo colpito. L'altra metà - la clientela dei rilettori - cioè insegnanti, classe media in genere, il notaio che compra la Pléiade a metro, questo è stato il settore più minato dalla crisi (prelievo fiscale eccetera) e di conseguenza frequenta meno la libreria. All'inizio si sono buttati sui tascabili, ora vanno sui saldi o in biblioteca o, infine, danno fondo alla loro biblioteca. Inoltre la critica letteraria ha perso credibilità e nessuno ha voglia di comprare un libro alla cieca. La stroncatura non esiste più, tutti gli articoli sono positivi. Perchè? Perchè nel nostro sistema spesso i critici sono anche scrittori, oppure lavorano nell'editoria, così una mano lava l'altra e tutti sono soddisfatti. È un sistema da rivedere. A propo6ito di a6petti poco chiari. i premi letterari? Senta, sono l'immagine della società. È onesta la società? Eallora come può immaginare siano più onesti della società? Mi 6embra che la 6Ua ri6po6ta ceda alla tendenza comune alla generai izzazione ... Non si può tenere un comportamento autistico, perché l'editoria dovrebbe essere un mondo a parte? Ripeto, è l'immagine della società nella quale vive, non siamo più ai tempi di Alain Grasset o di Gaston Gallimard, è chiaro. Non esiste un settore che sfugga all'ideologia corrente, non è mai esistito. Certo, si può tentare .. [; la 6toria della «rentrée littéraire», che mi pare un'altra perver6ione? Non è una perversione. Gli editori realizzano la metà del loro giro d'affari negli ultimi tre mesi dell'anno. Questa è una realtà economica ed è una tradizione, perché il libro viene regalato verso la fine dell'anno. Dunque la rentrée è di capitale importanza. La prova è che i libri della rentreé sono già stati stampati, per darli ai critici ecc. [; per i premi letterari, che vi condizionano al punto da pubblicare molti volumi e promuovere 6olo quei pochi che hanno delle chance ...
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