Linea d'ombra - anno XV - n. 128 - set./ott. 1997

as pianta nulla accanto, non si segue l'autore nuovo, che è di qualità ma fatica vendere, perché non ha copertura mediatica. Che cow intende per copertura mediatica? I giornali? Penso che la critica letta, quella importante - «LeMonde», «Figaro»eccetera - sia un po' una critica compiacente del tipo una mano lava l'altra. Sono pieni d'articoli di circostanza e quando esce un autore importante, ha tutta la copertura mediatica da destra a sinistra. Un giovane autore che fa un libro importante o interessante, deve aspettare che Modiano, LeClézio, Fernandez eccetera. - che fanno anche dei bei libri - abbiano esaurito la critica, soltanto a partire da quel momento si inizia a parlare di quello che stato dimenticato. Ma la recensione arriva - di solito - due o tre mesi dopo, le rese sono già state fatte e il libro non è più disponibile. Credo che la critica manchi di curiosità, di spontaneità. Parlo di quella istituzionalizzata, perché ci sono molte riviste - segnalo in particolare «Lamatricule des anges»- che fanno un lavoro di qualità. Hanno delle tirature minw,cole. immagino. Hanno delle tirature minuscole e dei lettori fedeli, le librerie che vendono queste riviste hanno clienti sicuri. Quindi il libraio ha un ruolo qua6i pedagogico.. Normalmente sì. Un libraio tradizionale rie6ce a campare del wo lavoro? No, non riesce a camparci, fatica a pagare l'affitto. In Francia la maggioranza dei librai ha un salario assolutamente ridicolo. Quindi lavorate per paMione? Sicuramente è un lavoro passionale, non lo facciamo per denaro, se l'obiettivo fosse questo venderei verdura. Mentre quella della grande di6tribuzione è un'altra vita .. È un problema, piuttosto. Perchè reaLeimdorfer/Rea/Contrasto lizzano un giro d'affari enorme ma forse non vendono più di noi. Probabilmente non le stesse opere. C'èqualcosa di inquietante - a proposito della FNAC- che si chiama il piano Ariane: comporta l'eliminazione del rappresentante e il rapporto diretto con l'editore. Hanno fatto due conticini, hanno visto che il rappresentante costa, quindi lo hanno eliminato, guadagnando molto denaro, una parte del quale va all'editore. Ora passano direttamente gli ordini dal computer. Si sa che oggi in Francia le grandi case editrici non sono più dirette dagli editori, ma dai banchieri e il banchiere ha un'idea tutta personale dell'editoria: di resa immediata, non di investimento sull'autore, la qualità ecc. Ci sono ancora editori puri, ma sono piccoli, come Minuit o P.O.L..Sono quelli che scoprono i grandi di domani. li piacere del lettore e anche quello del libraio, dipendono dalla sopravvivenza di questi piccoli editori. Tornando alla grande di6tribuzione Sele grandi distribuzioni prenderanno il potere, saranno loro a dettare legge, perché realizzano il massimo di vendite e possono dire all'editore: questo non lo prendiamo perché non si vende, invece vogliamo questo, questo equesto. Egli permetteranno di tirare 50/100.000 copie. Così l'editore-contabile sarà al sicuro. Sul piano commerciale funziona, ma su quello creativo ... /NIT/AL6embra e66ere un tentativo di oppor6i all'editore-contabile. Per un paio d'anni prevediamo di far conoscere il movimento: bisognerà organizzarci, verificare quello che funziona o che non funziona. Quindi cercheremo di fare aderire altra gente. L'obiettivo è di aiutare la qualità, raggiungere un potere contrattuale accettabile nei confronti degli editori. Molto concretamente: se ci si impegna su un autore, ad esempio, e l'acquisto si fa su venti librerie, l'editore potrà fare i conti con una tiratura superiore, sapendo che il suo libro avrà delle chance di essere venduto in quelle librerie, sarà difeso, appoggiato, spinto. Dunque un buon rapporto con i piccoli e un rapporto di uorza con i grandi editori? Siachiaro, anche i grandi pubblicano buoni autori, non lavoreremo con i piccoli per boicottare Gallimard ... peraltro un rapporto di forze è inevitabile, ci sono cose ormai inaccettabili e che capiamo poco, perché sembra che questi vogliano far morire le piccole e medie librerie. Credo che vogliano che i libri siano distribuiti nelle FNAC.Non ci sono più negozi di dischi oggi in Francia, ci sono solo FNACe Virgin. Quindi non sono fantasie, anzi è piuttosto drammatico. Il rapporto con le nuove tecnologie Internet non impedirà alla gente di comprare e leggere libri. Voglio dire: per il momento Internet è, fortunatamente, più o meno libero, quindi siamo in parecchi a pensare che sarebbe una buona cosa creare un sito in cui i librai di INITIAL parleranno dei libri che hanno apprezzato e potranno inviarli per posta in • luoghi privi di librerie. C'è tutto un lavoro da fare a quel livello. Da qui a leggere Madame Bovary sullo schermo... credo che il rapporto con il libro sia completamente insostituibile. Penso che ci saranno altri generi di opere che verranno create, più interattive: per i ragazzi, sull'arte, viaggi eccetera. Ma non vedo un cd-rom di poesia, oppure la poesia dovrà essere completamente reinventata. E poi il libro ha un fascino: l'odore, il contatto con la carta, il rumore che si fa girando le pagine, le orecchiette ... il libro può raccontare una storia fatta di briciole di tabacco, di rossetto, di biglietti di metro. È il supporto vivente di una vita, è attivo, mentre sul dischetto non accade molto, è molto più freddo.

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