Linea d'ombra - anno XV - n. 128 - set./ott. 1997

as marketing e qualità, merce e cultura, la relativa viltà con la quale viene auurontato il problema e - ultimo ma uondamentale - il tentativo di monopolizzare il oettore. Sotto accu6a 6ono le Pre6oe6 de la cité, che appartengono alla Compagnie générale de6 eaux (neMun volto che emerge, tanti avvi6i di garanzia che viaggiano: è il liquido - in Francia - a veicolare le tangenti) e Hachette di proprietà della Ma tra (armi, miMili ecc.), diretta dal 6ignor Lagardère. Un nome, uinalmente. Le due ca6e tanno marketing oenza 6crupoli, ingoiano piccole aziende dalle idee brillanti e detengono, pare, il 75/78 percento del oettore. Una 6ituazione di qua6i monopolio che con6ente operazioni di ribaMo vertigino6o dei prezzi a 6capito della qualità e contribui6ce a mantenere in vita le perver6ioni tutte urance6i che verranno illu6trate più avanti. Il primo problema, invece, è viMuto e utilizzato piutto6to come alibi che come problema. NeMuno è 6tato in grado di trovare una ri6po6ta, di mediare tra i 6olidi imperativi di una 6ocietà di mercato e l'idea, 6i chiami Cultura, Letteratura, che importa? tra i librai 6i parla già di organizzare la re6i6tenza: in ogni intervi6ta compare continuamente l'e6preMione «diuendere» un libro o un autore. Non è un modo di dire, è un 6intomo del quale i urance6i 6ono inconwpevoli. Le grandi di6tribuzioni - dagli ipermercati alle leggendarie FNAC - 6ono la gioia e il dolore (le pervenioni uunzionano co6ì) degli editori puri. Per i librai 60no dolori e ba6ta, al punto che, per wlvare le piccole aziende, 6i è re6a neceMaria una normativa da 6tato d'emergenza - la legge Lang - che ha impo6to il prezzo UiMO da una parte, e lo 6Conto maMimo del 5 percento 6Ui libri dall'altra. [/iminati i negozi di di6chi (6oppreMi oenza pietà da FNACe Virgin), il libro poteva eMere 6alvato 6oltanto imponendo lo 6conto UiMo alle grandi di6tribuzioni. Va ricordato con no6talgia che la FNACna6ceva come cooperativa progreMi6ta di tutela del con6umatore ... Qua6i inutile aggiungere che il potere d'acqui6to delle grandi di6tribuzioni inne6ca un braccio di uerro 6Ulla qualità con gli editori. Che tentano il dialogo, ma paiono 6oprauuatti. .. dai vantaggi economici immediati. Per concludere in tragedia - come in ogni noir ri6pettabile - bi6ogna auurontare la pervenione più drammatica, che 6i chiama «ouuice».Nel 6en6o che - oltre agli ordini concordati - i librai ricevono d'uuuicio le novità e anche le ri6tampe gabellate per novità - valanghe di libri che non hanno il tempo di leggere e valutare - con l'alibi che potranno renderle entro tredici me6L Ma devono pagarle entro due (e l'inve6timento coatto verrà rimborwto con le reoe.. .). La con6uetudine dell'ouuice non è impo6ta, ma 6i mormora che un riuiuto comporti il taglio dello 6conto. Tra le numero6e madri dell'ouuice 6i trovano la con6uetudine della «rentrée littéraire» e i premi importanti - che 6ono quattro - e garanti6Cono al uortunato vincitore un buon tenore di vita per una decina d'anni ,grazie alle preoenze TV, agli articoli commiMionati dai giornali, alle conuerenze ecc. «Rentrée» 6igniuica rientro (dalle vacanze e6tive): gli ipermercati 6contano le cartelle di Barbie e gli editori inondano le librerie con una ca6cata di 400 volumi. t la tradizione, dicono ... a volte dimenticano che le opere della «rentrée» entrano automaticamente nella oelezione dei premi letterari. Si limitano a 6ottolineare che la • gente compra i libri negli ultimi tre me6i dell'anno, 6otto Natale. Santa ingenuità, verrebbe da dire. Que6ta mappa di un mondo compren6ibile ma poco cono6ciuto non è più un Bignami perché non è neutra. Parteggia per i piccoli editori puri che cercano di 6opravvivere tacendo il doppio lavoro. peri librai tradizionali, per le poche grandi caoe che ancora 6i battono per la cultura e l'indipendenza, per una critica letteraria non inuluenzata dalle e6igenze commerciali dell'editoria.

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