Linea d'ombra - anno XV - n. 128 - set./ott. 1997

V'jo Tilde vedeva gli uomini paMare «tornare a ca6a rivedere i 6uoi» 6i tigurava un giorno di voltar6i trovar6elo davanti nel cortile. Tilde vedeva gli uomini arrivare 6i tigurava un giorno di veder6i_ Nino tornato a ca6a dalla RuMia; piangere 6Ì, per torza, avrebbe pianto, ma poi ricominciare Legiornat~ . di paMo giuMo, il giorno dopo tl gwrno porzioni di raccolto e di 6pavento, quello che Lea6pettava della vita che avrebbe accolto terma tianco a Lui. CheLui tornaMe, dopo niente d'altro; ma cominciava a cre6cere il rimor6o L'attanno tormento6o di quel geMo, ma in mezzo a un geMo in tondo ad un pen6iero tornava a ri6alire Lapaura di aver perduto tutto in una notte che Nino era partito per LaRuMia quel treno, quella notte, Mlo un_geMo. I primi dalla RuMia eran tornati a tine marzo del quarantatre «eran tornati due di Murazzano e nei pae6i intorno 6i 6entiva Lavoce che qualcuno era arrivato. ILparroco ogni tanto mi chiamava in 6acre6tia dopo meMa grande, aveva 6critto a tutti i cappellani che Mavano tornando dalla RuMia, qualcuno ri6pondeva di a6~ettar~ perché i di6per6i erano Matt tanti, me Loricordo come toMe adeMo quando ho 6entito per la prima volta quella parola lì 'di6per6i'.» ait Da dentro ca6a Tilde 6ente il cane che abbaia da 6trozzar6i alla catena, e6cea6ciugando6i le mani in grembo 6i trova in piedi Tavio a te6ta baMa-_ vicino Piera che gli Mringe un braccw; le 6ue 6orelle e6cono di ca6a qualcuno con la voce calma i~can~ 6i muove Tilde, abbraccia Tavw e Ptera tre teMe che rimangono vicine le braccia 6ulle braccia, intorno al collo il cane 6ente piangere, guai6ce Li invitano ad entrare dentro ca6a. t Tilde 6ente Tavio «che6'era con6egnato il giorno dopo 6embrava che a neMuno intereMaMe, 6aliMe 6ulla proMima tradotta cercaMe di raggiungere il 6UOgruppo. Ma prima di arrivare alla trontiera il treno 6Ucui Tavio era 6alito, 6'era termato per tornare indietro.» f, Tilde 6ente: il treno 6Ucui Nino era re6tato quella notte era l'ultimo. ILgiorno dopo avevano termato le tradotte uomini non ne 6erviva più mandarne a morire l'Armir era annientata. IL treno di Nino l'ultimo l'avevano mandato avanti e per60 dove neMuno 6apeva. a_~o Non tornava a ca6a Nino non è mai più ritornato. Congli anni che moriva la 6peranza nei giorni di 6ervizio dai padroni, indietro 6i 6biadivano i ricordi dei loro primi me6i da 6po6ati. -Nel geMo delle gambe di piegar6i per chiuder6i e coprir6i del lenzuolo, cre6ceva a devaMare ogni pen6iero l'immagine del treno quella notte, Tilde vedeva il volto andare via. Nino baMava Mringerlo più torte tarlo cadere pure lui dal treno. Nino baMava Mringerlo più torte tenerlo con 6é. llWo f, dona a noi per 6empre una radicale memoria tinché i noMri turni 6i depo6itino in polvere.

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