Nino mi ha <Scrittoancora da Pe<Scara «dal treno ho viMo il mare amore mio» <Sembravauna canzone di Tajoli. » a.:go Nino è tornato vivo dalla Grecia a tine giugno del quarantadue: «<SenzapaMare neanche un giorno a ca<Sa io L'ho <Saputo<Soloun me<Sedopo, Li avevano ammucchiati a San Dalmazzo ad a<Spettare che il <Suoreggimento toMe rimeMo in<Siemecon gli avanzi degli altri battaglioni decimati.» t andata una domenica a vederlo Libera u<Scita 'corta' di due ore a paMeggiare attorno alla ca<Serma <Seguendoi Lunghi muri di mattoni <Sedutial greto bianco del torrente dove reMare un attimo da <Soli, tare L'amore dopo tanti me<Si in<Siemeper calmar<Si re<Spirare. Parlare <Solodopo, raccontare ben poco della guerra, della Grecia, più delle beMie, del raccolto a ca<Sa. Tornando indietro ver<SoLeca<Serme Leaveva detto che il proMimo tronte tra gli uomini in ca<Serma<Sidiceva toMe LaRuMia. Lei aveva pianto, Lui <SubitoL'aveva Mrapazzata «ma co<Sacredi che non tomo a ca6a» e <S'eranoabbracciati ancora <Soli prima di avvicinar6i alle ca<Serme. Tilde L'aveva viMo allontanar6i di <Schienaentrare nel portone buio, <Serad'agoMo intorno all'orizzonte 6i Maccano montagne verde <Scuro. O@o A piedi Lei era tornata a ca6a e non L'aveva detto alle <Sorelle. fra paMata qualche <Settimana. IL parroco una <Seraera arrivato di cor<Sae ince6picando, <Senzatiato: da Nino a Tilde Lemandava a dire che Mavano partendo per LaRuMia Li aveva caricati La tradotta quel giorno MeMo ver<Somezzogiorno; ma Nino era riu<Scito a tar<Sidire che il treno 6i termava a Farigliano per caricare un altro battaglione ver<Sole dieci, in tutto un paio d'ore; <SeLei partiva <Subitodi cor<Sa L'avrebbe <Salutato alla Mazione. f ancora mentre il parroco parlava era arrivata Piera nel cortile «noi eravamo amiche dalla <Scuola <S'era6po6ata un me<Sedopo me che anche Lei correva a dirgli addio a Tavio <Suomarito 6U quel treno». Quali poche parole <Si60n dette nel buio Piera e Tilde quella notte <Sole,giovani 6po6e, di6perate? Sono arrivate dopo mezzanotte. IL treno c'è ancora. Vedono i Loro uomini Nino e Tavio che a6pettano in<Sieme e <Scendonodal treno vanno incontro, è un'interminabile tradotta di carri beMiame Mracarica di corpi contadini; <Sincontrano nella contu<Sione del marciapiede di un treno che Ma per partire che Ma per partire. Non parlano qua<Si <Sitoccano, <SiMringono. Tilde e Piera piangono <Senzavoce. Un ti<Schio<Sirimanda <Suivagoni urlano gli utticiali di <Salire. Nino e Tavio ri<Salgono e il treno <Si<Scuote e <Sincammina, <Si<Sporgonodal predellino per Mringere di nuovo quelle mani per qualche metro. 1Iall<1lce ceJP!acerr@o <Seguonoa paMi il treno che accelera. t allora che Piera impazzi<Sce <Si<Slancia, abbraccia al collo Tavio con una Mretta tira giù dal treno che ora è partito e non <Siterma più. Ricadono allacciati <Sul<Selciato Nino da <Soloera rimaMo <Sopra Tilde vedeva il volto andare via. fra rimaMa vuota LaMazione, <S'eranoavvicinati i terrovieri «ch'erano matti che era di<Serzione era rimaMo col tucile addoMo che grazie a Dio neMuno aveva viMo e adeMo <Sitrattava di <Salvare Tavio dalla tucilazione certa che tutti e tre <ScappaMero di cor<Sa, domani Lui tomaMe a con<Segnar6i
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