Zulù IPoeSial I nNne, ricordo la zagaglia ricavata da mezzo manico di 6copa, con cui, 6eguendo una mia abitudine, uccidevo 6oldati immaginari. Ci ballavo intorno, come un maMino di Ba6kerville. Ho attrontato tipiche talangi ingle6i, protetto dallo 6cudo 6Oltanto d'un coperchio di un 6ecchio d'immondizie; talora ho ti6chiettato 6ottovoce I Dragoni di lni6killen, tinché mi ha 6ovra6tato un'Agincourt di trecce: le avevano 6coccate Milton, Keat6 e Shake6peare, e 6ono diventato un pelleroMa, intento a tar provviMe dietro l'altabetica trontiera. Pallidi carri di 6crittura in graMetto 6i 6ono barricati in una trettolo6a O. Montato in 6ella a un cavalluccio di legno, troppo 6chiamazzando, mi è toccato bere un 6Or6od'aranciata, di cui ho apprezzato il glu a 6COMatredda e il ga6; tenendo la bottiglia ad un'inclinazione 6imile a una tromba rivolta ver6o il 6ole: tale potrebbe eMere, nel garbuglìo di poe6iole di que6to poeta 6ciocco o muto. "UHLLA OihT8CHI: LOWI: Per grattarsi, il mignolo. Per sposarsi, l'anulare. Per insultare, il medio. Per viaggiare, il pollice. Per leggere, l'Indice. È in.edicola L'Indice di troverete tuue '-e indicazioni questomese. Assaporate il vero per abbonarvi gu.sto della cultura. t: non n.ccontentatevidi un assaggio. Sull'ultimo numero COME UN VECCHIO LIBRAIO.
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