re una porta, un pallore da svenimento se nella sala c'erano fiori troppo profumati. .. Di sera soffocava; apriva la finestra, ma l'aria calda, il vapore tiepido della terra riscaldata dal sole, la riempivano di un desiderio intenso, di un'ansia voluttuosa, interrotta da crisi di pianto ... Lasanta diventava Venere. E il romanticismo morboso era talmente penetrato in quell'essere, e lo fuorviava così profondamente, che arrivò al punto in cui sarebbe bastato che un uomo la toccasse, perché gli cadesse fra le braccia - e fu ciò che accadde finalmente, con il primo che la corteggiò, due anni dopo. Era il commesso della farmacia. A causa sua scandalizzò tutto il paese. Eora lascia la casa in un gran disordine, i figli sporchi e con gli occhi cisposi, vestiti di stracci, digiuni fino a tardi, il marito a lamentarsi solo nella camera da letto, le bende e gli unguenti sopra le sedie, tutto in un vergognoso abbandono, per andare dietro a un uomo, uno scapestrato odioso e bisunto, con la faccia flaccida e grassoccia, gli occhialini neri con un grosso nastro passato dietro l'orecchio e un berretto di seta indossato con l'aria da damerino. Arriva di notte agli appuntamenti in ciabatte di panno, puzza di sudore e le chiede denaro in prestito per mantenere una Joana, creatura obesa, che in paese chiamano «la Palla di Grasso». traduzione di Amino Di Munno Titolooriginaledel racconto:"NoMoinho", trattoda: <<ObrasdeEça de Queiroz, Contos>>,Ediçào"LivrosdoBrasi/",Lisboa,sld. pp. 51-63. La &ua vita Le &i pre&enta.va come un' r· ellava ancora, ma &entiva quelle pro&trazioni.. ••l• . •· ro ~ 1! ~ "' ·;;; 'o ~ ~ .9 ·~ ~ ~ o .§ o ·.·~i~ ~ 2 ~ g "' ·e; .3 'o J3 ~
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