I Lei &piccava &ulmondo delle donne che iino ad allora aveva cono&ciuto, come un tenero proiuo d'angelo gotico ira volti da tavola ff@ft@W®@ Nel vederla così rassegnata e sottomessa, alcune signore del paese la dicevano bigotta: tuttavia nessuno la vedeva in chiesa, tranne la domenica, con il bambino più grande per mano, tutto pallido nel suo abito di velluto blu. In realtà, la sua devozione si limitava a quella messa settimanale. Lacasa la occupava troppo per lasciarsi prendere dalle preoccupazioni del cielo; in quel dovere di brava madre, assolto con amore, trovava una sufficiente soddisfazione alla sua sensibilità; non aveva bisogno di adorare i santi o di sentire compassione per Gesù. Anzi, istintivamente pensava che l'affetto eccessivo rivolto al Padre dei Cieli, il tempo speso nel trascinarsi in un confessionale o presso l'oratorio sarebbe stato un crudele sottrarsi ai suoi compiti di infermiera: la sua maniera di pregare era quella di vegliare sui figli: e quel povero marito inchiodato a un letto, che dipendeva totalmente da lei, che aveva solo lei, le sembrava avesse più diritto al suo fervore dell'altro, inchiodato a una croce, vezzeggiato da un'umanità intera. Inoltre non aveva mai provato quegli afflati di anima triste che spingono alla devozione. li suo lungo abito a dirigere una casa di ammalati, l'essere il centro, la forza, il conforto di quegli invalidi l'avevano resa più tenera, più pratica e così era lei ora ad amministrare la casa del marito, con il buon senso diretto dall'affetto, con una sollecitudine di madre provvida. Quelle occupazioni bastavano a intrattenerla durante la giornata: il marito, d'altronde, detestava le visite, l'aspetto salutare della gente, le commiserazioni di rito; e passavano mesi senza che in casa di Maria da Piedade si udisse una solavoce estranea alla famiglia, se non quella del dottor Abilio, che la adorava e che, con gli occhi stralunati, diceva di lei: «Èuna fata! Èuna fata!»... Per questo fu grande l'agitazione in casa, quando Joào Coutinho ricevette una lettera del suo cugino Adriào, in cui gli annunciava che sarebbe arrivato in paese entro due o tre settimane. Adriào era un uomo celebre, e il marito di Maria da Piedade aveva per quel parente un'enorme ammirazione. Si era persino abbonato a un giornale di Lisbona, solo per vedere il suo nome fra le notizie e la critica. Adriào era un romanziere e l'ultimo libro, Madalena, uno studio di donna elaborato con grande stile,di un'analisi delicata e sottile, lo aveva consacrato maestro. Lasua fama, che era arrivata fino in paese, con la vaghezzadi una leggenda, lo presentava come una personalità interessante, un eroe di Lisbona, amato dalle nobildonne, impetuoso e brillante, destinato a un'elevata posizione nello Stato. Ma in realtà in paese era noto soprattutto perché era cugino di Joào Coutinho. Donna Maria da Piedade rimase frastornata da quella visita. Si vedeva già la casa sottosopra per la presenza dell'ospite straordinario. Poi la necessità di fare più toilette, di alterare l'ora della cena, di conversare con un letterato, e tanti altri sforzi crudeli! ... E la brusca invasione di quel tipo mondano, con le sue valigie, il suo sigaro, la sua allegria di sano, nella pace triste del suo ospedale, le dava la sensazione spaventosa di una profanazione. Fu pertanto un sollievo, quasi una riconoscenza, quando Adriào arrivò, e molto semplicemente si sistemò nella vecchia pensione di Zio André, all'altra estremità del paese. Joào Coutinho si scandalizzò: & aveva già pronta la camera degli ospiti, con le lenzuola di v:, pizzo, un copriletto di damasco, l'argenteria sul comò, e lo voleva tutto per sé, il cugino, l'uomo celebre, il grande autore ... Adriào però rifiutò: «lo ho le mie abitudini, voi avete le vostre ... Non prendiamocela, eh?... Quel che posso fare è venire qui a cenare. Del resto, non sto male da Zio André ... Vedo dalla finestra un mulino e una diga che sono un quadretto delizioso ... E restiamo amici, non è vero»? Maria da Piedade lo guardava meravigliata: quell'eroe, quel seduttore per il quale piangevano le donne, quel poeta che i giornali glorificavano, era un tipo estremamente semplice - molto meno complicato, meno affettato del figlio dell'esattore! Non era nemmeno bello e, col suo cappello a larghe tese sopra un viso pieno e barbuto, il soprabito di flanella che cadeva comodamente su un corpo robusto e piccolo, con le sue scarpe enormi, sembrava ai suoi occhi uno dei cacciatori del paese che a volte lei incontrava, quando di tanto in tanto andava a fare visita alle fattorie dall'altro lato del fiume. Inoltre non usava frasi ricercate e
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