lo ero in iardino, maq o. con la te&ta gro&&aa iorma di uovo addormentato lo non ero Io né ero incon&apevole dell'Io. I o-non-I o aveva circa ,3 anni, pelli neri sotto lo scamiciato della nonna e io di nascosto gli lanciai un'occhiata: come reagirà al suo nome? Reagisci! Non reagì per niente. Non mi interrogava mai né poneva delle domande indulgenti; anch'io non gli chiesi mai niente ma mi ricordavo come alcuni anni prima a Soci mentre papà usciva dal mare improvvisamente lo resero noto: una folla correva verso l'altoparlante. Edecco: smascherati! Tutti loro e anche quelli che successivamente li avevano sostenuti. Ricordavo come i miei genitori ne furono addolorati, soprattutto papà nelle sue mutante da bagno ne fu addolorato. Avrei voluto che ci abbracciassimo, che lanciassimo gli aquiloni, che corressimo per i prati e che ci baciassimo; il demiurgo del fatidico cocktail sedeva accanto a me mentre la nonna si apprestava al grande bucato ed io come sempre in un giorno simile mi concessi di prendere dall'armadio ciò che era categoricamente proibito: il Fotodi K~zysztofPawela.Grazianeri e&aurito dalla &olitudine fucile a due canne di papà con le pallottoline e mi precipitai alla spazzatura per uccidere il gatto. Alla spazzatura il gatto non si fece vedere e io sedetti a lungo vicino alla buca puzzolente in agguato finchè fui stufo. Quando fui stufo corsi nel bosco con il fucile e là comparve il tiratore scelto. Quel giorno c'era tanta biancheria da lavare ed io uccisi molte cornacchie, ballerine, cinciallegre ed altri uccellini che mi erano completamente sconosciuti. Mi piaceva guardare mentre questi cadevano a terra come sacchettini di carta. Lungo il sentiero che conduceva a casa colpii un bellissimo picchio: mi piombò dritto sotto le gambe e non sentii per niente compassione per lui. Poi nuovamente corsi alla spazzatura e proprio quando mi raggiunse il grido: a ta-a-a-vola-a-a! vidi un gracile gatto grigio che si guadagnava da vivere nella fossa puzzolente. Il gatto voleva svignarsela ma io mi rivolsi a lui con un richiamo traditore: Kss-kss. li gatto strizzò gli occhi, sospettando il rifornimento delle munizioni come gli abitanti del luogo sospettavano il rifornimento della radio senza il filo. Usai tutta la dolcezza possibile nel successivo kss-kss. Il gatto cominciò a manifestare segni di incertezza. Con cautela puntai la canna del fucile e mirai il simpatico muso. li gatto esitò. Gli sparai in fronte. Cominciò ad emettere un sibilo straziante e si gettò nell'erba. Vacillando per l'eccitazione continuavo goffamente a ricaricare il fucile. A ta-aa-vola-a-a! li gatto non lo vidi più. An- • che lo zio Slavase ne andò poco dopo. Qualcuno informò papà che correvo nel bosco con la carabina e che sterminavo tutto ciò che respirava. Ecco le carogne. Confessai di aver colpito senza intenzione e mi misi a piangere supplicando pietà. Prima di dormire l'immagine della ferita rosa mi provocava un dolce fastidio là in basso. Comesi fa? Chiesemeragliato lo zio Slava.Guarda. Togliamo la pellicina. Ma così non farà infezione? Cosadici? Quale infezione? Si fà così. Bravo. Allora dai! Non temere bocciolo mio! Pensai freddamente che ascoltava insieme a me delle notizie antisovietiche. li Comunismo è ineluttabile. Papàandò su tutte le furie e mi colpì sul viso. Poco prima di morire il Partito riabilitò lo zio Slava.
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