Linea d'ombra - anno XV - n. 128 - set./ott. 1997

01------+--I L.______..__e tt~e r a~I -- l e condanne ai lunghi tramonti coincidono talora con l'addestramento alla luce crepuscolare dell'alba. È una questione di resistenza. Quel che abbiamo visto tramontare negli ultimi quindici anni - attraverso le pagine di questa rivista - si è intrecciato a episodi probanti di una sensibilità desta, o quantomeno pronta a raccogliere sfide diurne. Forse è per questo che «Linead'ombra» è durata cosi a lungo, malgrado le inevitabili difficoltà che la testata ha attraversato sia a livello finanziario che amministrativo. Non sorprende che una consistente manciata di fedeli lettori abbia condiviso le incertezze, le inquietudini e le contraddizioni che sono state linfa vitale per il nucleo storico della rivista e per i collaboratori - numerosissimi - che hanno chiesto o sono stati richiesti di portare su queste pagine riflessioni, divagazioni critiche, ricerca, di offrire suggerimenti, indirizzi, aperture, e di avvalorare scoperte e riscoperte di autori e opere. L'autorevolezza della testata - costruita dal non mai domato entusiasmo e dalla personalità del suo fondatore e dalle collaborazioni che egli ha saputo stimolare e sollecitare - ha garantito, anche in anni più recenti, la continuità del lavoro a quanti si sono succeduti nell'opera di coordinamento e di direzione. Un'autorevolezza, quella di «Linead'ombra», che non ha avuto bisogno di presenzialismi, di narcisismi, di scrittori a caccia di impegno meglio venduto sulle pagine dei quotidiani: la sua caparbia battaglia contro l'indifferenza - non declamata, paziente, a volte addirittura pedante - è bastata. È tuttora una piccola roccaforte, prendibilissima, ma cionondimeno custode di un patrimonio e di una esperienza di lavoro. «Linead'ombra» si prepara a vivere un'altra stagione. Non è il comitato editoriale ad annunciarlo, né il nuovo direttore, dimissionario, ma l'editore a cui chiediamo lo spazio di questo editoriale. Dal '95 in poi il gruppo redazionale ha sempre fatto cerchio - critico magari ma compatto - intorno a una direzione che, sostenuta solo sporadicamente da Goffredo Fofi, ha cercato di muoversi nel suo solco, continuando a disegnare quel continente culturale diseguale e impervio che, accostando o incrociando le culture più diverse, vuole essere o è «di confine». Gli stessi rapporti con le istituzioni e l'editoria sono stati governati con intelligenza se non con libertà - la libertà non è mai sufficiente, si sa: o c'è o non c'è - cercando ambiti di relazione che non fossero solo quelli - per altro in alcuni casi preziosissimi - dettati dagli uffici stampa. Gli autori e le opere, insomma, che «Linead'ombra» ha cercato, promosso, tradotto, ospitato, sono sempre stati suggeriti dal gruppo redazionale, cosi come - con eguale autonomia - è stato gestito lo spazio dedicato a eventi e occasioni culturali più legati all'attualità o ad ambiti extraletterari, deviando costantemente se non puntualmente dal rischio della rassegna. Un aspetto fondamentale della rivista di cui raramente si parla e che è invece giusto conoscere è l'apporto militante dei suoi collaboratori e il rapporto equilibrato che il gruppo ha sempre mantenuto con quella che si suole definire «proprietà», una proprietà frazionatissima che nell'ultimo triennio è andata via via sempre più coincidendo con un solo proprietario, con un editore unico, responsabile - va detto - del risanamento finanziario della testata. L'editore ritiene ora suo diritto prendere decisioni relative alla conduzione della rivista senza consultare il gruppo redazionale, dopo un'esperienza più che decennale in cui il peso di quest'ultimo è stato determinante non tanto e non solo per le competenze di chi ne ha fatto parte quanto soprattutto per l'apporto di relazioni, consuetudini, e, in buona sostanza, di lavoro. «Linead'ombra», insomma, è unarivista militante e in quanto tale obbedisce a una logica ben diversa da quella che vige per altre testate, ma l'editore, oggi, assume su di sè una funzione che sino ad oggi è stata sempre e solo collettiva. Il gruppo redazionale di «Linead'ombra» è convinto - mentre ancora la situazione è incerta e indefinita - che una modalità come quella che l'editore si prepara ad attuare sia in palese e brusco attrito con la storia della rivista e con la sua identità. A questa modalità il gruppo redazionale si dichiara estraneo, e non può che sentire conclusa la lunga stagione che lo ha visto partecipe alle sorti della testata. PaoloBertinetti,GianfrancoBettin, MarisaCaramella,RiccardoDuranti, PinucciaFerrari,MarcelloFlores, FabioGambaro,PiergiorgioGiacchè, FilippoLaPorta,MarcelloLorrai,Danilo Manera,RobertaMaz:;zanti,Paolo Mereghetti,SantinaMobiglia,LucaMosso, MarcoNifantani, GiuseppePontremoli, AlbertoRollo,LiaSacerdote,Alberto Saibene,TizianoScarpa,MarinoSinibaldi, FabioRodriguezAmqya,PaolaSplendore.

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==