• • • Lupi con Le corna, muccocertole, caiali ... qualchealtra sciocchezzadel genere,ma non osò. «Nonfa niente»rispose il medicoe le si accostòdi fianco. E' finito tutto, voleva dirgli Freddy.Èfinito tutto, tu l'hai rovinato e non hai capito nulla. Tolse il portafoglio dalla borsae lo tenne sul petto. «Quantole devo?Cisono pure le analisi»dissequasi allegramente.Conla codadell'occhio vide l'orlo del suo camice. «Gliel'hodetto, non mi deve niente»balbettò lui. Freddysi voltò e lo guardò. «Perché?»sghignazzò«Perchésono una caviao perchésto per morire?».Ancora una volta, quel pomeriggio,provava la sensazionedi aver sbagliatotutto. Adessonon desideravaniente. «Enon dica nulla amiamadre»aggiunsecercandodi parlare con voce ferma. li medico si allontanò di alcuni passi.Sembravaperso.Andò a sedersisul divano di velluto accantoalla macchiadi cenere. Avvicinati, pensòFreddy.Alzati e vieni vicino a me. Ma lui si era comodamentesedutocon le mani incrociate sulla grossapancia. Gli andò vicino e sedettesulla poltrona con la borsa fra le braccia. Sisentiva leggera. li cielo della tristezzaera passatosudi lei e non l'aveva toccata. «Ascolti,le voglio parlare...»disseil medicodall'altra parte del mondo. «Questoragazzo... Uncasodisperato... Voglio vivere una vita vera, cosi' diceva». «li ragazzodel caiale?»chieseFreddy. «"Unavita vera»,cosìdiceva.Ma in realtà non gli interessava niente, capisce?»aggiunseil medico, e si alzò. Lei lo seguì.Ledomandò sevoleva che le chiamasseper telefono un radiotaxi e Freddyaccettò ringraziandolo. Lui stava in piedi davanti al tavolo della segretaria.Laporta dello studio era rimasta aperta e le tende, la lampada, la bassapoltrona e le cartelle dei pazienti, tutto si trovava al suo posto. Sulvetr si rifle - teva l'aureola di lucedella lampada.Dal punto dove s· a non si poteva vederealtro. «Lelinee sono occupate»le di e po un po'. «Allora io vado...»mormorò Freddysenzamuoversi. Il medicosi avvicinò. Eramolto più alto, la testa di lei gli arrivavaappenaal petto. Videgli occhi umidi dietro le lenti farsi più vicini mentre le spostavai capelli per baciarla sul collo. Eradi un grassomorbido e paffuto. Lecinse la vita e la strinse a sé.Per un istante le cercò avidamente la boccae il suo naso si strofinò sul camiceche non puzzavadi ospedale. Fuori, Freddy, fuori, fuori, dissea séstessae si tirò indietro . Sullaporta vide che la stavaosservandosenzaespressione.«Ci rivediamo dopo le feste»dissead alta vocee gli feceun cenno vivacecon la mano. Chiusepiano la porta dietro di sée cominciò a scendere gli scalini tre a tre. Nella strada il traffico si era diradato e facevafreddo. Freddy camminò fino al bar all'angolo, fermò un taxi con la manoe vi entrò dentro. Lamacchinapartì senzafretta. Èun peccato,pensò.Qualcosa è andato storto, manon è quello chepenso.Attraversarono la città checominciavaa svegliarsiper l'uscita serale. Per tutto il Lungoteverele automobili si affollavano con le autoradio a tutto volume. Passaronodavanti al Palazzodi Giustizia. Il restauro dell'edificio era interrotto ametà.Un'aladel palazzo era bianca,affogatanello yoghurt, mentre la parte rimanente era grigio sporco, con le nicchie delle statue immersenella pece. Laportiera, unadonna di mezzaetà, arcigna,stavasul portone. «Nonmi ha lasciato i soldi, non ho comprato niente» fece, pronta per un battibecco. VedendocheFreddynon rispondeva, aggiunse:«Inegoziadessosono tutti chiusi». «Nonimporta, ho qualcosaper cena»disseFreddye proseguì. «Cosa?»chiesela donna andandoledietro. Freddysi fermò e si girò. Guardò il volto spento della donna e vide un bagliorenello sguardoingordo. «Miè rimasto un po' di caiale...»disse«peroggimi basta». «Caia...?»bisbigliò sospettosala donna. «Sì,caiale. Pensodi farne un paio di toast»spiegòFreddy. «Saràqualchespecialitàesotica... spezzatino?»domandòanimandosie le si avvicinò di duepassi. «Èqualcosadi molto speciale,come il caviale». «Mapensaun po'»dissela portiera ammorbidendosi. I suoi • occhi avevanoriacquistato vivacità e la suaespressioneera quasi amichevole.«Giuseppe»chiamò il marito che lavavale scale in fondo «haimai mangiatocaiale?». «Oh,santo Diol» risposelui «chealtro è questoora, un marziano?».Presesecchioe straccio e zoppicandosi avvicinò a lo-
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