• Il I [acConlol Caiale Scrittrice di poeoie, racconti e romanzi, Eroi Sotiropuloo è nata in Grecia e ha vioouto a lungo in Italia. In italiano è otato tradotto il lungo racconto «Tre giorni ueotivi a Jannina» (Theoria 1992) e il romanzo «Mexico» (Donzelli 1994). Sotiropulo6 IE ra sera. Anche se era ancora presto, dentro si era fatto buio perché non entrava mai luce nello studio. Il piccolo lampadario e le due appliques della biblioteca ardevano vivacemente già da qualche ora. A lunghi intervalli i fari di una macchina colpivano a caso le persiane, emettendo un fugace bagliore come fiato mozzato. Sul vetro, con le tende tirate a metà, si vedeva solo il riflesso della lampada che gettava un'aureola opaca sul telefono. «Allora, dottore ...»cominciò Freddy esitando, «ho paura che, ogni volta che vengo qui, lei riceve brutte notizie ...». Stava per dirgli che gli portava iella, ma le sembrò esagerato. Lui sorrise debolmente. «Al contrario»disse «per me è un gran piacere». Guardò il telefono sulla scrivania e la sua mano rimasta inerte sopra la cornetta. «Aveva 25 anni - mormorò quasi ci fosse qualche dubbio - Ero amico del padre». Sembrava volesse continuare il discorso. Ma i suoi occhi sfuggenti si posarono sui diversi oggetti della scrivania e rimase in silenzio. Una due volte la guardò di sfuggita e lei seguì il suo sguardo sopra le scatole rettangolari ordinate con le schede dei pazienti e sulla grande cartella bianca con il suo nome che teneva aperta davanti a sé. Non mi vede, pensò Freddy. Sentì un desiderio invincibile di fumare e cercò inutilmente intorno a sé un qualsiasi oggetto che ricordasse un portacenere. «Suamadre era alcolizzata - disse improvvisamente il medico - L'anno scorso lo avevo portato con me all'ospedale. Ha cercato di saltar giù anche da lì... Ma, vede, era al primo piano, non c'è riuscito. Povero ragazzo...». Di nuovo rimase silenzioso con le mani impacciate sopra la scrivania. «Dunque, cosa succede di preciso?» domandò Freddy con impazienza. Era trascorso un po' di tempo, il bisogno di fumare le raschiava la gola. Laguardò con occhi torvi, immerso ancora nei propri pensieri. «Checos'ho, dottore?» chiese di nuovo.
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