al loroposto», mi diceSalgado, con quellasua determinazione,gli occhicheguardano dritto al sensodellecose,perché hanno visto l'inferno, hanno scandagliato i retrobottegadel mondo. E conosconoil sensodellaStoria. Lui sa chepresta i suoi occhialla Storiaattraversolemillestoriedi senzaterra, di senza lavoro, di senzacasacheracconta.Ma non di senzadignità. «Sonopersone povere quelleche io fotografo, che non hanno i beni materiali, ma non sonoprive di dignità.Dignitàepovertà sono compagneinseparabili dellapopolazione dei campi. La lottaper la sopravvivenza si rivelalì tra lepiù dure. Questa "bestiaumana", indurita, incallita, affronta la vita dalla nascitafino alla morte con grande risoluzione». È quellochecolpiscein questivolti di uomini e di donne, di bambini o di vecchi,con i segnidellapovertà impressi come lunghestoriedifame, di privazioni; congli occhiche tiguardanofisso, per gridarti anchela lorofame digiustizia,per esprimereanchela lorofierezza, la loroconsapevolezza di lottare per unagiusta causa:la lorodignità. È questaconsapevolezzachedà a Salgadoquellacarica,quella forza di riversarenellesue immaginil'impegnocivile, ma anche una straordinariapotenza espressiva,unaformidabile valenza estetica:solocosì,da artistaoltre cheda uomopolitico, eglidà <<Mi sto interessando all'emigrazione, ai rifugiati, agli spostamenti delle popolazioni rurali verso le città, soprattutto in alcune s::and~ città _del m?ndo. ~uestl movimenti sono parte della grande rivoluzione industriale che sta avvenendo nel mondo. Credo che stiamo vivendo una trasformazione sociale forse altrattanto grande del passaggio dal medioevo all'età moderna>> dignitàe voceagli ultimi dellaterra. Questa è laforza dellafotografia, e Salgadol'ha capito, altrimenti avrebbecontinuatoa lavorare come economista. Perquestoha lasciatoil Brasile e, dal 1973, vive a Parigi:l'alternativa, racconta,sarebbestata entrare in clandestinità,altrimenti sarebbestato incarceratoper il suo impegno politico, per le suescelte.La dittatura militare, inBrasile, ha una lungastoria, dal 1964 al 1985, e Salgadoha unasua storiapersonale.Ma oggiparliamo di fotografia. Anche seper Salgadoquestevarie storiesi riallacciano:anzi hanno un unico filo, coerente.Per questomotivo, «Terra», è il suogrande omaggioalla terra natale, al Brasile. «Terra»contiene109 fotografie, introdottedajosé Saramagoe commentatedallostessoSalgado. Sono immagini realizzatedal 1980 al 1996, un ampio arcodi ricerca.Ne parlo conSalgado a Milano, dove è venuto apresentare il libroe la mostra, e anche il suoprogetto sui movimenti migratorinel mondo. Ci fa vedere in anteprima unaproiezione di immagini sconvolgenti:sembrano fotografie diguerra. In effetti Salgado è reducedai campidi guerra, certounaguerradiversa, quelladeipoveri del mondo, ma - ugualmente - con lesue migliaiae migliaiadi vittime...
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